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Gli eletti del PD al Consiglio Regionale

Pubblicato in Elezioni 2009, Materiali PD, Prima pagina - Martedì, 30 Marzo 2010 - 26 Commenti

Gli eletti del Partito Democratico al Consiglio Regionale nelle elezioni del 28 e 29 Marzo

PROVINCIA DI ROMA: 11 ELETTI
ASTORRE BRUNO 22.365
MONTINO ESTERINO 21.745
PONZO UMBERTO DETTO CARLO 15.958
DI STEFANO MARCO 15.599
MANCINI CLAUDIO 15.503
MEI MARIO 14.775
FOSCHI ENZO 14.297
LUCHERINI CARLO 12.030
DALIA FRANCESCO DETTO FRANCO 11.306
DI CARLO MARIO 10.517
D’ANNIBALE TONINO 10.298

PROVINCIA DI VITERBO: 1 ELETTO
PARRONCINI GIUSEPPE 10.178

PROVINCIA DI RIETI: 1 ELETTO
PERILLI MARIO 5.569

PROVINCIA DI FROSINONE: 1 ELETTO
SCALIA FRANCESCO 20.206

PROVINCIA DI LATINA: 1 ELETTO
MOSCARDELLI CLAUDIO 15.917

A questo link il riepilogo generale dei dati

26 Commenti a “Gli eletti del PD al Consiglio Regionale”

 
31 Marzo 2010 alle 07:12 da Giovanni Festante:

Un augurio intanto al Presidente Renata Polverini di poter amministrare con serenità e rappresentare le esigenze di tutti i cittadini della nostra Regione.
Per quanto riguarda il PD questo è il risultato che si è ottenuto tenendo le sezioni chiuse, non dialogando con la base durante tutto il corso dei 5 anni di legislatura. Al circolo di Ciampino dove io sono iscritto il Segretario si è schierato insieme a quasi tutta la segreteria solo per un candidato e tenendo sistematicamente il circolo chiuso non permetendo agli altri una campagna elettorale paritaria. Il candidato sostenuto dalla segreteria ha avuto una grossa affermazione, ma nei 5 anni trascorsi comunque non si era mai curato della base elettorale. Ritengo che rappresenti il PD a livello locale dovrebbe astenersi dal sosenere pubblicamente i candidati. Finita la fase elettorale si ritorna ai circoli nelle mani dei signori delle tessere e non della dialettica politica.
Ci vuole un cambiamento forte nel modo di fae politica da parte del Cento sinsitra. Forza Bersani, forza Mazzoli io vi ho sostenuto ma adesso bisogna avere il vero coraggio di cambiare a tutti i livelli. Se necessario va pensionata la vecchia dirigenza politica anche quando questa può rappresentare un area a noi vicina. Hanno fatto il loro tempo i signori del partito devono andare a casa.

 

31 Marzo 2010 alle 07:25 da MARCO MANOVELLI:

Cari Amici da iscritto nel Pd di CIvitavecchia solo una riflessione: i dati delle provincie di VIterbo, Rieti, LAtina e Frosinone dimostrono che i nostri non solo non hanno lavorato bene (in particolare i consiglieri provinciali!) ma che non siamo più vicini alla gente per aver perso quella base popolare che la LEGA oggi ci dimostra avere e che i nostri partiti di origne ben conoscevano…
Buon lavoro a tutti e rimbochiamoci le maniche con un rinnovamento anche delle persone!
Dott. MArco MAnovelli-Civitavecchia

 

sono un compagna che vorrebbe farvi arrivare questo messaggio.
Ho fatto campagna elettorale con volantinaggio nei mercatini,scuole buchettaggio e nello stare in mezzo alla gente ho sentito molta indifferenza per la politica esprimendosi con parole non molto confortevoli del nostro partito e capisco perchè queste persone si sentono cosi perchè anch’io nonostante sono una vostra iscritta mi sento delusa, ma non perchè non abbiamo vinto, ma non abbiamo voluto vincere perchè questo partito non si rende conto che le persone a cui si rivolgono vogliono esprimere i loro disagi i loro problemi lavorando sul territorio e non nelle sale delle sezione facendosi il mia culpo di dove si è sbagliato. La gente ha bisogno di sentirsi vicino che il suo partito c’è e che lo difenderà nei suoi diritti roccogliendo i propri disagi i propri bisogni i propri diritti portandoli poi al centro dell’attenzione dei nostri politici e fare battaglia nelle aule del parlamento. Ma tutto questo mi sembra che non potrà mai avvenire perchè i nostri politici non hanno la voglia di cambiare ne persone, ne rigenerare le mentalità con la gioventù che ha prospettive nuove, ma vuole rimanere con quelle persone che ormai hanno fatto la loro storia ma che non rigenerano idee. Ed è per questo che io mi sento delusa e capivo anche perchè quelle persone si rivolgevano con quelle espressioni.
Vorrei che ogni sezione di ogni municipio scendesse nelle strade parlasse con le persone raccogliesse i disagi le preoccupazioni le paure i bisogni i diritti all’ora forse il mio partito potrà risorgere, ma crede che se si continuerà così sarà una lenta agonia dove il partito democratico non riuscirà più a uscirne perchè la lega avrà preso il suo posto.
Avrei tante altre cose da dire ma mi fermo qui spero di avere un riscontro su questo messaggio. Uscite fuori non rimanete nelle sale delle sezioni. Clara Elmi

 

31 Marzo 2010 alle 11:13 da ciciretti vincenzo:

Vediamo cosa farà la Polverini, certo, tantissime promesse, non vale la pena neanche ad elencarle, bisognerà vedere se saranno compatibili con la cura restringente della regione lazio, che è nei debiti immersa fino al collo, colpa delle passate gestioni, insomma è la fotografia della situazione del paese. La colpa della Bonini è stata quella di non essere una cittadina del lazio, si sa che conta essere nati e cresciuti nella regione di appartenenza. lo sbaglio del PD, è stato quello di essersi lasciato prendere in contropiede dai radicali, loro in questo sono maestri, poi nel passare da un campo all’altro sono professori, io, ho votato turandomi il naso, non per la Bonini, ma per quelli che gli stavano intorno. Adesso vedremo il bello, ci sarà da ridere, comunque faccio gli auguri alla Polverini, ma lei non sa in che pantano si è infilita, gli ultimi due governatori del lazio hanno fatto tutti una brutta fine, il detto dice: non vi è il due senza il tre. Vincezo

 

Concordo pienamente con Marco e Giovanni. Un partito serio valuta i risultati, individua gli eventuali errori e i responsabili, prende le opportune decisioni per evitare che si ripetano. Consiglierei un rinnovamento della classe dirigente acominciare dai circoli.

