Mazzoli esprime solidarietà ai lavoratori SSC: serve chiarezza sul loro futuro, le professionalità vanno tutelate
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Martedì, 1 Dicembre 2009 -
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“Esprimo il mio sostegno e la mia solidarietà ai lavoratori della Shared Service Center, impegnati nella difesa dei propri posti di lavoro. E’ necessario che la Telecom, proprietaria della società, faccia quanto prima chiarezza sul futuro dei 600 lavoratori della SSC, messo a rischio dalla prospettata cessione dell’azienda a un’altra società. Le professionalità vanno tutelate, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale”.
La situazione di contesto si complica drammaticamente quando il monitoraggio si sposta dalle dinamiche interne all’analisi del terreno laddove si attueranno le competizioni politiche. E’ fuor di dubbio che la situazione economica, sociale, imprenditoriale e occupazionale continua a registrare tanto nel Paese, quanto a Roma e nel Lazio, segnali preoccupanti di crisi nei suoi parametri fondamentali; depauperamento delle risorse umane e professionali; negativi i consumi delle famiglie, aumenta l’indice di povertà, diminuisce la capacità di reddito e di recupero del potere di acquisto; calo della produzione e del fatturato industriale e commerciale, calo dell’affluenza del turismo, aumento dei processi selvaggi di deindustrializzazione nei territori a partire dal Polo Tecnologico della Tiburtina Valley. Sui temi dell’impatto della crisi sulla dimensione sociale delle famiglie e dei più deboli, dei lavori e della precarietà e dell’impresa, occorre più energia, e capacità di intervento dai livelli politici e istituzionali da noi governati.
“Siamo stanchi, da sei anni veniamo pagati di meno e senza un futuro professionale e previdenziale…
Presidente Zingaretti faccia qualcosa di sinistra! Porti solidarietà al Suo precariato prima di darla a quello degli altri! Da oltre sei anni lavoriamo come supporto operativo ai dipendenti della Provincia di Roma, ma in realtà svolgiamo le stesse funzioni dei dipendenti provinciali, anche se veniamo pagati di meno. Viene, quindi, da chiedersi se i Fondi comunitari utilizzati per pagare i nostri stipendi vengano imputati alle corrispondenti voci di bilancio.
Ad esempio gli sportelli C.S.I. (Centri Servizi per l’Immigrazione) non è chiaro a quale Servizio facciano capo. Come supporto operativo devono pure dipendere da qualche Servizio della Provincia, altrimenti se sono un Servizio a sé stante non sono più da considerare come supporto operativo. In realtà, sappiamo benissimo che, facendo i CSI Orientamento e Informazione (vedi Legge n. 150 del 2000) fanno capo all’U.R.P.. Dunque, il F.S.E. va a finanziare una voce di bilancio per gli stipendi del personale della Provincia?
Il personale esterno impiegato negli Uffici provinciali, non rappresenta, verosimilmente, oltre il 50% dell’intero personale?
Qualora, si dicesse, come da più parti si è sentito dire: mancano i fondi per stabilizzare i Lavoratori Esterni, si deve osservare, a quel punto, che gli stipendi dei Dirigenti superano in media di oltre 100.000 euro all’anno. Basterebbe diminuire di qualche decina di migliaia di euro questi ed altri stipendi non pubblicati per ritagliare altre voci di bilancio proprie della Provincia di Roma, per pagare e stabilizzare il personale precario, senza utilizzare il F.S.E. per coprire voci di bilancio, rendendo in modo permanente esterni e discriminati i lavoratori in questione. Auguri per un 2010 più rispettoso della legge e senza discriminazione”
Lavoratori Esterni della Provincia di Romaqualche Servizio della Provincia, altrimenti se sono un Servizio a sé stante non sono più da considerare come supporto operativo. In realtà, sappiamo benissimo che, facendo i CSI Orientamento e Informazione (vedi Legge n. 150 del 2000) fanno capo all’U.R.P.. Dunque, il F.S.E. va a finanziare una voce di bilancio per gli stipendi del personale della Provincia? Il personale esterno impiegato negli Uffici provinciali, non rappresenta, verosimilmente, oltre il 50% dell’intero personale? Qualora, si dicesse, come da più parti si è sentito dire: mancano i fondi per stabilizzare i Lavoratori Esterni, si deve osservare, a quel punto, che gli stipendi dei Dirigenti superano in media di oltre 100.000 euro all’anno. Basterebbe diminuire di qualche decina di migliaia di euro questi ed altri stipendi non pubblicati per ritagliare altre voci di bilancio proprie della Provincia di Roma, per pagare e stabilizzare il personale precario, senza utilizzare il F.S.E. per coprire voci di bilancio, rendendo in modo permanente esterni e discriminati i lavoratori in questione. Auguri per un 2010 più rispettoso della legge e senza discriminazione”
Lavoratori Esterni della Provincia di Roma