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Renata Polverini è il nuovo Presidente della Regione Lazio

In base all’attuale situazione dello scrutinio elettorale per le regionali, giunto ormai nelle fasi finali, e tenuto conto delle specificità dei flussi elettorali delle rimanenti sezioni da scrutinare, Renata Polverini è presidente della Regione Lazio.

12 Commenti a “Renata Polverini è il nuovo Presidente della Regione Lazio”

 

va ricostruito da subito il rapporto di fiducia con gli elettori in tutte le province del lazio,non ha perso il pd,ma è stato penalizzato oggettivamente dal caso Marrazzo,purtroppo,peccato perchè con un comportamento più saggio di tutti,saremmo qui a parlare o della rielezione di Marrazzo se avesse evitato la trappola o di quella di Bonino,se la candidatura avesse ricevuto il placet di tutto il pd lazio,cosa che specie da parte cattolica, anche per il no di Bagnasco,ha pesato non poco.

 

30 Marzo 2010 alle 01:46 da Lorenzo M.:

Allora ragazzi, dopo una campagna elettorale abbastanza “trasparente” e “poco penetrante”, tanto per usare un simpatico eufemismo, e lasciata a partiti minori e agli autogol della maggioranza, che ne dite di prendere baracca e burattini e, finalmente, sbaraccare?
Che so, potrebbe iniziare il pesce lesso del segretario regionale, la cui verbosa e pdeante inattivita’ e’ quasi proverbiale, e a seguire il piu’ inetto coordinatore capitolino della storia della Repubblica.
Cne ne dite, fate da soli o aspettate pale e forconi?

Lorenzo Martinelli

 

30 Marzo 2010 alle 08:16 da mariella andiloro:

cara presidente polverini, i migliori auguri per una vittoria contro questa sinistra che proclama la democrazia ma vuole vincere senza concorrenti.sono sicura che lei sara una donna del fare e non delle occasioni perdute. ha una grande responsabilita per noi che ci affidiamo a lei con speranza di rinnovamento , sia tutte noi.un abbraccio.

 

30 Marzo 2010 alle 12:38 da Gabriele Di Vito:

Cominciamo a chiederci seriamente: vogliamo cercare di trovare le ragioni del flop del PD nelle province? Io, da semplice iscritto e attivista della provincia di Frosinone, osservo: ma ci sarà un responsabile della ridicola lista presentata a Frosinone provincia? Voglio dare dei dettagli a chi giustamente è fuori provincia ma vorrebbe capirci qualcosa. Contro una lista del PDL formata da quattro panzer in grado si spendere e spandere (e che raccolgono da soli più di 70.000 voti di preferenza) noi del PD presentiamo due candidati seri (Scalia, ex presidente provinciale, e Buschini detto Bus, segretario provinciale, che insieme raccolgono 35.000 voti), un giovane volenteroso (Vitale, che nel piccolo delle sue possibilità riesce onorevolmente a raccogliere 2.000 voti) più due ragazze di 20 anni, completamente sconosciute (almeno a me, ma anche a tutti quelli cui ne parlavo) che insieme fanno 700 voti. Questi sono i fatti. Adesso le responsabilità. Se le sapessi ve le direi, posso solo dirvi quello che penso: il segretario regionale, che peraltro è anche originario di Frosinone, non li ha visti i nomi? Se sì, li ha approvati d buon grado o invece forse non ha avuto la minima forza di dire: ma questa è una lista o stiamo riempiendo la macchina per la scampagnata? E il segretario provinciale, candidato, ha voluto correre personalmente senza intralci o invece forse, con il suo faro De Angelis, avrebbe fatto meglio a pensare al risultato del partito, che, visti i presupposti, era facilmente preventivabile? Adesso io chiedo, cortesemente ma con fermezza, che i vertici regionali e provinciali, facessero un passo indietro e lasciassero il passo a qualcun altro, che con un minimo di buona volontà non potrà fare peggio. E’ mancato poco per vincere queste elezioni, ma quel poco deve farci riflettere e anche vergognare. Io mi sono vergognato di una lista così.