Andrea De Filippis

 

31 Marzo 2010 alle 14:06 da felice sinistri:

Volevo solo dire che questo e’ il risultato della latitanza dei signori che dovrebbero gestire il partito a livello regional, provinciale e cittadino, do atto a miccoli di aver girato, ma il signor regretario regionale, non si e’ fatto venere penso neppure a viterbo dove era presidente e la frittata e stata fatta, sono un iscritto al pd del’VIII municipio, vi avete abbandonato a noi stessi, forse vi vergognate di venire a sporcarvi le scarpe dove c’e’ la destra al governo, e noi dei circoli ci mettiamo la faccia noi, voi no, e non potete arrogarvi il diritto di farci le romanzine, la bonino non si ‘ degnata neppure una volta di passare per le periferie, ma noi da buoni soldati abbiamo tirato la carretta, vedete quello che potete fare…….

 

31 Marzo 2010 alle 16:18 da Ivana Marica:

Complimenti ai neo eletti, ma le donne??? per trovare una donna eletta devo cercare nel campo avverso??? siamo sempre alle solite: le donne sono in lista solo per questioni di facciata ma senza appoggio da parte del partito.
Le nostre candidate di sicuro non sono veline ma certo il Pdl quando deve sostenere qualcuno è in grado di darci lezione. Purtroppo!! Ho sentito l’intervista di ieri a Marzoli che a precisa domanda ha risposto: “Non ho nulla da rimproverarmi”. Sono dell’avviso che un minimo di autocritica di sicuro non guasterebbe

 

31 Marzo 2010 alle 19:32 da mario carperini:

sempre rivale il vizio eterno
con canditi presi all’esterno
se il tuo cavallo non ce l’hai
non ti ficcare dentro altri guai
per quattro voti dei radicali
butti alle ortiche voti a quintali
un’altra volta non ti accodare
pensa alla base da consultare
ed alla fine piaccia o non piaccia
ci vuol qualcuno co’ ‘n’altra faccia

 

31 Marzo 2010 alle 23:16 da TONINO PROIETTO:

CIAO A TUTTI,siamo un po’ scarichi,non e’ facile ripartire dopo questa ennesima delusione,giornate di lavoro buttate al vento,tante cose da fare per il territorio che dovranno essere accantonate,speriamo almeno che questi anni(due)ci sia la tanto aspettata messa a punto della macchina partito(non se ne puo’ piu’,sembriamo piu’ che mai DAVIDE CONTRO GOLIA CON LA MAGGIOR PARTE DEL POPOLO ITALIANO CHE NON E’ PROTAGONISTA DI CAMBIAMENTI ,MA TIFOSI DI UNA DELLE DUE SQUADRE,so’ che verranno analizzate le cause della SCONFITTA…SPERIAMO CHE DOPO L’ANALISI….CI SIA UNA CURA DEFINITIVAMENTE ADATTA PER IL BISOGNO……..CHE NON SIA LA PAROLA DIMISSIONI …MA METTIAMOLA COSI’…….FUORI GLI INCAPACI……..OGNUNO DEVE FARE IL SUO MESTIERE CHE DOVREBBE SAPER FARE BENE,……..IL CAVALIER….B..SA’VENDERE BENE IL PRODOTTO…NOI NON SAPPIAMO NEMMENO ELENCARE LE COSE FATTE…..FORSE ABBIAMO PAURA CHE SI SAPPIA IN GIRO CHE SAPPIAMO ANCHE GOVERNARE……..E CARI COMPAGNI O AMICI CHE SCRIVETE…SI VINCE O SI PERDE PER UNA SERIE DI CAUSE,DIFFICILMENTE E’ UNO SOLO IL MOTIVO SCATENANTE…UN GIORNO DI QUESTI CI DIVERTIREMO AD ELENCARE ALCUNI DI QUESTI..CIAO A PRESTO ………..PROTONI……

 

Il segretario Mazzoli non ha nulla da rimproverarsi per la mancanza di donne tra gli eletti del PD Lazio? Purtroppo come lui non se ne sono fatto carico a tempo debito neanche donne della dirigenza, che apertamente o meno si sono schierate a fianco di candidati uomini, evitando in precedenza accuratamente di ottenere criteri diversi sia per le candidature (clamoroso il caso della mancata candidatura di Luisa Laurelli e delle ricandidature di consiglieri che a termini di Statuto non dovevano ripresentarsi), sia per la capolistura, per non parlare del mancato sostegno all’unica che avrebbe potuto farcela; Daniela Valentini, prima dei non eletti.Evidentemente Mazzoli la ritiene una questione di poco conto, ma non capisce quanto negativamente questo abbia influito sui consensi al PD

 

