Morassut: A questo punto è indispensabile un pronunciamento dell’Assemblea Regionale
“L’esito finale del voto delle primarie da a Mazzoli il consenso più ampio tra i tre candidati in lizza ma
attestandosi ad una percentuale ben lontana dal 50%”. Lo dichiara Roberto Morassut, candidato della mozione Franceschini alla segreteria del PD Lazio.
“Il sottoscritto – prosegue Morassut - ha raggiunto circa il 37% con 7 punti di distacco. Si stratta dunque di un vantaggio chiaro ma non eclatante e che comunque lascia Mazzoli a buona distanza da una maggioranza certa ed autonoma. Come il regolamento prevede è, a questo punto, indispensabile il pronunciamento dei delegati eletti con le primarie all’interno dell’Assemblea Regionale da convocare rapidamente. In quella sede dovranno essere valutate le candidature per il ballottaggio ed i relativi programmi e potranno altresì essere verificate le condizioni possibili di più generale unità nel governo del Partito”.
“Personalmente – conclude Morassut - assumerò nelle prossime ore le decisioni più opportune riunendo i
rappresentanti della mozione che ha sostenuto me e Dario Franceschini nel Lazio, tenuto anche conto della emergenza istituzionale determinatasi con le dimissioni del Presidente Marrazzo”.
se 23.627voti di distacco ti sembrano pochi, stai bene cosi. Tu non vuoi l’unita’ del partito. Ma veramente pensi che non hai perso? Che puoi spingere una macchina, che non è tua, a tutta velocità verso un burrone , distruggerla e poi cavartela dicendo che la colpa va divisa equamente tra la presenza del burrone in quel luogo e il costruttore dell’automobile?
Una brutta fine per le primarie nel Lazio, un brutto ricordo per Morassut e Veltroni, una vicenda penosa che al di là delle parole vuote trascina il PD di Roma e del Lazio nella nebbia dei veti e dei ricatti. Se non la consapevolezza almeno la vergogna.
Caro Roberto, non ti conosco, posso permettermi di chiamarti per nome.
Io credo che in questo momento particolare della rinascita del Partito in un periodo così particolare, la tua esperienza può essere utile per un ricambio generazionale del gruppo dirigente del Partito nella Regione Lazio.
Leggerei in maniera sbagliata, non solo il sottoscritto, ma tanti militanti un accordo tra correnti per l’elezione del Segretario Regionale.
Caro Morassut,
purtroppo, come ho scritto in altri post, ho visto cose “turche” durante il congresso degli iscritti. Mi dispiace, probabilmente non ne eri a conoscenza, ma i signori delle tessere almeno nei circoli dei Castelli Romani erano quasi tutti appartenenti ad un unica mozione quella di Franceschini-Morassut. Questa non è la politica da fare, tranne che effettivamente non si voglia far precipitare nel Lazio il PD verso il baratro.
Spreo in una tua illuminata decisione che riconosca il voto delle urne delle primarie del 25 otobre e contribuire così all’unità del partito.
Caro Roberto, sei una brava persona e un bravo dirigente politico, intelligente e lungimirante. Per questo credo che dovresti riconoscere che l’unità del Partito (che è il bene supremo a cui dobbiamo tutti tendere) è conseguibile soltanto rispettando il voto degli elettori. E’ vero che Mazzoli non ha raggiunto il 50% dei voti, ma è indubbio che è stato lui il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti, con un distacco piuttosto ampio. Rispetta questo risultato, tutti te ne saranno grati e tutti ti chiederanno di continuare a lavorare per il Partito e per il Paese in un ruolo di grande responsabilità.
Fai un gesto di galanteria politica anche tu comefranceschini non dare adito ai soliti traffici di cariche e poltrone … riconosci la vittoria a Mazzoli! Il partito in questo momento ha prove ben più dure e urgenti da affronntare che la VS lotta per il potere! Dai dimostrazione di coraggio a rinunciare alla carica di segretario!
Non si trattino così gli elettori, la corda è troppo tesa!
