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Piano Casa. Carapella: “Manovra imponente in aiuto della ripresa economica e della fragilità sociale”.

Pubblicato in Casa, Gruppo Consiglio Regionale, comunicati - Venerdì, 7 Agosto 2009

“E’ una manovra imponente con un occhio alla ripresa economica e con l’altro alla fragilità sociale. Oltre al rilancio dell’edilizia privata secondo regole e certezze normative, alla difesa dell’urbanistica e della sostenibilità ambientale, fornisce risposte concrete all’emergenza casa che colpisce in particolare la Capitale e 81 Comuni del Lazio. Questo – spiega il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella - è il senso del provvedimento votato ieri sera dalla maggioranza che sostiene Marrazzo in Consiglio Regionale, il cosiddetto Piano Casa, attuazione normativa regionale di quel protocollo d’intesa fra il Governo e le Regioni siglato il 1° aprile scorso. Un provvedimento che ha trovato ampie zone di consenso tra le parti sociali, imprenditoriali e sindacali, associazionismo ambientalista e organizzazioni produttive, artigiane ed agricole, il sistema degli enti locali e, invece, un incredibile voto contrario dell’opposizione regionale che fa capo politicamente al Presidente del Consiglio.

Un centinaio di emendamenti approvati, frutto di oltre 50 ore di audizione delle Commissioni Urbanistica e Casa della Pisana e di una interlocuzione attenta e rispettosa con il Comune di Roma – spiega ancora il Presidente della commissione Casa - hanno contribuito a disegnare un testo di legge articolato in quattro aree di intervento:

1. La gestione del patrimonio esistente con la possibilità di ampliamenti del 20 per cento per abitazioni mono e plurifamiliari fino a 1000mc consentiti nei soli contesti non tutelati. Tra gli immobili tutelati, con un emendamento che ha ottenuto il plauso di Italia Nostra, sono stati fatti rientrare anche i casali storici realizzati prima del 1930. Ancora, interventi di demolizione e ricostruzione, fuori dai centri storici, di edifici degradati con premi di cubatura per le ricostruzioni legate anche alla qualità delle progettazioni architettoniche che saranno messe in campo e che, oltre a rispettare i principi della bioedilizia e le norme antisismiche, dovranno garantire la messa in sicurezza degli immobili esistenti.

2. Operazioni urbanistiche rivolte a ridare un volto naturale a paesaggi, ad esempio le coste deturpate, attraverso demolizioni, spostamenti degli edifici in zone di minor pregio e interventi di rinaturalizzazione ed ulteriori piani di riordino delle periferie, prive di qualità e di servizi. Si tratta in questo caso – chiarisce Carapella - di interventi tutti a saldo zero in termini di consumo del suolo, con l’obiettivo di un saldo positivo sul piano della qualità ambientale e della domanda sociale di città più giuste.

3. Semplificazione delle procedure urbanistiche quale risposta a chi chiede più deregulation, per facilitare e sostenere, anche finanziariamente, i Comuni che dovranno applicare le nuove norme.

4. Risorse vere per la casa che mettono al centro le urgenze sociali che la crisi ha evidenziato: case popolari per i più deboli, aiuti per chi ha problemi a pagare il mutuo della prima casa, edilizia sociale in affitto, canoni sostenibili per una fascia ampia della popolazione giovanile, sostegno agli anziani ultrasessantacinquenni nelle operazioni di ristrutturazione e messa a norma degli alloggi più vecchi, come proposto dal sindacato.

E, ancora, più potestà di intervento alle ATER (gli ex Istituti case popolari): sarà possibile, ad esempio, realizzare nei piani terra inutilizzati dei palazzoni delle case popolari, alloggi accessibili per anziani e diversamente abili.

La Regione di centro sinistra – conclude Carapella - completerà questa manovra con l’assestamento mettendo in bilancio 180 milioni di euro in 3 anni, come anticipazione di quello che sarà un vero e proprio piano decennale regionale per la casa. Il Governo Berlusconi, vale la pena ricordarlo, sullo stesso capitolo, quello delle case popolari, si è limitato a stanziare per tutta l’Italia 200 milioni di euro”.