Salve sono iscritto nel circolo di S.Marinella, la delusione è tanta e la stanchezza si fa sentire. Come tutti anche io dico che manca il radicamento del partito sul territorio. Manca la struttura. Fortissima la diffidenza tra le componenti ex dc ed ex pci. Diciamolo pure è una guerra aperta a chi prende piu’ potere dentro il partito. E mentre i vertici fanno la guerra noi militanti facciamo la schiuma, niente soldi alle sezioni. Il sud del Lazio vota compatto polverini. E nella mia zona o meglio nella mia città S.Marinella con meno di 400 iscritti si riesce a fare il capolavoro di portare 5 candidati diversi. Non vi dico poi le ingerenze e le pressioni di quelli che sono definiti i vertici sovra comunali, a partire da deputati di zona per finire agli ultimi delle file. Dobbiamo trovare il coraggio di saltare los teccato della divisione dc-pc e farlo in fretta nona bbiamo piu’ tempo. Ma sopra tutto il partito nazionale deve capire che se non arriva un euro ai circoli, non si può chiedere alle persone di continuare a mettersi le mani in tasca. Ora o arrivano i soldi, o potete giurarci che il circolo di S.Marinella chiuderà. io i soldi non ce li metto piu’ DEVONO SVEGLIARSI, non ce la faccio piu’ a spaccarmi la schiena e poi tutte le volte al seggio sentire centro destra 5 volte ed una volta centro sinistra. Con gli esponenti della parte avversa che ti guardano e si sbragano dalle risate. Oltre tutto anche le umiliazioni. Ma i nostri dirigenti cosa fanno? Dove sono? Lucherini che è il coordinatore!!! dove cavolo era??? io non l’ho mai visto, non ho mai avuto il piacere di consocerlo!!! eppure è il coordinatore. Non l’ho mai visto fare una azione di sinergia sul territorio. Serve solo un incarico oppure quell’incarico lo si deve ricoprire con efficacia. Io non sto capiendo piu’ nulla. Bersani METTICI LE MANI ED IN FRETTA

 

il problema non sono chi e’ stato eletto e chi no?
il problema e’ uno solo che qui c’e stato un candidato a presidente del CDX che ha vinto le elezioni senza il sostegno di una lista che raccoglieva il 42% , e’ stato come perdere contro un avversario su 100 metri che e’ partito quando la Bonino era arrivata ai 50 metri, ma soprattutto , il PD non e’ stato in grado di individuare un candidato e si e’ dovuti ripiegare sulla Bonino ( guardate l’intervista a striscia) , Insomma Zingaretti o Mazzoli perche non si sono candidati???

 

1 Aprile 2010 alle 12:30 da antonio capitella:

Sono iscritto al circolo di Portonaccio. Il risultato di Roma è ambiguo, perché si presta da un lato ad interpretazioni consolatorie(abbiamo superato lo schieramento avverso di 9 punti)ma dall’altro consente di occultare il dato percentuale comparativo con le europee del 2009 e le politiche del 2008; dato che è fortemente in perdita. Perdiamo perché non trasmettiamo il senso della progettualità politica. Nessuno si è premurato di illustrare i risultati di cinque anni di governo regionale legandoli sul piano della continuità di indirizzo politico al programma del candidato presidente.Ogni volta si finisce vittime del leaderismo e dell’idea falsa ed antistorica che il presidente di una Giunta Regionale possa rifondare il mondo. Il riformismo serio e rigoroso è l’esatto contrario: muove dalla realtà storica e ne profila i cambiamenti necessari e possibili tenendo conto delle forze in campo. Un partito riformista vive di idee e di programmi conosciuti innanzitutto dagli iscritti e dai militanti e poi da questi comunicati agli elettori attraverso il contatto diretto e le iniziative di partito. Roma ha 115 circoli era proprio impossibile mobilitare almeno 1000 ai quali impartire in uno stage di pochi giorni istruzioni per l’uso sia sull’attività svolta dalla Giunta uscente sia sul programma predisposto per la legislatura 2010/2015; e poi magari assegnare a questi militanti istruiti il compito di formare i militanti iscritti nei paesi della Provincia di Roma e delle altre Province?. Non era nè difficile nè impossibile; non è stato fatto perché non è nelle nostre corde, presi come siamo ad immaginare che i mezzi di comunicazione che assicurano un contatto quantitativamente incomparabile(televisioni, giornali, rete)possano con la quantità dei contatti surrogare la qualità della comunicazione diretta non di slogan ma di fatti politici e di programmi. Forse questo metodo non è nelle nostre corde perché di idee ne circolano poche nel partito ai livelli territoriali più prossimi agli elettori perché si sta consolidando l’opinione che i luoghi della riflessione politica e della formazione siano nelle fondazioni e non più nei corpi vivi dei partiti. Se questa è l’idea di fondo che sembra affermarsi ai partiti ed alle articolazioni territoriali di base non può che assegnarsi il ruolo di strutture di servizio da schierare di volta in volta al servizio del leader del momento(quasi sempre esterno per ragioni politiche legate alla necessità di allargare il consenso). Ed è esattamente quello che succede : gli avamposti del partito nella società si limitano a distribuire materiale di propaganda di scarsa qualità, più simile nel lessico al linguaggio pubblicitario che alla comunicazione politica di una formazione politica che ambisce al governo del paese per trasformarlo. Per diventare un partito riformista di rango europeo è necessario che venga sanata la frattura tra saperi e politica innanzitutto attraverso la formazione dei militanti e della futura giovane classe dirigente, affinchè non sia l’età da sola a garantire un futuro politico ma la crescita individuale al servizio di un progetto politico con radici nella storia e nelle dinamiche sociali del nostro paese e della nostra cità e regione. In definitiva pernso che abbiamo perso per uno nostro colmabile deficit culturale. E pertanto ritengo che dobbiamo muoverci in quella direzione per evitare di restare imprigionati nel ruolo di minoranza strutturale non utile alla funzione storica di compimento della democrazia italiana che avevamo affidato al Partito Democratico.

 

1 Aprile 2010 alle 18:54 da Michelangelo:

Cari compagni,(ma ci possiamo chiamare ancora così? Io dico sempre e
comunque si)
anche io come voi, sono molto amareggiato del risultato elettorale,ma non sconfitto, sono pronto a ripartire.Certo alcune cose andranno cambiate nel futuro, ad esempio nella scelta dei candidati bisognerà dare piu’ voce alle sezioni se poi si pretende il loro sostenimento,sarà necessario chiarirsi su costi e benefici della politica(per una campagna elettorale regionale si deve programmare una spesa fino ad un milione di euro, ma un normale cittadino-candidato dove li andrà a prendere? O, quali compromessi dovrà stringere e con chi?) sono domande alle quali sarebbe meglio dare una risposta credibile. Eravamo orgogliosi di essere il partito dalle mani pulite. Lo siamo ancora? E la questione morale che fine ha fatto?
Per il futuro pochi slogan ma densi di significato.
Un abbraccio ed bun saluto
Michelangelo Bova - sez.Tor De Schiavi Roma

 

