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Parte il 24 Giugno dalla Festa del PD di Roma la petizione per il rispetto dell’accordo sull’utilizzo del S.Maria della Pietà

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Il Partito democratico di Roma e del Lazio chiede al rettore dell’Università La Sapienza Luigi Frati di fare un passo indietro rispetto alla decisione di non prendere possesso degli otto padiglioni del Santa Maria della Pietà assegnati all’ateneo. I democratici lanceranno una raccolta firme per una petizione popolare a sostegno del rispetto dell’accordo siglato nel 2007 tra università, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma partirà il 24 giugno, in concomitanza con l’apertura della festa dell’Unita’ a Caracalla. L’intesa siglata nel 2007 per la riconversione delle strutture prevede che dei 35 padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico, estesi su un’area di 65 mila metri quadrati, 18 andassero alla Asl Roma E, 8 all’Università La Sapienza per un campus universitario, 4 alla Regione Lazio da trasformare in residenze studentesche, 1 al Comune di Roma e 4 al Municipio XIX. Nel 2009 per gli alloggi studenteschi sono stati stanziati dei fondi dal Ministero dell’Istruzione, per cofinanziare l’opera al 50% con la Regione Lazio, l’investimento totale per la riconversione di quei 4 padiglioni e’ di circa 4 milioni di euro. Diversi i problemi che fino ad ora hanno rallentato l’applicazione del protocollo: la Asl Rm E non ha ancora sgomberato alcuni dei padiglioni, non e’ stato definito quale struttura assegnare per la sede del Municipio XIX ed il mancato accordo con gli occupanti di un padiglione sulla sua gestione. “Con la decisione di non rispettare gli impegni presi ci troviamo di fronte ad un atto unilaterale del rettore Frati, che mette in discussione un disegno di sviluppo per quel quadrante della città” ha spiegato il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Esterino Montino. “Mi auguro che il rettore abbia annunciato di voler disdire l’impegno dell’università solo per sollecitare le istituzioni ad assumere delle decisioni - ha proseguito - la mancata presenza dell’ateneo creerebbe anche un problema finanziario”. Poi il capogruppo democratico alla Pisana ha aggiunto: “Se passasse la linea Frati ci sarebbe anche un problema finanziario per la Regione. La copertura totale del deficit nel 2008 - prosegue - era stata raggiunta anche segnando tra le voci degli introiti futuri i 25 milioni di euro che la Regione avrebbe incassato dalla Sapienza per l’acquisto dei padiglioni”. Il Pd di Roma e del Lazio invita quindi il sindaco Alemanno ed il presidente Polverini ad “assumere un’iniziativa politica” per riportare l’ateneo all’interno del progetto di riconversione dell’ ex nosocomio. Il deputato del Pd Roberto Morassut, assessore comunale all’Urbanistica quando venne siglato l’accordo sul Santa Maria della Pietà, segnala inoltre come “tutta la politica edilizia universitaria in questo momento e’ in fase di stallo”. Morassut sottolinea: “l’assenza di risposte della giunta comunale sul campus di Tor Vergata e sullo Sdo di Pietralata. Negli ultimi anni e’ stato investito molto nella mobilità dell’area attorno al Santa Maria dell’Pietà, quella di Pietralata ha già tutti i collegamenti necessari, trattandosi in tutti i casi di aree pubbliche non capiamo perché l’amministrazione Alemanno non stia dando seguito a questi progetti”. Per il lancio della mobilitazione del Pd erano presenti nella sede regionale del partito anche il coordinatore della federazione romana Marco Miccoli ed il senatore Riccardo Milana.

37 Commenti a “Parte il 24 Giugno dalla Festa del PD di Roma la petizione per il rispetto dell’accordo sull’utilizzo del S.Maria della Pietà”

 

Santa Maria della Pietà, il PD continua a voler prendere in giro i cittadini

Nei 5 anni di gestione della Regione e nei 15 di gestione del Comune, il PD non ha mai voluto ascoltare i cittadini. Oggi la Petizione Popolare è una presa in giro e un atto ipocrita.

L’Associazione Ex Lavanderia ricorda al Partito Democratico che furono soprattutto i rappresentanti di quel partito a non volere, nel 2004, la discussione della Delibera di Iniziativa Popolare presentata da 40 associazioni e firmata da 9.000 cittadini per l’uso culturale del S.Maria della Pietà. Allora violarono le regole e ignorarono le volontà della cittadinanza.
Che oggi proprio il PD lanci una Petizione Popolare è un atto ipocrita e paradossale volto a prendere in giro i cittadini.

Il PD ha la responsabilità primaria della cattiva gestione del Patrimonio del S.Maria della Pietà e del fallimento del progetto universitario.