Stefania Sanzotta
Credo che il PD non abbia bisogno di ulteriori scossoni, per questo ti chiedo di fare un gesto di umiltà e di riconoscere la vittoria Alessandro Mazzoli, votato da quasi il cinquanta per cento del popolo delle primarie.
Credo anche che tu e i tuoi uomini siete responsabili degli orrori politici, che nelle ultime amministartive hanno visto passare comuni dal centro sinistra al centro destra, Segni insegna.
cordiali saluti
Ma possibile che rispondere alle regole debba per forza essere considerato una violenza all’unità del partito? Ma siamo usciti fuori di senno?
Ma un segretario con il 44% dei voti non sarebbe un segretario dimezzato? Non sarebbe un segretario in balia di qualcosa o qualcuno?
Ma all’unità del partito non ci si pensa quando si fanno le candidature in zona cesarini? Oppure è proprio quell’unità che si cerca?
Gli accordi da sempre fatti nelle segrete stanze trovano questa volta un’assise ampia quale l’assemblea regionale.
L’unità del partito non deve essere perseguita da Morassut in questa fase, bensì da tutti gli iscritti del Lazio dopo la proclamazione del segretario, che sarà dal sottoscritto riconosciuto chiunque esso sia. Tra l’altro mi sembra che non sia assolutamente in dubbio.
Caro Roberto,
non devi cedere a certe affermazioni l’assemblea è sovrana e se la mozione che ti ha sostenuto rimanesse compatta non ci sarebbe alcuna forzatura eleggendo Roberto Morassut segretario regionale del PD.
Ma…scusate lo statuto non conta niente? Ed inoltre aver ottenuto una percentuale di voti maggiori non significa spazzar via le minoranze o pretendere di “Guidare” il partito senza tener conto della volontà di tanti altri elettori.
Mazzoli segretario subito!!!!
Che si rispetti il voto degli elettori. Sono scioccata dalla tua posizione roberto da vecchia militante
Abbiamo bisogno di una guida immediata, capisco le amarezze degli sconfitti soprattutto quella di Morassut, bocciato da circa il 65% dell’elettorato pur avendo il vantaggio del segretario in carica e due liste a sostegno, però l generosità nei confronti del partito ed il rispetto del voto del popolo doveva portarlo a mettere da parte le ambizioni personali e sostenerlo immediatamente pure se avesse preso solo mezzo punto percentuale in più.
Dire le cose che ho letto significa minare minare l’unità del partito e non dare la doverosa forza al vincitore delle primarie per il bene di tutti noi, del lazio e del partito. Ma che pensi che se mazzoli con il 45 è lontano dalla maggioranza lo sei tu più vicino con il 37?? ti prego.. guarda franceschini che signore che è stato… e che dimostrazione di spirito di servizio per il partito!
Mi sento mortificato con una situazione così grave non si tiene conto di niente, e noi militanti a prendere schiaffi dai cittadini. la concezione del partito di proprietà dei notabili è finito, vogliamo il partito dei militanti e del popolo delle primarie basta con il partito degli eletti.Buon lavoro a tutti voi
morassut, ma tu sei quello che scrive le note su facebook chiedendo di andare a votare all’assemblea? quello che si prende 50 commenti sfavorevoli su 55 in mezz’ora? Quello che poi cancella dopo 12 ore la stessa nota?
AHAHAHAHAHHAA, AVANTI MAZZOLI ALLORA.
L’esigenza di trasparenza e correttezza costantemente richiamata da tutte le parti nel nostro partito dovrebbero essere sufficienti per non richiedere il rispetto di quanto stabilito dallo statuto.
Il fatto poi che il candidato con il maggior numero di voti non abbia incontrato il favore del 56% degli elettori dovrebbe essere solo un fatto accessorio.
Se davvero vogliamo che il pd imbocchi la strada del rinnovamento chiudiamo una volta per tutte con gli accordi fuori dalle regole.
Infine, una domanda forse ingenua: ma come è possibile che ancora oggi non appaiano i risultati finali delle primarie con le liste degli eletti alle assemblee nazionale e regionale?