2 Aprile 2010 alle 08:23 da federica scipioni:

l’esito delle regionali è deprimente. La partita nel Lazio è stata giocata malissimo: l’esito quanto mai aperto e a nostro favore in autunno (nonostante il caso Marrazzo) ha visto il PD regionale sbandato e la classe dirigente regionale e nazionale incapace di dare la linea o di impegnarsi in prima persona in un regione di rilievo nazionale (chi si è lamentato durante la campagna elettorale della Bonino perché non c’ha messo la faccia prima della candidatura di Emma?). La candidatura della Polverini ha spaventato più del dovuto una classe dirigente che avrebbe dovuto essere consapevole dei risultati di 5 anni di governo e che di professione fa il politico: se la classe dirigente del PD non ha avuto nemmeno il coraggio di sfidare il sottovuoto spinto creato nei salotti di Ballarò della Polverini allora come può pensare di battere Berlusconi ed essere l’alternativa? se così è, allora questa calsse dirigente dovrebbe fare un passo indietro perché vecchia e senza progetti, priva di idee e del coraggio necessario a immaginare l’alternativa. Sarebbe più onesto lasciare spazio a chi invece la faccia ce la vuole mettere. Il partito è moribondo e se non si prende atto che l’unico che ha in questi anni vinto Berlsuconi è Prodi e nessuno degli ex DS o margherita è riuscito in questo, se non si prende atto che i potentati locali e la gerontocrazia hanno esaurito il loro ciclo vitale (vedi i risultati deludenti nelle province laziali), unito alle lotte intestine che i dirigenti regionali e nazionali hanno alimentato per fini egoistici e senza capire che la situazione sarebbe deflagrata, il partito morirà.
Berlusconi ha perso consenso e questa emorragia di voti non è stata intercettata dal PD: è il momento di scelte coraggiose che taglino nettamente col passato e diano aria al futuro. Se non ora quando?

 

