Montino: Alemanno e Polverini intervengano su Frati
“La decisione unilaterale del Rettore della Sapienza di disdire tutti gli impegni presi dall’Università per l’acquisto dei padiglioni del S.Maria della Pietà, è grave e inaccettabile, perché rischia di consegnare ad interessi privati il futuro di una delle aree più pregiate della città. Stracciando gli accordi sottoscritti l’Università La Sapienza, si assume la responsabilità di far saltare il progetto di trasformare in un campus universitario moderno il complesso dell’ex ospedale psichiatrico. E’ una decisone che Comune e Regione non possono accettare”. Lo dichiara in una nota Esterino Montino, capogruppo Pd alla Regione. “Le ragioni addotte da Frati per giustificare il suo voltafaccia sono per altri risibili - continua Montino - se tra gli spazi oggetto dell’acquisto ce ne sono alcuni attualmente occupati abusivamente, si attivino le procedure per liberarli e non si invochi questo per stracciare impegni che non riguardano solo l’Università ma il futuro della città e di uno dei suoi quartieri più popolosi. Invito il sindaco Gianni Alemanno e la presidente della Regione Renata Polverini ad attivarsi immediatamente perche l’Università ‘La Sapienza’ rispetti gli impegni presi e non si consegni il futuro di una delle aree di più alto valore nella città di Roma ad interessi speculativi ed immobiliari. Ne va di mezzo il futuro di Roma”.
DAL DIETROFRONT DELLA SAPIENZA ALLO SGOMBERO DELLA EX LAVANDERIA?
Stravolto il Comunicato di Frati per motivi strumentali. Montino(PD), Marsilio e Guidi (PDL) dirottano l’attenzione sul Padiglione 31 (La Ex Lavanderia) che non c’entra niente con la decisione della Sapienza. I padiglioni da liberare sono quelli (8+4) attualmente occupati da strutture ASL
Luigi Frati spiega le ragioni per il recesso dall’acquisto dei padiglioni del S.Maria: “«Mi avevano promesso
che la struttura sarebbe stata liberata nel 2007, invece niente. A questo diktat non si può sottostare, e il mio notaio si rifiuta di firmare l’atto d’acquisto in queste condizioni».
Frati si riferisce agli 8 padiglioni oggetto della trattativa che ATTUALMENTE SONO OCCUPATI DA STRUTTURE DELLA ASL RME.
“abusivamente…”
Montino (PD), nel suo comunicato stravolge invece le parole di Frati: “se tra gli spazi oggetto dell’acquisto ce ne sono alcuni attualmente occupati abusivamente (Frati non ha usato questo termine n.d.r.), si attivino le procedure per liberarli”. O Montino vuole definire “abusive” le strutture della ASL RME e chiede ad altri di fare ciò che lui non ha fatto, oppure volutamente cerca di dirottare l’attenzione su un altro obiettivo come ad esempio l’Associazione Ex Lavanderia per buttarla in confusione sulle proprie responsabilità.
“Gruppi abusivi e violenti…”
Ed è quindi Marco Marsilio (PDL) che si cimenta in una sequela di insulti a presunti “gruppi abusivi e violenti che non fanno nulla a favore della cittadinanza” e propone di: “chiedere alla Prefettura lo sgombero dell’immobile».
Marsilio dimostra di non sapere neanche di che parla visto che usa il termine “immobile” invece di “immobili”.
Il riferimento alla Ex Lavanderia anche se non esplicitato è chiaro.
“Un padiglione su 32…”
Federico Guidi (PDL - Comune di Roma) è ancora più diretto: “l’Università La Sapienza, anche in considerazione dell’esiguità dei locali occupati (un padiglione su 32), saprà ritornare sulla sua decisione”.
Così, in tre passaggi il PD e il PDL trasformano il problema degli 8 padiglioni occupati dalla ASL creato dalla loro incapacità di gestione in un falso bersaglio su cui scatenare la vendetta: chi difendendo il bene pubblico, il problema reale ha sempre denunciato.
Ribadiamo ciò che Montino sa benissimo e che Marsilio e Guidi dimostrano di non sapere
- IL PADIGLIONE 31 E’ DA SEMPRE IN TUTTI GLI ATTI ISTITUZIONALI DESTINATO AD ATTIVITA’ CULTURALI E NON E’ MAI STATO CONSIDERATO NEGLI ACCORDI CON LA SAPIENZA!
- E’ L’UTILIZZAZIONE DA PARTE DELLA ASL RME DEGLI 8 PADIGLIONI E IN OGGETTO (E DEI 4 CHE SAREBBERO DOVUTI DIVENTARE CASA DELLO STUDENTE) AD AVER IMPEDITO LA COLLOCAZIONE UNIVERSITARIA COME INASCOLTATI ABBIAMO PIU’ VOLTE DENUNCIATO.
- L’ESPERIENZA DELLA EX LAVANDERIA E’ UN BENE COMUNE E PREZIOSO CONQUISTATO DAI CITTADINI A FRONTE DELLA GESTIONE ARBITRARIA ED ILLEGALE CHE SI E’ FATTA DEL PATRIMONIO DEL SANTA MARIA DELLA PIETA’
L’Associazione Ex Lavanderia chiama alla solidarietà concreta tutti i cittadini, le associazioni le realtà culturali che hanno conosciuto e fruito della funzione culturale pubblica ed aperta della Ex lavanderia in questi ultimi 5 anni per reagire con le pratiche e le ragioni di sempre all’attacco calunnioso e falsificante che si sta tentando di mettere in campo.
Nei prossimi giorni lanceremo mobilitazioni ed iniziative per la difesa dello spazio culturale pubblico della Ex lavanderia.
