» Cerca nel sito

Lettera di David Sassoli ai dipendenti pubblici

Pubblicato in Materiali PD, Pubblica Amministrazione - Domenica, 10 Maggio 2009 - Inserisci un commento

Cari amici,

è stato un anno difficile, per tutti gli italiani. Per chi ha perso il lavoro, per le piccole imprese, per
i precari, per i lavoratori privi di protezioni sociali. Ma è stato un anno duro anche per milioni di
donne e uomini che lavorano nelle amministrazioni pubbliche, colpiti da una ossessiva campagna di
denigrazione e di dileggio, dipinti come una massa di fannulloni e assenteisti.

Nessuno può negare che nella pubblica amministrazione ci siano molte cose da cambiare, e certamente
Voi più di altri, per diretta esperienza personale, potreste indicare con chiarezza i ritardi da
superare, i procedimenti da semplificare, le carenze organizzative e le mille furbizie che troppo spesso
compromettono l’efficienza e la credibilità delle amministrazioni.

Proprio per questo è davvero cinico indicare nei dipendenti pubblici la causa di tutti i mali: metterli
indiscriminatamente sul banco degli imputati per scaricare su di loro la legittima insofferenza
dei cittadini per le inefficienze dei servizi pubblici.

Non è vero, come si sente ripetere, che in Italia i dipendenti pubblici siano troppi: una ricerca
dell’OCSE ha individuato in Italia 54 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti, una percentuale non
superiore alla media europea. Germania e Spagna hanno la stessa percentuale; la Francia ha 79 dipendenti
ogni 1.000 abitanti! Forse in Italia sono mal distribuiti; probabilmente molti non sono adeguati
ai compiti che una moderna amministrazione dovrebbe assolvere. Si dovrebbe allora investire sulla
formazione e sui processi di riorganizzazione.

Nulla si sta facendo in questa direzione.

I propositi del Governo, esplicitati nello schema di decreto legislativo sulla riforma del lavoro
pubblico, sono guidati da un’idea rozza e unilaterale. Punire i “fannulloni”, con un mix di bastone e
carota, per riportare l’efficienza negli uffici. Ma siamo sicuri che sia così? Le cose andranno davvero
meglio escludendo per legge almeno un quarto dei dipendenti dagli incentivi per la produttività?

Davvero si possono valutare risultati e rendimenti e premiare il merito imponendo regole uniformi
ad amministrazioni tanto diverse: a un Ministero e un Comune, una Asl e una Camera di Commercio,
una Regione e un ente parastatale? E come si pensa di motivare il personale, cancellando con un tratto
di penna tutti i contratti decentrati?

Sono convinto invece che il cammino per riformare l’amministrazione pubblica si possa fare solo
insieme, coinvolgendo le persone, ascoltandole, dialogando con le organizzazioni sindacali,
costruendo un nuovo patto tra dipendenti e cittadini, valorizzando le autonomie territoriali. Le riforme
“contro” non hanno mai funzionato. La dignità professionale e l’orgoglio di essere al servizio
della propria comunità sono invece le leve del cambiamento.

Queste sono le ragioni per cui mi rivolgo a Voi, per riprendere un cammino assieme verso un’amministrazione pubblica di qualità europea.

Cordialmente
David Sassoli

Scarica qui il pdf della lettera

Lascia un Commento