2 Aprile 2010 alle 13:40 da Albertina Ronci:

Ho letto con attenzione i commenti delle persone che mi hanno preceduto e vorrei porre loro una domanda: esiste il PD? Nel continuare voglio sottolineare che in vita mia, fino ad ora, non ho mai fatto uso di droghe, alcool,tabacco e spero in vita mia di non cadere in futuro in tale trappole. Ripeto la domanda: il PD come realtà nuova nel panorama politico italiano, capace di superare le divisioni storico culturali e di guardare al futuro governando il nuovo esiste? Solo se si riponde con sincerità a tale domanda si va avanti, altrimenti sono chiacchiere. E il 29 sera sia alla 7, sia al telegiornale Rai 1, sia su canale cinque che l’indomani sui giornali di carta stampata ho sentito chiacchiere del più basso livello sia da parte di alti dirigenti - ritengo che la Dott.ssa Livia Turco debba leggere un libro di S.E.R. Card. Carlo Maria Martini sul valore del silenzio e dovrebbe riscoprire la virtù dell’umiltà quella vera no quella radical scic dei dirigenti di una certa classe dirigente comunista che “non sbaglia mai” e tratta gli altri dall’alto in basso; lo “spettacolo” delle sue dichiarazioni sulla 7 si commentano da soli in quanto siamo nel 2010 non nel 1968 - che da parte del nuovo “cooptato” che avanza: vorrei fare una domanda ad Andrea Orlando: scusami sai leggere e sai analizzare politicamente i dati frutto di fatti o stai dove ti trovi, perchè qualche padrinato politico ti ha scelto e imposto a tanti giovani che si prendono la laurea studiando e lavorando magari sfruttati in nero e sanno molto più di te che hai usufruito di tale opportunità e non fai il minimo sforzo di meritartela dando il meglio di te e dicendo cose intelligenti? Non credi che sarebbe il caso che presenti le tue dimissioni non perchè si è perso, ma per ciò che è stato detto ai microfoni di rai uno dove si è rasentato un personaggio alla Feydeau? Voglio continuare: a Matteo Orfini, che la sottoscritta ha incontrato anni fa quando si candidò alla regione - se non ricordo male con depliant con frontespizio in basso rosso con sua foto e simbolo della quercia - su segnalazione di Donato Di Santo, che aveva il proprio ufficio al piano quarto del palazzo sito in via delle Botteghe Oscure con scrivania di fronte a quella di Piero Fassino e responsabile per i rapporti con l’America Latina, Africa e altro e attuale sindaco in Abbruzzo nello specifico al suo paese di nascita dopo essere stato finalmente, data la sua enorme competenza gentilezza umiltà personalità rispetto degli altri tanto da farmi dire appresa la sua nomina che anche nel mondo di Massimo d’Alema avvengono i miracoli, sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, il partito non è il tuo. le tue dichiarazioni riportate da Repubblica “noi siamo coloro che abbiamo vinto, governiamo per tre anni e le minoranze stanno zitte e si adeguano” sono di una arroganza, supponenza e maleducazione pesanti. Il partito non è un luogo dove ci sono delle tifoserie di calcio o gruppi di soldati spagnoli che supportano il proprio Don Rodrigo di turno di manzoniana memoria. Il partito è uno spazio politico dove le persone “occupano” metaforicamente un luogo per incontrarsi, parlare, mediare e incidere nella società non un luogo di rapporti di forza secondo la mentalità marxista dove gli altri sono in funzione di chi con la forza occupa il potere. La Storia ha condannato ciò definitivamente e quel periodo storico è stato innaffiato da milioni di morti e da tanto sangue sparso nei gulag. Tutto ciò conosciuto perfettamente dalla dirigenza comunista che non ha mai fatto mai autocritica e quando sbaglia è sempre colpa di altri. Carissimo Matteo Orfini, che eri tanto umile con la sottoscritta cattolica e che promettevi di non dimenticare l’apporto che avessi apportato alla tua corsa esprimendo il massimo rispetto per il mio mondo, oltre ad aver dimenticato il tutto, adesso pontifichi cosa fare e cosa non fare quando non è riuscita l’operazione Emma Bonino sopportata dalla parte di Area Democratica e dai cattolici nel PD non inseriti in nessuna corrente? E qui arriva il nodo del problema: Il PD è l’ennessima versione del gruppo di potere comunista sconfitto dai fatti della Storia per andare avanti in quanto se la maggioranza dell’elitè e delle proprie clientele - e non dei militanti gente vera sincera che si alza la mattina e si spacca in quattro per andare avanti, pensando al proprio futuro, dei propri figli e della società pieni di idealità che stanno avanti milioni di anni dei fichetti del loft, delle fondazioni, delle università, dei consigli di amministrazioni di banche e di enti e società pubbliche trasformate in spa con le stesse persone ma solamente con formula giuridica diversa, dei sindacati, di multimazionali, di Sant’Andrea delle Fratte - va a casa che si mette a fare? Cosa sa fare Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Goffredo Bettini, Nicola Zingaretti, Livia Turco e altri? Questi nomi sanno cosa significa alzarsi la mattina prendere i mezzi o i treni e andare a lavorare? Queste persone - che la sottoscritta conosce molto bene e che ha fatto tantissimo per loro insieme al mio mondo, basta chiedere a Donato Di Santo - hanno mai presentato una domanda da soli per un colloquio di lavoro e avere la porta sbattutti in faccia o fare un concorso ed essere idonei e non ammessi? Se tutti vanno a casa si pone il problema che si mettono a fare? Il militante della periferia se chiude la sezione, oltre a soffrire perchè vede i suoi ideali non avere voce e non fare la storia, sa cosa significa realmente la vita, sa cosa significa guadagnarsi il “pane quotidiano”, costoro e tanti altri il cui elenco sarebbe lunghissimo non lo sanno. Il loro unico problema e sopravvivere e sopravvivere bene, assicurandosi di continuare cosi attraverso la nuova classe dirigente cooptata che si prepara, basta guardare facebook, a madare a casa “i bolliti e parrucconi” per prendere loro il potere e accaparrarsi i miliardi, trovando nella formazione politica di turno avendo perso l’ideologia che copriva il tutto lo strumento per la propria affermazione sociale e dei propri clan. Ignazio Marino chirurgo di fama mondiale che gli statunitensi all’età di 39 anni lo hanno fatto diventare il responsabile del più importante centro al mondo per i trapianti non ha potuto operare a Bologna per due giorni perché non era dell’area Bersani, dimenticandosi che lui si trova in Italia in quanto vi è ritornato su richiesta di massimo D’Alema ed è membro di RED e di Italiani Europei. Signori ci rendiamo conto dell’assurdità. Io non faccio lavorare Marino che salva vite e da speranze, però dò visibilità a mazoli che dice non abbiamo perso in quanto Roma è contro Alemanno senza la lista della PDL, non dimentichiamocelo, oppure Esterino Montino che mi dice che se abbiamo perso è colpa del Cardinale Bagnasco, come viene risportato sul giornale amico “Repubblica”. Si è perso perchè si è pensato di mettere sotto i piedi Area Democratica, Ignazio Marino creando divisioni al suo interno (Cristiana Alicata appoggiata da Zingaretti), le persone riformiste di altre culture, la gente normale. In Puglia Nichi Vendola ha stravinto perchè parla alle persone, è cattolico apostolico romano, frequentante la Chiesa, omosessuale e comunista e tutti lo hanno votato persino la destra. Si è perso perchè si è pensato che il PD fosse di tutti ma sopratutto di qualcuno area dalemiana che si portava dietro l’area mariniana. Bettini ha bacchettato sul “Riformista” Rosy Bindi colpevole di aver richiamato all’ordine Emma Bonino che anziché fare la campagna elettorale per la coalizione fa lo sciopero della fame. Di che cosa è stata colpevole Rosy Bindi di non essere il Presidente “utile idiota” del PD e di avere senso della politica con la “P” maiuscola imparata nella DC e prima ancora nella AC e di avere avuto un maestro di nome Vittorio Bachelet ucciso dai Brigatisti Rossi usciti tutti dal PCI? Mi dispiace per Esterino Montino e per gli altri “gli esclusi” da un certo potere e da un certo modo di fare politica su 12 eletti al Consiglio Regionale del Lazio ne hanno portati a casa nove, gli altri del potere solo tre dimostrando che il vero PD corrispondente a Gobetti, Alcide De Gasperi, Betancurt, Kennedy, Gandhi, Mattarella, Moro, Baez, Rigoberta Men Chu, esiste e scompagina gli accordi. Questo PD è capace di dialogare con tutti e di creare un’alternativa valida, che voleva le primarie, che avrebbe voluto nomi come Mario Marazziti, Giovanni Bachelet o Luigina di Liegro che se fossero stati negli Stati Uniti avrebbero collaborato con Obama come qualcuno già fa(Comunità di S. Egidio e Fondazione Internazionale “Mons. Di Liegro”). Per capirci Obama ha vinto perchè è scesa al suo fianco la famiglia Kennedy che è cattolica e la riforma sanitaria di Obama è frutto di Edward Kennedy, di una donna democratica cattolica, sara pure liberal, ma sempre cattolica è e della Conferenza Episcopale Cattolica Statunitense che ha dato il suo appoggio contro un mondo di origine anglosassone e protestante che si diletta a considerare gli altri non esseri umani perchè poveri e quindi un peso per l’economia e che si diletta ad attaccare la Chiesa tramite il New York Times in maniera non precisa nelle sue bordate scandalistiche. Io appartenente agli “esclusi” del PD ho portato a casa a Roma otto candidati regionali e ho perso perchè gli “intelligenti” non mi hanno consultato con le primarie e pretendono di darmi lezioni, li invito a leggere il Vangelo almeno sul piano culturale, dove si insegna il valore delle persone come esseri umani non come massa, il silenzio e la capacità di ascolto, ma sopratutto l’umiltà con tutto il mondo culturale inserito in tale parola e ad imparare a stare in mezzo alla gente che è fatta di persone. Il mondo a cui io appartengo sono 2010 anni che esiste fondato da Gesù che ha dato il sangue perchè ognuno fosse un essere incarnato nella Storia come persona, facendo la Storia come protagonista come Kennedy, De Gasperi, Falcone e Borsellino con le rispettive scorte, Bachelet, Mattarella, Rigoberta Men Chu catechista perseguitata in Guatemala dal governo militare, Jaime de Nevares, Padre Mugica. Nel mio mondo quando c’è il male lo si riconosce, lo si condanna fermamente e si guarda al peccato e mai al peccatore. Al PD delle immagini del web do tutta me stessa, al PD dei clan di potere lo combatto senza alcun tentennamento non permettendo che il sangue di Moro e della sua scorta e la difesa della Libertà e della Democrazia fatta da altri sia distrutta dagli “intelligenti”