Caro Roberto,non ascoltare le parole di quelli che fanno appello all’unità del partito, i tesserati ti avevano dato la vittoria.Poi le primarie aperte a tutti hanno innescato una serie di sporca campagna acquisti portando a votare gente che alle elezioni sia amministrative che politiche non ci voterà mai.L’assemblea è sovrana e saranno i delegati, che rappresentano veramente il partito ad eleggere il segretario regionale.
Le primarie sono la forma più democratica per eleggere chi ci deve rappresentare ma se usate in modo scorretto si rischia che il segretario del nostro partito venga eletto da altri.
Un inciucio in assemblea tra delegati della mozione Franceschini/Morassut e Marino/Argentin, porterebbe allo sfascio il PD regionale. Morassut sarebbe comunque un segretario delegittimato. Da quando ho capito (non mi permetto di giudicare la persona) il politico Morassut è uno che vuole a tutti i costi occupare delle persone. Alla dirigenza del partito dico che se Morassut dovesse diventare il nuovo segretario del PD del Lazio, o che venisse candidato alla presidenza della regione io da iscritto del PD mi turo il naso e voterò il candidato presidente del centro-destra. Se la destra “mi puzza”, in casa avremo comunue un cadavere in avanzato stato di putrefazione.
Rispetto delle regole che tutti abbiamo condiviso. Prima della filosofia esiste la matematica. Se Mazzoli riuscira ad aggregare una maggioranza solida bene per lui e per chi lo sostiene altrimenti si rispetti il voto dei delegati eletti alla assemblea.
Abbiamo uno statuto e delle regole e in democrazia le regole non si cambiano durante un percorso congressuale. Per l’unità del partito è l’assemblea eletta insieme ai candidati sovrana a decidere. Si presentino in assemblea i due più votati e si decida liberamente. Non si possono ignorare i voti di Mazzoli, ma non si può non considerare il parere di chi si è espresso per Morassut o per l’Argentin. Qualsiasi altra scelta lascerebbe comunque un segretario che non ha in assemblea la maggioranza e che dovrebbe cercarla di volta in volta, in questo caso si, con accordi poco limpidi, che comunque lo renderebbero molto debole.
Gli elettori si sono espressi, ora sono gli eletti che devono decidere, anche sulla base delle posizioni assunte e delle proposte migliori per dirigere il partito nel Lazio in questa fase difficile con l’accordo di tutti, perché uniti si deve andare alle elezioni regionali.
Altrimenti è una falsa unità.
Mi rivolgo in particolare all’ultimo commento lasciato da Gianni: mi chiedo come possa essere conciliabile l’iscrizione ad un partito che, per quanto abbia bisogno di rifondare metodi e costruire alternative programmatiche, si richiama comunque a un orizzonte di valori e idee antitetiche a quelle dell’attuale centro-destra. Trovo quindi molto grave la tua affermazione circa la volontà di voto nel caso in cui non prevalesse il tuo candidato, soprattutto perché motivata da una ripicca e non da argomentazioni relative alle qualità e alle competenze politiche di Morassut, di cui invece - come su ogni candidato alla segreteria - riterrei necessario discutere, al fine di compiere una scelta consapevole e meritocratica.
Mi sembra che il problema non sia di regole ma, come suol dirsi, politico.
Non c’è dubbio che la norma preveda che, se non si raggiunge il 50% più uno,
decida l’assemblea. Tuttavia gli ultimi giorni della campagna elettorale sono stati caratterizzati da una precisa posizione assunta da Franceschini: chi prende un voto di più è il segretario. Scelta unilaterale, e tutta politica. Analoga posizione è stata assunta (forse in modo più sfumato) da Bersani. Su questo impegno si è andati al voto. Coerentemente Franceschini ha riconosciuto la vittoria di Bersani quando si era ad un terzo dello spoglio, e quando ancora non si sapeva se avesse raggiunto il quorum. Non mi risulta che Morassut, prima del voto, abbia preso le distanze da questa posizione. Con quale credibilità, con quale coerenza, si potrebbe ora fare esattamente il contrario di quanto si è solennemente dichiarato? Non ci si rende conto che questo sarebbe un vero e proprio oltraggio per i nostri, tanti, elettori? Non ci si rende conto che in questo modo la politica perde qualsiasi credibilità?
