L’Assemblea Regionale del PD Lazio approva all’unanimità il sostegno ad Emma Bonino
L’assemblea regionale del Pd Lazio ha dato il via libera unanime al sostegno alla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione. La decisione e’ arrivata nel corso della riunione dei delegati e giunge dopo l’ok alla leader radicale espresso martedi’ scorso dalla direzione regionale del Pd. “L’assemblea regionale - si legge nel documento votato dall’assemblea - sostiene con forza la candidatura di Emma Bonino alla guida del centrosinistra per la carica di presidente della Regione Lazio. Il Pd Lazio è impegnato nella costruzione di una larga e forte alleanza nel centrosinistra in vista delle prossime elezioni. Vincere a marzo 2010, dare al Lazio una guida e un governo forte e capace di affrontare nodi fondamentali dello sviluppo regionale: questi sono i nostri obiettivi”. L’assemblea Pd si era aperta con l’appello del segretario regionale Alessandro Mazzoli a un voto “forte e unanime” e con l’invito a trasformare la giornata del 24 gennaio, prima indicata per le primarie, in un momento di mobilitazione in favore della Bonino. La leader radicale, secondo Mazzoli, ”è un nome forte con il quale possiamo vincere. Non è una candidatura imposta o di ripiego, né un corpo estraneo”.
Emma Bonino viene dalla lontana scuola di “politica diretta, efficace, funzionale e semplice” alla vostra accoglienza dopo i tantissimi anni di ogni lavoro contrastato e durissimo e da ora si riaccende una nuova fiamella della concreta speranza per costruire una vera alternativa senza odio verso agli altri della nostra stessa comunità italiana e verso alla futura bellissima e stremata Italia che dovrà diventare veramente democratica e bipartica. Tutto deve essere basato con l’estremo coraggio del vero cambiamento pulito e trasparente cioè non trasformistico! Dobbiamo essere molto generosi soprattutto alla bellissima Italia nell’ Antico Mondo cioè la nostra Europa di tantissime civiltà che porteranno ai prossimi splendori…
Il Segretario Regionale del PD ha evidentemente deciso di fare carta straccia con gli articoli 18 e 20 dello statuto nazionale ed il 16 di quello regionale. Sappia che il partito non è suo e che di fatto è il rappresentante di un “azionariato” politico che ha sottoscritto un impegno di partecipazione, sulla base di regole chiare. Tra queste, la più importante è quella del confronto democratico: sta pure nel nome! Mazzoli e l’Assemblea Regionale rompono gli accordi con gli iscritti e con gli elettori e fanno del PD un partito tradizionale, vecchio stampo.
Non discuto che si possa candidare la Bonino, ma pretendo che siano rispettate le regole alla base dell’idea stessa del PD. Le primarie devono essere sostenute e stimolate dal partito. Dalle primarie può uscire una candidatura Bonino veramente condivisa dagli elettori. Il mio voto di iscritto per la rappresentanza regionale del partito, non comprendeva il mandato a fare cose diverse da quanto stabiliscono gli statuti.
Edoardo Capulli (LEXCIVILIS)
Gran rispetto per le decisioni dell’Assemblea, ma quello che trovo strano è l’unanimità quando nei giorni precedenti c’è stato il marasma. Neanche un membro della suprema assise ha avuto nulla da eccepire? Ho alcuni dubbi.
Ho avuto modo di essere molto critico sul percorso che ha portato alla candidatura della Bonino, che denuncia tutte le difficoltà in cui versa il PD del Lazio. Ma va dato atto che dopo la vicenda Marrazzo è benvenuta la candidatura di una persona di limpidezza cristallina. Non condivido e non ho condiviso molte delle sue battaglie, non tutti i miei ideali coincidono con i suoi, ma riconosco la possibilità di un confronto e di un lavoro insieme su molti temi che fanno parte del suo e del nostro DNA. Quando abbiamo mollato gli ormeggi e abbiamo affrontato con entusiasmo l’avventura del Partito Democratico non eravamo in cerca di certezze ma di dubbi e di confronti con chi non era identico a noi ma che condivideva la stessa aspirazione ad una società più capace di offrire spazi di opportunità e rispetto alle persone. Non un partito di uguali ma dove gli elementi di diversità potessero essere stimolo per una sintesi a livelli più alti. Da cattolico ho scelto di stare in mezzo alla gente e non chiudermi nel chiostro della mia identità. Ho scelto la contaminazione, intesa come scambio e reciproco arricchimento. Ho scelto il confronto e la speranza di trovare sempre una risposta quando ad animarci è un genuino interesse per le persone e una spinta ideale.
Sono certo che la Bonino saprà rispettare questi principi e saprà farsi carico anche di tante profonde diversità, nel riconoscere soprattutto ciò che ci unisce e in questi anni ci ha unito anche quando eravamo e siamo su posizioni diverse.