 

3 Aprile 2010 alle 16:42 da Emilio Beltrame:

Dobbiamo tornare a tenere aperti i circoli, parlare con la gente, valutare attentamente le vere e semplici problematiche locali senza impegnarci a sostenere grossi problemi internazionali o nazionali, cercare di aprire nuovamente un dialogo tra i Circoli ed i membri delle Federazioni e cercare di far capire ai personaggi storici dei circoli, anche carismatici se vogliamo, che i tempi sono cambiati. Il Circolo è una struttura che deve essere organizzata in modo nuovo e più rispondente alle esigenze dei tempi. E’ importante l’SMS ma la email è molto più importante perchè può diventare la vera apertura tra il Circolo e quella base che abbiamo perso non solo al Nord ma anche a Roma. Cercherò di battermi su questi punti e spero di riuscirci ma …..
Attendiamo anche l’aiuto delle Federazioni per tenere aperti i Circoli “ancora aperti” e cercare di riaprire quelli che hanno chiuso lasciando molti ex-iscritti completamente abbandonati. Altri due problemi : la ricerca dei giovani, che nei nostri circoli sono quasi del tutto spariti, e la preparazione politica dei coordinatori. Quelli su Roma saranno un’ottantina perchè non dedicare loro un corso di preparazione non di tre mesi ma almeno di 10 ore programmandolo in modo da essere aperto a tutti e su pochi punti fissi.
Emilio Beltrame

 

3 Aprile 2010 alle 22:47 da Carlo Di Franco:

I vertici del PD hanno responsabilità altissime nell’avvilente serie di insuccessi. Soprattutto hanno tradito un alto progetto politico, umiliando tanti militanti e responsabili minori, ad una prassi di compravendita: hanno accettato una versione “berlusconiana” della politica, non nel senso del culto dell’ immagine senza contenuti, ma in quello del mercimonio di scelte di governo ai fini di assicurarsi basi elettorali, qualsiasi esse siano. Hanno così centrato una serie di autogol del tutto prevedibili: il PD ha perso qualsiasi credibilità riformatrice di cui un Paese dai mille privilegi e ultracristallizzato socialmente ha disperato bisogno per non avvizzirsi ancora di più, conformandosi così alle politiche conservatrici; ha deluso gli elettori attenti alla questione morale; ha demotivato la base militante; non è strutturalmente in grado di competere con la destra in questa gara di promesse elettorali, specialmente in un nuovo contesto di comunicazione politica (mass media e pubblicità invece di sezioni di politica attiva nel territorio) tanto sfavorevolmente sbilanciato.
Molti chiedono le dimissioni dei vertici nazionali, ma non si rendono conto che questi signori si comportano esattamente come chiunque ha qualche potere/privilegio qui in Italia: l’unica preoccupazione è quella di cercare di spolpare la carcassa prima degli altri. Cos’altro è per loro un corpo sociale (l’Italia) in cui da decenni si è persa ogni capacità riformatrice, d’innovazione e di competizione? Quindi non se ne andranno fintanto che avranno qualche potere da gestire… o quando avranno ridotto il PD all’1%.

 

4 Aprile 2010 alle 08:26 da ettore urbano:

Buona Pasqua !

 

4 Aprile 2010 alle 16:38 da Gabriele Di Vito:

Cominciamo a chiederci seriamente: vogliamo cercare di trovare le ragioni del flop del PD nelle province? Io, da semplice iscritto e attivista della provincia di Frosinone, osservo: ma ci sarà un responsabile della ridicola lista presentata a Frosinone provincia? Voglio dare dei dettagli a chi giustamente è fuori provincia ma vorrebbe capirci qualcosa. Contro una lista del PDL formata da quattro panzer in grado si spendere e spandere (e che raccolgono da soli più di 70.000 voti di preferenza) noi del PD presentiamo due candidati seri (Scalia, ex presidente provinciale, e Buschini detto Bus, segretario provinciale, che insieme raccolgono 35.000 voti), un giovane volenteroso (Vitale, che nel piccolo delle sue possibilità riesce onorevolmente a raccogliere 2.000 voti) più due ragazze di 20 anni, completamente sconosciute (almeno a me, ma anche a tutti quelli cui ne parlavo) che insieme fanno 700 voti. Questi sono i fatti. Adesso le responsabilità. Se le sapessi ve le direi, posso solo dirvi quello che penso: il segretario regionale, che peraltro è anche originario di Frosinone, non li ha visti i nomi? Se sì, li ha approvati d buon grado o invece forse non ha avuto la minima forza di dire: ma questa è una lista o stiamo riempiendo la macchina per la scampagnata? E il segretario provinciale, candidato, ha voluto correre personalmente senza intralci o invece forse, con il suo faro De Angelis, avrebbe fatto meglio a pensare al risultato del partito, che, visti i presupposti, era facilmente preventivabile? Adesso io chiedo, cortesemente ma con fermezza, che i vertici regionali e provinciali, facessero un passo indietro e lasciassero il passo a qualcun altro, che con un minimo di buona volontà non potrà fare peggio. E’ mancato poco per vincere queste elezioni, ma quel poco deve farci riflettere e anche vergognare. Io mi sono vergognato di una lista così.