Caro Roberto, sono una tua sostenitrice e come tale ti chiedo di riconoscere la vittoria di mazzoli. Sono certa che il tuo senso di responsabilità ti porterà innanzitutto a pensare al bene del nostro partito che qui nel Lazio non sta attraversando un momento molto Felice. Diffida di chi ti vuole mandare allo scontro,
non diventarne il talebano.
Nella speranza che questi commenti vengano presi almeno in considerazione, suggerisco a Morassut di allentare la ….presa e considerare Mazzoli quale vincitore della sfida nel Lazio…… tanto con il suo in carico di Presidente della Provincia di Viterbo dovrà delegare qualcosa: la provincia o la segreteria!!!!
30 Ottobre 2009 alle 22:21 
da Enrico Pasini (semplice iscritto PD Marconi):
Caro Roberto, io credo che l’assemblea regionale, organo sovrano, NON debba essere relegata al semplice ruolo notarile. E’ una assemblea politica che guiderà le politiche del PD nel Lazio. Hai il compito di verificare sulla base di pochi e qualificati punti le possibili sinergie.
Noto però una certa contraddizione tra le dichiarazioni di Bersani “Il PD non può essere il partito di un uomo solo” e poi la pratica di dire che gli eletti all’assemblea regionale non contano nulla (hanno già deciso gli elettori delle primarie).
L’unità si pratica sui contenuti e non sui Lodi Scalfari.
Mazzoli che ha la maggioranza relativa ha il compito di formulare una proposta, tu hai il compito di formularne una alternativa o convergente su programmi.
I ricatti all’unità o alla paura della sconfitta sono appunto solo ricatti. Si vince solo in base a opzioni chiare.
Non credo che la politica possa perdere credibilità se si rispettano le regole di democratica convivenza stabilite per di più prima della partita,semmai é il contrario,ha ragione morassut quando afferma che il nuovo segretario dovrà essere ampiamente condiviso ma attenzione, dovrà avere a supporto una squadra operativa sul territorio, da monitorare per controllarne periodicamente i risultati,chi non si è accorto che il centrodestra è continuamente in campagna elettorale? Svegliamoci si assiste a scene tragicomiche,sono più spregiudicati di noi,più veloci ad adattarsi alla realtà,non pretendono di orientare,ma cavalcano le emozioni,le paure,le ambizioni,e noi li a balbettare di democrazia,di libertà,sono anni che non ci fanno parlare in televisione con la strategia delle interruzioni del discorso o del parlare sotto chi stà intervenendo per spiegare,non ve ne siete accorti o siete d’accordo sul comportamento.Arrivederci alla prossima,Pro.toni.
CARISSIMI,