L’unanimità sulla Bonino secondo me è dettata dal fatto che per il PD è l’unica carta da giocare in una competizione elettorale difficile… basta guardare i sondaggi usciti nei giorni scorsi.
Ma la Binetti può “essere dimessa” d’ufficio? Se il Partito ha deciso un candidato o ci si adeua o si va via…le dichierazioni di oggi della Binetti sono inaccettabili,corretti si ma non vittime della ostra correttezza. antonia cincioni
ma le considerazioni della Binetti sulla Bonino ?!? cosa dice il Partito ? prenderà decisioni in merito ?!? perchè noi ce la dobbiamo ancora sorbire ?!? non è il fatto di essere “intolleranti” verso chi la pensa differentemente dagli altri , ma perchè confrontarsi con una persona che pensa di aver ricevuto la “Verità” e che solo lei può amministrare ?!? ricordo solo che gli addii dei vari Rutelli , Carra , Lusetti , Lanzillotta , Calearo , etc. stanno portando soltanto una costante anche se lenta crescita dei consensi per il Pd …..riflettiamoci su , riflettiamo su cosa sono e cosa rappresentano queste persone ….
La BONINO è ILCANDIDATO GIUSTO PER FARE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO .Vorrei ricordare che la regione è un organo di programmazione. la spesa principale della regione è la sanità:io sono convinto che la Bonino sia la persona giusta anzi l’unica che possa mettere a “morale” il livello di immoralità ecorruzione che da Report è emerso( VEDI IL SERVIZIO SU ANGELUCCIETC..). Il partito radicale è il giusto supporto! io la voto e la faccio votare anche in parrocchia dove non è vero che sono tutti contro! basta ragionare sui fatti di ciò che la BONINO HA FATTO
Capulli scrive: “Non discuto che si possa candidare la Bonino…”, ma la Bonino non mi pare sia stata candidata DAL Partito Democratico.
E’ il PD che aderisce alla candidatura della Bonino.
Insomma(fatti e rifatti i dovuti distinguo), quasta vicenda mi ricorda un po’ quella della decisione del PCI di accattare lo scontro referendario sul divorzio.
Quella della Bonino appare anche a me come una buona scelta. Ci sono molti elementi per sostenerla con una speranza di vincere. Tuttavia non posso proprio accettare i ragionamenti che a valutazioni simili a queste, non affiancano una protesta per non aver neppure tentato di rispettare lo spirito democratico del partito, con le necessarie Primarie. Pare che nessuno abbia letto lo Statuto, e che tutti siano ancora legati al PD con i lacci delle vecchie ideologie, che in esso sono confluite.
Nel terzo millennio dobbiamo sforzarci tutti un po di più, per essere veri cittadini. Io mi sono avvicinato al PD soprattutto per il suo intento di superare la semplice accettazione delle posizioni dall’alto, con un confronto DEMOCRATICO. Attraverso LEXCIVILIS ho ridato vita ad un personale impegno civile. Oggi vedo le condizioni delle mie “azioni” di partecipazione al PD, completamente disattese. Questo mi spiace molto. Questo rompe una sorta di patto civile e precipita il Partito nella stessa categoria dei suoi avversari politici. Cittadini e non sudditi! Sta a noi scegliere cosa, di fatto, siamo.
Edoardo Capulli (di LEXCIVILIS)
Ero convinto fin dallo scoppio del caso Marrazzo che avremmo dovuto noi chiedere alla Bonino di candidarsi e, nello stesso tempo, chiedere le primarie su questa candidatura. Per questa ragione capisco Capulli, ma lo invito a non demordere nel PD, semmai di chiedere come faccio io un congresso che consenta di affrontare sul serio e con chiarezza la questione delle strategie, comprese le alleanze sociali e anche l’aggiornamento della nostra cultura politica (DOBBIAMO ANDARE BEN OLTRE IL XX SECOLO E GLI AVANZI DELLE SUE IDEOLOGIE), e dentro ciò una riorganizzazione del partito in modo che non ci siano livelli territoriali nelle quali ci sono i governi della collettività senza una direzione del partito a quel livello - per capirci se c’è un Municipio deve esserci nello stesso territorio una direzione del partito costruita dai circoli che vi operano. Infine la questione delle primarie; è indispensabile che ci si rifletta con attenzione, che si decida se e quando si debbono fare, dopo di che si rispettino le scelte.
Ora facciamo ognuno individualmente e per chi vuole collegialmente, quanto è necessario per raccogliere attorno alla Bonino tutto il consenso possibile.
Mi piacerebbe capire, infine, come scegliamo i nostri candidati per la lista da sottoporre agli elettori.
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