 

Sono entrata per caso sul vostro sito, rientrata dall’estero (ho ritardato la partenza per votare e me ne pento amaramente!!!!!), nella tragedia, volevo avere il quadro degli eletti. Che tristezza. La tristezza più grande è la consapevolezza, leggendo i vostri commenti, che ancora molti in buona fede credono che esista un partito ed invece è solo un comitato di affari.
Ma avete visto l’eleco degli eletti, in qual altro partito e in quale altro paese al mondo non sarebbe stata eletta neanche una donna!! Ripeto NEANCHE UAN DONNA. Se esiste ancora una specie di partito, pretendete che si dimettano (intanto tutti quelli che hanno avuto a che fare con problemi di giustizia o infangato la sinistra tutta - riporto il fuori onda di di carlo a report se qualcuno non lo ricorda più :…«A tutti e due ci piace andare a mangiare, che c….o ne so, la coda alla vaccinara, capito? Nel mondo che vive lui, co chi c…o ce va, co’ Caltagirone a mangiare la coda alla vaccinara? Lui non ce l’ha sostituti. Non ce l’hai una soluzione, no? Tuo nipote c’ha 14 anni, te ce n’hai 82, quanto c…o pensi di campare ancora? Cioè quanto pensi di campare lucido?». L’intervistatore gli chiede: lui (Cerroni, ndr) ti ha chiesto di sostituirlo? Risposta: «No di sostituirlo, lui aveva visto che io non m’ero candidato alla Camera, non avevo seguito Rutelli, nel 2001, e quindi mi disse: “Perché non te ne vieni a lavorare con me?”. No, io se fossi andato a lavorare con lui gli avrei chiesto la televisione, cioè ormai la politica la fanno i giornali no? La fanno i giornali e la televisione, i politici sono degli utili idioti!». )
Ma è quel Mario Di Carlo che è stato nuovamente eletto, pretendete le dimissioni, dimissioni fino a che almeno il 50% degli eletti non sia donna, dimissionii fino a che tutti coloro che hanno comunque gestito, e gestito male, questa regione vadano a casa, dimissioni fino a che tutti quelli che usano i partiti come comitati di affari, che hanno il loro pacchetti di voti che portano da un partito all’altro senza vergogna vadano a casa.
Dimissioni, dimissioni, dimissioni di tutti gli ex assessori (montino, nieri, rodano, etc..) ovunque eletti, hanno fallito, hanno perso e chi perde deve avere il coraggio di ammettere i propri errori e di RITIRARSI di lasciare la politica di lasciare le comode poltrone a 14.000 euro al mese (se all’opposizione ancora più comode), e non è demagogia è realtà. Ma qualcuno di voi sa dove è finito Lionel Jospin dopo aver perso nel 2002 in francia, scrive articoli, è iscritto al partito socialsta, scrive libri, ma ha avuto il coraggio, riconoscendo la sua sconfitta di uscira dalla politica - vi chiedo volete mettere la autorevolezza (per non dire altro) di Jospin con quella di di carlo che senza vergogna ancora è in consiglio regionale. I non eletti dove li vogliamo metterte in qualche agenzia regionale (le spartizioni sono un gioco politico a cui nessuno si sottrae, e i trombati senza arte ne parte devono comunque avere un posto garantito).
Mi appello a tutte le persone per bene, non dico compagni come qualcuno nella discussione ha timidamente avanzato, solo alle “PERSONE PER BENE”: non è più possibile subire passivamente le scelte di una classe dirigente che non ha più alcuna autorevolezza, che pensa solo alla sua autoconservazione, è necessario uno scatto di orgoglio una ribellione di massa, perchè la situazione è realmente drammatica, rischiamo il punto di non ritorno, rischiamo…………..rischiamo…..rischiamo.
Non voglio far crescere mia figlia in questo paese.
Scusate l’intrusione.
Letizia Mancusi

 

6 Aprile 2010 alle 11:36 da TONINO PROIETTO:

Ciao a tutti,…a chi augura buona pasqua in ritardo…e a chi lo afferma per tempo senza nulla aggiungere,a chi e’ incazzato per le regionali…e a chi ne ha prese talmente tante che(di sconfitte politiche)ormai non le sente piu,ci voleva questo momento per farvi tirare fuori tutti questi temi (per la maggior parte importanti)che sono di vitale importanza per la vita del nostro partito????…….io non mi sento di aggiungere molto a quanto da voi gia’ scritto,anche se con alcuni temi mi sento in sintonia, alcuni non li condivido molto ma vorrei farvi un’invito,non smettete di frequentare il sito,non certo riducendolo ad uno sfogatoio,ma se continua a crescere cosi’credo la discussione dara’dei frutti….vorrei anche segnalare(in particolar modo a FEDERICA SCIPIONI)che il problema della classe dirigente non e’ secondo me’ L’ETA’ ma anche altro,ti sei accorta che si stanno costruendo feudi personali o no’…..e allora …non e’ il caso che si ponga rimedio a una situazione cosi’ disastrosa….abbiamo responsabilita’anche a livello di circoli e noi lo sappiamo,,ma SENZA ESSERE TAGLIENTI COME L’AMICA O COMPAGNA RONCI che avra’ anche le sue ragioni,spero di poterne continuare a discutere e non solo a denunciare le situazioni nel sito,ritengo inoltre che sia da ricordare a noi tutti…che noi ,l’uomo,la donna,la persona passa ,…muore ….il partito,l’organizzazione,il bisogno di unirsi per non essere deboli,per contare,per difendere i propri diritti,ci sara’ sempre(non in maniera scontata,o cosi’ come lo viviamo oggi ma il partito sopravvivera’ a chi lo sta’trasformando in altro ,non mi riferisco all’oggi solamente ma almeno da diversi anni c’e’ un imbarbarimentodella cosa)…….a presto…PROTONI…..