LA RASSICURANTE RICHIESTA IDENTITARIA HA RIPRODOTTO UN ALBUM DI FAMIGLIA CON CARTOLINE INGIALLITE. E DA QUEL CHE LEGGO ANCHE I METODI DA LINCIAGGIO ORGANIZZATO MEDIATICO STALINISTA SONO SEMPRE GLI STESSI. PRIMA NEI CONGRESSI, L’ENFATIZZAZIONE DEL VOTO DEGLI ISCRITTI DICHIARANDO ATTRAVERSO PENATI BERSANI SEGRETARIO PRIMA DELL’ESITO DELLE PRIMARIE E POI L’ENFATIZZAZIONE DEL VOTO DEGLI ELETTORI NELLE PRIMARIE DISCONOSCENDO LE REGOLE DELLO STATUTO E IL PRIMATO DEL PARTITO E QUINDI DEGLI ELETTI IN CASO DI BALLOTTAGGIO. E’ QUINDI CHIARO CHE PER L’ATTUALE MAGGIORANZA LE REGOLE SI STIRANO O SI ACCORCIANO A SECONDO DELLE CONVENIENZE, E CERTAMENTE QUESTO NON E’ UN BEL SEGNALE ED E’ANCHE SINTOMATICO NON SOLO DI UN CERTO NERVOSISMO DETTATO DALL’INSICUREZZA, MA ANCHE DI UNA CERTA INTERPRETAZIONE E BRAMOSIA QUASI SPASMODICA DEL POTERE. SAREBBERO QUESTI I METODI E LE PROPOSTE PER RICERCARE COESIONE NEL PARTITO? SE QUESTO E’ IL MODELLO CULTURALE CHE PROPONETE NON E’ QUELLO CHE SERVE AL PD E ALL’ITALIA. PER CUI A QUESTO PUNTO, VISTI I SEGNALI NEGATIVI ED IN ASSENZA DI PROPOSTE DI UNITA’ SERIE, CHI RITIENE CHE IL DESTINO DEL PD CORRA IL RISCHIO DI UN SUO PROGRESSIVO RIDIMENSIONAMENTO PROGETTUALE HA IL DOVERE POLITICO E MORALE DI IMPEGNARSI PER PORTARE IL SUO CONTRIBUTO COSTRUTTIVO NELLA SOCIETA’ E NEL PD. BENVENGA, DUNQUE, UNA AREA DEMOCRATICA STRUTTURATA NAZIONALMENTE E REGIONALMENTE CHE PRENDA IN MANO LE REDINI DI UN OFFENSIVA CULTURALE E POLITICA ALTERNATIVA ANCHE DENTRO IL PD DI “OGGI”.. PERCHE,’ IO CREDO, CHE I CONFINI DI UN PARTITO NON POSSONO ESSERE CHIUSI O IRRIGGIDITI NEI DUE SENSI E LE PRIMARIE (CHE NOI ABBIAMO DIFESO E VOLUTO!), L’HANNO AMPIAMENTE DIMOSTRATO. SIA PER TENERE PORTE APERTE AD ALTRE ESPERIENZE POLITICHE SIA PER CONTINUARE A RADICARE E FORMARE DENTRO DI NOI UNA IDEA PAESE MODERNA E PIU’ GIUSTA DA FAR VIVERE CON IDEE E NUOVI MODI PARTECIPATIVI. IL CONGRESSO E I SUOI RISULTATI POSITIVI IN TERMINI DI PARTECIPAZIONE, PURTROPPO CI CONSEGNANO PARADOSSALMENTE LA (LEGITTIMA)VITTORIA DI CHI HA PROFESSATO, SALVO AGGIUSTAMENTI TATTICI DELL’ULTIMA ORA, UN DIVARIO PROFONDO DI MENTALITA’ NON SOLO SULL’APERTURA ALLA SOCIETA’ CIVILE MA ANCHE IN TERMINI DI VALORI QUALI LA TRASPARENZA E COERENZA INTERNA ED ESTERNA , (CALABRIA, CAMPANIA, ABRUZZO E FIRENZE, DOCET). FORSE MOLTI SONO RIUSCITI A DARSI UN ANIMA E PROBABILMENTE SONO IN BUONA FEDE, MA IN REALTA’QUESTO RISULTATO, CORRISPONDE ALLA CONSERVAZIONE E SALVAGUARDIA DI VARIEGATE RENDITE DI POSIZIONE. NOI DOBBIAMO SALVAGUARDARE E FAR AVANZARE LE POTENZIALITA’ INESPRESSE DEL PROGETTO DEL LINGOTTO CHE NON POTRA’MAI ESSERE INCASELLATO DENTRO LE CATEGORIE SUPERATE DALLA STORIA MA DOVRA’ CONTIUARE A FIDELIZZARE CUORI E TESTE DEGLI ITALIANI, SPECIALMENTE LE NUOVE GENERAZIONI,CHE IN GRAN PARTE SI SONO RICONOSCIUTE DENTRO QUEL MILIONE E PIU’ DI PREFERENZE NELLA MOZIONE FRANCESCHINI E MORASSUT NEL LAZIO, INSOMMA NON E’ IL TEMPO DELLA MERA TESTIMONIANZA, MA DELLA NOSTRA COERENZA!
UN SALUTO,
STEFANO CAROSELLI
Perché Morassut
Provo a fare un punto della situazione sui tre luoghi politici del PD determinanti rispetto alle elezioni regionali: segreteria romana, segreteria regionale e candidatura per la presidenza regionale.
1) La segreteria romana è inesistente, il nulla strutturato.