 

30 Marzo 2010 alle 16:02 da Antonio Savaresi:

Premessa:questo è il risultato della incapacità del partito che non ha saputo esprimere un proprio candidato.
Oggettivamente le alleanze sarebbero potute essere diverse, vedi UDC.
Perchè politici autorevoli del PD non si sono candidati?
In tarda notte (lunedì)assistendo alla trasmissione televisiva di B.Vespa sui risultati elettorali era presente Rosy Bindi e ad un passaggio su Marrazzo lo stesso Vespa afferma che con Marrazzo (in situazione normale)le cose probabilmente sarebbero andate diversamente. Gli fa eco Rosy Bindi che, trovandosi daccordo, si rivolge a Cesa dell’UDC (presente alla trasmissione)dicendogli che in quella circostanza il Partito UDC non avrebbe appoggiato Polverini.
A maggior ragione!! da quì la palese dimostrazione della premessa: con un candidato PD sarebbe andata diversamente, non si sarebbero temute neanche le dichiarazioni del Card. Bagnasco alla vigilia delle elezioni che dal canto suo fa legittimamente il “proprio mestiere”.
Meditiamo: perchè autorevoli personaggi del partito si sono defilati l’indomani del “caso Marrazzo” ? forse temevano di fare brutta figura ?
Meglio adesso, quando inevitabilmente viene tradotto il risultato delle elezioni in chiave di politica nazionale: Regione Lazio, importante, passa al centrodestra.
Cosa ha fatto la dirigenza regionale per prevenire tutto ciò?

 

30 Marzo 2010 alle 17:03 da Sandro D'Antoni:

sono daccordo con Leonardo Dini, forse e stato e sarebbe di “obbligo” dire SICURAMENTE ha fatto molto scalpore il caso Marrazzo, ma sinceraente non so fino a che punto, perchè dopo tutto quando in una televisione pubblica si vedono tipo il Grande Fratello due donne he lesbicano, non vedo perchè si debba puntare il dito addosso ad una persona solo perchè è andato con i transessuali, dopotutto la propria vita privata e la propria sfera sessuale una persona se la gestisce a modo proprio, certo, per una persona che copreun incarico così elevato come il Presidente della regione Lazio in quel caso Marrazzo, non e bello da vedere ma e pur vero che se andiamo avedere i process in sospeso che ha Berlusconi, a questo punto non saprei dire chi sia meglio o peggio. Comunque certo che il PD deve fare ua grande riflessione e dare spazio a giovani con ideali verso il futuro. Sono stato contento per i voti che ha preso Francesco Scalia, una persona corretta e sincera senza togliere nulla a nessuno per carità.

 

30 Marzo 2010 alle 17:49 da Ivana Marica:

Abbiamo raccolto ciò che abbiamo seminato, purtroppo la semente non l’abbiamo scelta noi, andare ad imbarcarci con un radicale, premetto che la sognora Bonino ha tutta la mia stima, è stata la cosa più demenziale che il partito potesse fare. La verità è che dopo il caso Marrazzo, nessuno dei nostri big “voleva rischiare” (il proprio posto)e la patata bollente è stata lasciata al primo che l’ha presa!!! Forse solo con un candidato presidente dell’UDC si sarebbe neutralizzato il pericolo aborto, a questo avrebbero dovuto lavorare le segreterie.
Oggi il partito delle “primarie” dovrebbe trovare il coraggio di fare autocritica, non solo nei cenacoli delle direzioni ma in un dibattito che coinvolga i cittadini, il territorio con i suoi bisogni. Il primo atto di coraggio che mi aspetto è che questa classe dirigente abbia l’”onesta” di presentare le dimissioni.

 

31 Marzo 2010 alle 00:14 da movizzo rssana:

sono distatta io oppure non ho letto nessuna dichiarazione del segretario regionale Mazzoli?????

 

31 Marzo 2010 alle 10:44 da Lorenzo M.:

x Movizzo Rossana

Piu’ che una dichiarazione, si sono state alcune interviste pubblicate sui giornali. Francamente penose, il succo e’ “abbiamo vinto, forse no, forse un pochino abbiamo perso, ma se abbiamo perso non e’ stata colpa mia”. Che si nomina a fare un responsabile se poi non lo si puo’ considerare mai tale in caso di insuccesso?