 

In questa tornata elettorale il vero sconfitto è ” LA POLITICA “. I partiti devono ricominciare a fare Politica. Abiamo trascorso mesi a parlare solo di noi, dei nostri assetti interni senza riuscire a trovare la più piccola soluzione. La dialettica interna ad un partito è cosa buona e giusta se il fine è confrontarsi per costruire, crescere e migliorare, sempre tenendo presente l’unità del Partito. Vi sono dei momenti in cui, per il bene del Partito tutti devono fare almeno dieci passi indietro.
Cosa che, purtroppo, non è avvenuto.
Non è questo il P.D. che la gente vuole, in cui crede e spera.
Fuori dalle mura della politica, c’è gente vera, gente che crede nei nostri valori e nella nostra capacità a contribuire alla creazione una Italia migliore per noi e per le generazioni future.
Ancora una volta abbiamo dimostrato che siamo capaci di parlare e di sparlare solo di noi, non si possono impiegare più energie per parlare dei problemi di quante se ne utilizzano per risolverli.
Adesso bisogna fare squadra e scendere in campo, con rinnovato entusiasmo, per battere questa destra arrogante e sfascista con fatti concreti.
L’avversario è là fuori.
Ed invece: antichi rancori e nuovi veleni.
Se è vero che ogni popolo ha la classe dirigente che merita, la nostra gente non merita molti comportamenti di questa classe dirigente.
Fuori da queste mura ci sono democratiche e democratici che aspettano solo che noi ci muoviamo,che usciamo da questo oscuro tunnel, di cui non si intravede la fine, e cominciamo a parlare di Politica con la GENTE, tra la GENTE e per la GENTE, con forza, convinti di aver ritrovato il senso di appartenenza ad un gruppo, con il rispetto delle persone e dei ruoli.
In provincia di Frosinone NON hanno votato 158239 ” PERSONE “, pari al 35,10%, perchè???
Perchè le varie percentuali si fanno solo ed esclusivamente sui ” VOTI VALIDI” e non sul totale degli aventi diritto???.
Nella nostra provincia il 36,71% degli aventi diritto hanno consegnato alla Polverini le chiavi della Regione Lazio, chi si preoccuperà del restante 63,29%.
Auguri a tutti. Luciano Fratangeli

 

Solo pochi consigli da parte di un semplice iscitto: imparare dalla Lega su come si sta tra la gente non solo durante le elezioni, formare i coordinatori dei circoli e fornire materiale propagandistico-informativo, pensare prima a far vincere la coalizione, poi il partito e in ultimo la propria corrente, avere poche idee ma chiare, contattare tutte le persone che hanno partecipato alle primarie per chiedere la loro opinione, fare qualcosa di concreto per far sentire alla base che conta ancora qualcosa (es. invitare un coordinatore di circolo a rotazione alle riunioni della segreteria). Valerio Pietra

 

Occorre ripartire con più energia di prima! Respingere culturalmente e politicamente gli effetti del riflusso scaturito dallo sconfittismo aleggiante! E’ ora che l’unità delle opposizioni, associazioni, sindacati e movimenti, evocata recentemente dai palchi delle manifestazioni prenda corpo! Tutta l’opposizione si dia una svegliata!! Intraprendiamo da subito la via referendaria come strumento di rinnovato e partecipato strumento di battaglia politica e di visibilità nostra!! Magari selezionando “utilitiristicamente” e accorpando questo tema ad altri scottanti ed impellenti, quali l’arbitrato nelle vertenze per licenziamento, ai temi legati al diritto alla laicità dello Stato come la legge sulle coppie di fatto, sul federalismo solidale e sussidiario, sul no al nuclerare (anche se un referendum già c’è stato…), contro ritrite formule di autoritarismo pseudo-democratico propinate come e riforme istituzionali a sostegno del presidenzialismo-plescibitarismo, sulla riduzione dei parlamentari e dei costi della politica,(ci sono già n.s. proposte di legge), sull’intangibilità dell’universalità del servizio gratutito e pubblico dell’acqua, ecc..e poniamoci l’obiettivo di respingere il disegno di trasformazione complessiva della società italiana dentro un disegno antidemocratico, basato sulle ineguaglianze, sul controllo della giustizia, la precarizzazione del lavoro, il bavaglio alla libertà di stampa e informazione, il sabotaggio della mobilità sociale e del welfare. E’ oramai chiaro che il leggittimo impedimento è soltanto la punta dell’iceberg. Evitiamo sopratutto di attaccare il Presidente della Repubblica rischiando di trasformarlo in istituzione difesa a fasi alterne e strumentalmente dalla destra. MUOVIAMOCI!! Qui’ non occorrono personaggi miracolosi o intrisi di falso e sterile giovanilismo, che “buchino” lo schermo, ma serve l’attività politica di massa e popolare che stia sulla palla (ricordiamoci di ciò che ha dichiarato Burlando a ridosso della sua vittoria rispetto all’attivismo della Lega Nord!). Dobbiamo bucare il muro di gomma della passività e dell’astensione costruito ad arte dalle destre e supportato tanto dalla crisi economica e sociale quanto dalle nostre quantomeno “inopportune” linee guida politiche e di discutibile condivisone delle scelte per le candidature!

 

8 Aprile 2010 alle 16:08 da Gabriele Di Vito:

Riprendo l’incipit del messaggio di Stefano Caroselli: “Occorre ripartire con più energia di prima!” Sono completamente d’accordo, ripartiamo e non facciamoci prendere dallo scoramento di una sconfitta che nel Lazio brucia ancora di più, sia per l’innegabile vantaggio che ci forniva l’assenza della lista del Pdl a Roma sia per l’obiettiva diversa statura politica delle due principali candidate in gioco. Ripartire da dove? Sicuramente dall’ammettere la sconfitta senza mezzi termini a tutti i livelli: regionali, provinciali e per me che sono di Sora (FR) anche cittadini. Ho già rimarcato nei miei precedenti post del 28 marzo e 4 aprile la responsabilità che si debbono assumere coloro che sono in prima fila nella guida del partito a livello locale e cioè il segretario regionale Mazzoli e e il segretario provinciale Buschini, dei quali torno a chiedere con forza le dimissioni. Ma a questo punto mi chiedo anche a che punto siamo con l’indizioni dei congressi cittadini e provinciali, con dirigenti spesso già delegittimati dal risultato delle primarie di ottobre? Gli stessi dirigenti, in testa i segretari, che si sono distinti nella conduzione di una campagna elettorale assolutamente fallimentare a livello di partito e completamente affidata al solo impegno dei candidati. Dirigenti assolutamente incapaci di gestire le inevitabili correnti sorte all’interno del PD e di dare un indirizzo comune alla campagna elettorale. Detto ciò rivendico la necessità di dare vita ai congressi per il rinnovamento degli organi dirigenti entro il più breve tempo possibile, appunto per evitare che la immobilità delle azioni politiche del nostro partito sia perpetuata, con organismi dirigenti che dovevano traghettarci verso le elezioni e nulla più.

 

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