Mancano strutture di analisi della politica economica della giunta di destra, scolastica, del territorio; la stessa sede è inadatta a un partito di massa, sede radical shick in via del Tritone n. 102.
Rispetto agli esiti elettorali va rammentato:
– alle elezioni locali 2008 il ns. candidato sindaco perde in due turni il 19 % dell’area di consenso espressa nel simultaneo voto politico (PD+IDV+Arcobaleno+Un. Cons.); va aggiunto un risultato trascurabile presso i cittadini stranieri residenti, con esito valutabile in un altro 5% di area ceduto;
– dopo il disastroso risultato a conduzione rutelliana, incredibilmente viene confermato un dirigente di questa stessa area alla segreteria romana, e interdetta di fatto agli iscritti l’elezione di una nuova segreteria;
– alle europee 2009 a Roma perdiamo 5-6 pp. percentuali rispetto al voto politico 2008, risultato che peggiora di 1-2 pp. percent. il risultato medio nazionale. Alé.
Va rammentato che Roma pesa numericamente per metà dei voti del Lazio.
Sul piano strettamente politico, è doloroso rilevare quanto segue.
— Dalle ell. 2008 l’unica opposizione dal PD alla giunta di destra viene, in supplenza, dalla segreteria regionale, e da nostri consiglieri in Campidoglio, il capogruppo optando per pratiche consociative, cfr nomine Atac.
— RED ha responsabilità determinante di aver dato copertura alla continuità della segreteria romana, e quindi dell’emergenza attuale; gli appelli chiari che Morassut, e non solo, va facendo da almeno sei mesi di darvi diversa soluzione restano senza esito, stante un assetto statutario che richiede ampie convergenze per anticiparne l’elezione. Ancora in occasione dell’incontro al Capranica del 22 settembre autorevolmente Dario Franceschini ripropone e denuncia la “questione romana”; vox clamans in deserto.
2) Dopo il “caso”, per le ell. regionali ci viene meno un riferimento della consistenza politica di Piero Marrazzo, con l’inerzia favorevole di buon governo della regione nel quinquennio di mandato. NB avremo contro un’area finiana all’attacco, e non l’italoforzuto di turno.
3) Morassut ha storia politica consistente e apprezzata. E lasciamo stare, per carità di patria, critiche sul PRG riprese pare pare dalla destra, della serie “gli insulti che il merito paziente riceve ..”.
Il suo documento programmatico realizza un’analisi approfondita dell’area metropolitana e del Lazio, ne legge il recente passato e i fattori critici di trasformazione; tale analisi evidenzia forza di collaborazioni, capacità di acquisire e coordinare competenze diversificate, e dialettizzare con le stesse; cose non banali, come sa chiunque abbia lavorato in realtà organizzate appena complesse.
Auguro a Mazzoli il più luminoso futuro di dirigente politico, il punto è che non ha storia adeguata ad essere spesa ora; es. non ha proposto alcun documento programmatico per l’area territoriale, cosa che egli saprà certamente fare per le elezioni regionali del 2014, se avrà occasioni di responsabilità formativa.
Morassut insomma è realisticamente l’unico elemento sicuro di forza direttiva attualmente in campo a livello locale, nella prospettiva delle elezioni regionali e nel periodo prossimo successivo. E’ politicamente irresponsabile e suicida rinunciarci, nel quadro di una risposta adeguata e urgente ai tre punti nodali di cui in premessa.
(30.10.2009)
Caroselli come fai a sapere che Morassut è stato votato prevalentemente dai giovani nel Lazio, riporto testualmente :”SPECIALMENTE LE NUOVE GENERAZIONI,CHE IN GRAN PARTE SI SONO RICONOSCIUTE DENTRO QUEL MILIONE E PIU’ DI PREFERENZE NELLA MOZIONE FRANCESCHINI E MORASSUT NEL LAZIO”.
Mi pare che nella liste del Lazio Nazionale Regionale della Mozione Mazzoli vi è stata una forte presenza di giovani che sono stati anche eletti nelle rispettive assemblee. Cosa che non mi pare sia avvenuto nelle liste di Morassut. Chi utilizza metodi staliniani per stare al potere è Morassut non certo Mazzoli, Morassut non dimostra di non conoscere la parola e il sale della vera democrazia, ostinandosi a non riconoscerela vittoria di Mazzoli determinata dal voto dei cittadini che sono andati alle primarie.