Il PD: non l’unico ma il principale responsabile del disastro S.Maria della Pietà. Anziché continuare a mistificare la realtà, cambi rotta.
Il ritiro della Sapienza non è un evento imprevisto. La favola Campus Universitario è servita a realizzare un progetto spezzatino nel quale la componente sanitario-residenziale e psichiatrica, è ad oggi prevalente. Mentre in tutto il Lazio si chiudevano strutture ospedaliere e presidi sanitari, il S.Maria della Pietà è tornato ad essere un concentrato di malattia e disagio in un’area cittadina dove i poli sanitari non mancano di certo e nel luogo meno indicato da un punto di vista dei significati storici e simbolici.
Si sono chiuse strutture di ogni genere decentrate sul territorio per ricollocarle alla rinfusa nell’Ex Manicomio. La cosa più grave è l’aver riportato pazienti psichiatrici all’interno di mura che trasudano del dolore di un passato che la Legge Basaglia volle cancellare.
Questa realtà che riguarda, ad oggi, 26 padiglioni su 35, è l’opposto di ciò che il Centrosinistra ha dichiarato e paradossalmente continua a dichiarare.
Il progetto di neo-ospedalizzazione, infatti, è stato immaginato dalla Giunta Storace. Il Centrosinistra l’ha duramente contestato fino al 2005. La Giunta Marrazzo e quella Veltroni, però, smentendo ogni impegno e dichiarazione hanno realizzato esattamente quell’ipotesi.
L’attuale polemica tra Centrosinistra e Centrodestra è nulla più che una messa in scena tra chi, nei fatti, ha perseguito identici obiettivi.
Prima il Protocollo di Intesa del 2007 ha decretato l’utilizzo sanitario del 53% dei Padiglioni (18), poi si è lasciata mano libera alla ASL RME che ha completato la trasformazione sanitaria anche in quei padiglioni destinati all’università e alla casa dello studente.
Se il Padiglione 31 è rimasto uno spazio pubblico dedicato alla cultura (destinazione per cui era stato ristrutturato) è solo per la strenua resistenza dell’Associazione Ex lavanderia e, contro di essa, il Direttore della ASL nominato da Marrazzo ha intentato 2 processi costituendosi parte civile e chiedendo risarcimenti fantasmagorici (tutti e 2 i processi sono terminati con l’assoluzione).
In questi anni, il tentativo del Centrosinistra e del PD è stato quello di camuffare l’operazione reale che risultava indicibile e troppo contraddittoria con le prese di posizione precedenti. L’invenzione del “campus universitario” è servita a questo scopo. E’ dal 2002 che i principali giornali romani annunciano l’imminente arrivo del Campus e lasciano intendere falsamente che questo riguardi pressoché l’intero comprensorio. La Sapienza ha già per 3 volte deciso di ritirarsi dall’operazione. Il progetto reale prevedeva 6 pezzi di facoltà senza alcuna relazione l’uno con l’altro in 8 padiglioni e la casa dello studente nei 4 padiglioni ristrutturati ad ostello e smantellati illegalmente dalla ASL.
Questo progetto non è mai stato né credibile né sensato. Se si aggiunge che le regole di attribuzione degli alloggi degli studenti non prevedono la corrispondenza tra residenza e luogo di studio, si può facilmente intuire che l’idea di “Campus all’americana” era ed è una storiella per gonzi.
Ma avremmo preferito questo “non progetto” universitario al completamento dell’ipotesi Storace-Marrazzo di cittadella sanitaria. Oggi il Centrodestra si trova a gestire il suo progetto senza neanche aver dovuto impegnarsi per realizzarlo.
Fatto sta che i promotori del polo universitario sono proprio coloro che non hanno permesso che esso si realizzasse. Chi, violando il Protocollo del 2007, ha invaso i padiglioni destinati all’Università? Il Direttore della ASL Pietro Grasso di nomina PD. Chi avrebbe dovuto impedirlo? Prima Battaglia e poi Montino avendo la delega alla sanità. Quindi ancora esponenti del PD.
Chi è stato l’artefice primo del Protocollo di Intesa che ha annullato i progetti di uso culturale e sociale presentati per anni da cittadini ed associazioni? Morassut, sempre del PD. E chi ha violato ogni regola a partire dalla non discussione della Delibera di Iniziativa Popolare firmata da 9.000 cittadini nel 2003? Tutto il Centrosinistra per volontà sempre del PD.
Allora, se al Santa Maria della Pietà avete fatto un deserto e lo chiamate “campus”, non sarebbe ora di farla finita di buttarla in confusione?
C’è ancora qualcosa da salvare: lo spazio pubblico della Ex Lavanderia che ha un valore per il territorio, anche se dice verità che non vi piacciono.
C’è poi al Padiglione 41 l’ultima Cooperativa integrata rimasta dal progetto giubilare. Si potrebbe avviare il ripristino degli ostelli smantellati illegalmente e di cui la città ha bisogno. Si potrebbero utilizzare gli 8 padiglioni rifiutati dalla Sapienza per realizzare almeno una parte di quel progetto di centralità culturale presentato ben 15 anni fa da cittadini ed associazioni.
E, prima che sia troppo tardi, si potrebbe operare per la pedonalizzazione del Parco che avete promesso quando governavate e che non avete realizzato .
Si potrebbe oggi rivendicare l’utilizzo delle risorse tratte dall’ex manicomio per i progetti di Salute Mentale come non è mai avvenuto nonostante le Leggi.
Ma per fare tutto questo dovreste prima fare un’analisi seria e onesta sulle vostre responsabilità.
Massimiliano Taggi (Associazione Ex Lavanderia)