Lorenzo Martinelli

 

In tutti questi anni non ho mai fatto mancare il mio sostegno al PD (e tutti i relativi simboli / sigle che ha avuto in passato). E’ anche vero, però, che non mi riconosco più in un partito che non è più “di sinistra”, che cerca l’appoggio di frange cattoliche anche estreme, che non ha il coraggio di dire che l’attuale classe dirigente è direttamente responsabile delle sconfitte pesantissime che ha subito. Negli altri paesi una classe dirigente perdente si dimette e viene sostituita da gente nuova, con nuove proposte e idee. Purtroppo il PD è un partito che funziona con i “signori delle tessere”, per cui è difficilissimo far fuori questi personaggi.

In Lazio e a Roma ora c’è la destra; rimane solo il buon Zingaretti alla provincia, anche se molto defilato e di basso profilo..

Il caso Marrazzo è stato probabilemente “orchestrato” e “strumentalizzato”.. ma perchè il partito non ha “sterilizzato” prima la situazione che non poteva non essere nota? E una volta che il problema è emerso, perchè non è stato possibile trovare una figura di spessore che potesse correre per la regione meglio che non la Bonino (rispettabilissima, ma, evidentemente, perdente..)?

Noi della base non ricevimo risposte, solo proclami. Il Segretario dice che non si deve parlare di sconfitta.. allora è meglio ficcare la testa sotto la sabbia? Se non è la segreteria del partito a rispondere di questa situazione verso la base, chi dovrebbe farlo?

Siamo profondamente stufi di un partito democratico che cerca di assomigliare sempre più alla vecchia DC, che non prende posizioni nette, che cerca di dare sempre un colpo al cerchio ed uno alla botte.. Il coraggio delle proprie idee genera si dei nemici, ma lega in maniera molto più forte gli amici. Magari sarebbero andate a votare più persone.. invece oltre un milione di elettori non hanno voluto dare il loro voto. Possibile che non ci sia preoccupazione per questo???

Il mio sogno: un partito democratico forte, con idee precise, con programmi precisi nei quali ci si possa riconoscere. Un partito democratico capace di comunicare con la base, presente sul territorio, attento ai problemi reali e privo di pre-concetti.

E se il sogno non si avvera? Allora, molto probabilmente, il PD finirà come il PRI o il PLI (ve li ricordate?).. a favore di una radicalizzazione che non è ne moderna ne europea.. Ma è davvero questa la fine che si vuole fare? Piuttosto emigro…

 

I dati confermano che molti non hanno lavorato in provincia, nonostante siano state date molte risorse, in particolare la provincia di Viterbo e Frosinone. Avere come candidata la Bonino non è stato un errore, ha disincentivato coloro che sono abituati alle pastette. E’ sufficiente vedere i voti in più raccolti a Roma rispetto a Marrazzo. La partita si è giocata l’ultima settimana che avrebbe dovuto vedere i partiti impeganti con la Bonino nelle Province. Il segretario regionale del PD ha una grande responsabilità e si dovrebbe dimettere. Patrizia Chierichini

 

A distanza oramai di due settimane credo che sia indispensabile
iniziare a costruire, ma per fare questo occorre comprendere cosa non
va.
A mio avviso le cose con non vanno ( pur con alcune eccezioni ), che
tengono lontane molte persone e che ci hanno penalizzato sono le
seguenti:
1) Incompleta attuazione dello Statuto
2) Persistenza di situazioni di incompatibilità di incarichi politici
ed istituzionali e di doppi incarichi;
3) Scarsa democrazia interna
4) Assoluta mancanza di trasparenza delle candidature e non rispetto
delle procedure statutarie;
5) Scelta del listino lasciata alle oligarchie;
6) Scarsa trasparenza e partecipazione dell’attività svolta dagli
eletti e carenza di informazione , benchè l’ex presidente si fosse
dotato di un ufficio stampa mai visto;
7) Scarsa attenzione al territorio e alle sue problematiche , occorre
una maggiore attenzione sa parte di tutti e non solo di quelli della
zona;
8) Scollegamento tra gli eletti e i Circoli
9) Mancato invio ai circoli di news settimanali sui provvedimenti
adottati e su quelli in corso
10) Mancato ascolto da parte di alcuni eletti dei rappresentanti
delle comunità locali.
naturalmente quanto sopra vale anche per la nosra amministrazione provinciale.
Le vittorie e le sconfitte si costruiscono giorno per giorno,
Buon lavoro,

 

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