Bravo Morassut continua così e il nostro partito finirà nel baratro, se non ci vuoi stare vattene anche tu con Rutelli. persone così è meglio che non rimangono se non accettano il dialogo politico per il bene del nostro partito.
non posso che confermare parola per parola il commento di gianni roberti che mi ha preceduto..
Siamo alla follia.. com’era quello che voleva convincere qualcuno che cristo è morto di freddo.. il livello mi sembra ormai quello.
C’è chi ha vinto e c’è chi ha perso. E tutti si dovrebbe lavorare insieme partendo dall’onestà del riconoscere almeno questo.
Per quello che riguarda i “doppi incarichi” citati nei messaggi precedenti se ho letto bene Morassut (come l’Argentin) sono parlamentari, eletti alla camera dei deputati e magari ci si aspetta che in primo luogo là diano il loro prezioso contributo. Mazzoli è a fine mandato e non si ricandiderà quindi farà il segretario regionale a tempo pieno (sempre che questo partito conservi la sua dignità).
C’è un partito da far nascere sbrighiamoci (fin’ora cosa non fatta)e delle elezioni molto difficili da affrontare.
Non credo che le regole si possano cambiare in corsa.Ritengo dunque logico nonche’corretto decidere all’Assemblea dei delegati eletti proprio alle Primarie del 25 Ottobre.
Questo non vuol dire spaccare il partito ma , al contrario, dare ancora una volta una lezione di democrazia a tutto il Paese.
…..E ripassare anche noi la lezione
A questo punto aderisco all’appello di Anna Tosti, pur non sapendo se il suo ecumenismo è sincero o strumentale, ed eviterò di rispondere ulteriormente sempre allo stesso interlocutore che sembra si caratterizzi più per truculenti provocazioni che per ragionamenti politici seri. L’assemblea regionale come da statuto (votato da tutti!) è sovrana e quelli che vengono demonizzati strumentalmente come inciuci solo libere e democratiche interpretazioni sulla fase politica e sulle candidature in campo, se Mazzoli sarà ritenuto adeguato per condurre il Lazio in questa difficilissima fase ed avrà i voti necessari per farlo, nulla da recriminare, se così non sarà, non appelliamoci alla retorica dell’unità a tutti i costi, specie se poi è al servizio di una consociativa pax interna.
Anche le differenze sono legittimate ad esistere e dire la propria.
ps: sui giovani che hanno preferito Morassut nel lazio, verificare voto disgiunto, che è stato e continuerà ad essere molto trasversale!
saluti.
Assisto da testimone interessato(iscritto da qualche anno a questo casino democratico che é il mio bel Partito)ma registro con interesse che positività ci sono.Detto questo però,siccome penso che nessuno abbia la verità in tasca e che il mandato dei militanti e degli elettori non è eterno,dobbiamo far si che si cambi radicalmente il modo di fare pena la sconfitta perpetua nelle competizioni prossime.Io comincerei col mettere da parte gli atteggiamenti da tifosi “interessati”sul nome del prossimo segretario,vorrei un nome e un programma condiviso largamente,una squadra fatta di persone in gamba,TOSTE,che antepongono l’affermazione del partito e l’applicazione dei programmi enunciati,alla coltivazione egoistica del proprio orticello di voti ed altro,monitoraggio continuo delle attività dei circoli attuando azioni dove il circolo è fermo,inattivo,dando degli obiettivi minimi di operatività poichè noi abbiamo difetti comunicativi nella pubblicizzazione dell’operato in generale,affiancare a questo,spot televisivi ad esempio sul reddito minimo e altre cose fatte in regione poichè non è che sia stata adeguatamente pubblicizzata sia questa che altre azioni positive effettuate,poi dulcis in fundo,sospenderei i congressi fino a dopo le elezioni regionali commissariando momentaneamente per renderle operative le situazioni morte o problematiche,Questo dovrebbe essere l’inizio per un PARTITO VINCENTE.
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