In questi anni hanno continuato a millantare l’imminente “campus universitario” mentre sul S.Maria si realizzavano opere di tutt’altro segno.
Sono il Direttore della ASL Pietro Grasso e l’ex Assessore Montino, proprio del PD, ad avere la responsabilità non solo di non aver liberato i padiglioni destinati alla Sapienza, ma, addirittura di averli continuati a riempire di funzioni improprie anche dopo la firma del Protocollo di Intesa.

La gestione del S.Maria della Pietà: gestione privatistica e spreco di soldi pubblici

Il PD, nel ricordare i 4 milioni stanziati per la casa dello studente, rimuove che quei soldi servono a rifare ciò che la ASL, con la connivenza della Regione, ha illegalmente smantellato solo 8 anni fa.
Nel 2000, infatti, furono relizzati 5 ostelli della gioventù con i fondi del Giubileo. La ASL RME (gestione Storace) li smantellò in 2 anni, sottraendo gli arredi e violando le leggi che regolavano i finanziamenti.
La giunta di Centrosinistra, in 5 anni, non ha voluto occuparsi della questione e ha continuato a lasciare mano libera alla ASL RME nella gestione arbitraria del complesso.
A titolo di esempio. il Padiglione 28, la mensa, destinato all’Università, in questi anni è stato gestito da strutture private e, addirittura in queste settimane, sono in atto delle modifiche interne per ospitare una società srl che gestisce servizi per l’infanzia.

Se proprio il PD volesse fare una Petizione, la rivolgesse al “suo” Direttore della ASL perché liberi immediatamente i padiglioni che erano destinati all’Università ed alla casa dello studente. Sarebbe comunque questo il primo passo per verificare se l’Università ha davvero l’intenzione di utilizzare il S.Maria della Pietà o se come noi diciamo da anni, il “Campus” è stato un pretesto per fare tutt’altro.

L’Associazione Ex Lavanderia rilancia le sue proposte:

1 - rendere disponibili all’uso pubblico gli 8 padiglioni destinati all’università
2 - realizzare in quei padiglioni il Polo culturale ed artistico pubblico che cittadini ed associazioni hanno proposto per 15 anni
2 - ripristinare gli Ostelli della Gioventù, di cui questa città ha bisogno vitale, nei 5 padiglioni ristrutturati per questo nel 2000
3 - pedonalizzare il parco e attivare la navetta elettrica annunciata nel 2007 e mai realizzata
4 - salvaguardare formalmente le esperienze presenti al pad. 31 (Ex Lavanderia) e al pad. 41 (Coop. Passpartout)
5 - Spostare in strutture esterne, coerenti con la Legge 180, le strutture psichiatriche residenziali collocate al S.Maria della Pietà

 

Incredibile: Il PD fa una petizione popolare contro se stesso!

A prima vista la Petizione Popolare lanciata dal PD sul S.Maria della Pietà potrebbe anche sembrare una cosa seria.
Chiedono il rispetto del Protocollo di Intesa e la realizzazione dell’Università.

Ma l’operazione del PD altro non è che propaganda orientata ancora una volta a distrarre dalle proprie responsabilità e a distorcere la realtà, un’operazione demagogica come per anni è stato ogni annuncio sull’imminente trasferimento dell’università.

Come abbiamo ampiamente dimostrato se l’Università non comprerà gli 8 padiglioni previsti al S.Maria è per colpa proprio degli amministratori di quel partito che oggi lancia una petizione popolare.

Sarà anche vero che il Centrodestra, come dice il Pd, è “immobile”. Ma perché si dovrebbe muovere? L’ospedalizzazione dell’ex manicomio, che il centrosinistra criticava quando governava Storace, è l’unico “risultato” ottenuto dal PD. Il Centrodestra non avrebbe saputo fare di peggio.

Il Direttore della ASL che non ha liberato i padiglioni per renderli disponibili (e non ne dimostra alcuna intenzione futura) è stato nominato dalla Giunta di Centrosinistra ed è di area PD così come del PD era l’Assessore Regionale alla Sanità che ha permesso alla ASL di non rispettare il Protocollo di Intesa e di gestire “alla carlona” il comprensorio.

L’Università è stata la scusa proprio del PD (e del centrosinistra tutto) per combattere il progetto di polo culturale richiesto da cittadini ed associazioni.
Nel Santa Maria della Pietà hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato campus.

Come non farsi tornare alla mente, immaginando alacri militanti del PD raccogliere firme, la Delibera di iniziativa popolare che di firme ne raccolse 9000 (con tanto di autentica) e che proprio il PD, per primo, non volle discutere nel 2004 infischiandosene dello Statuto del Comune, delle regole democratiche e della partecipazione popolare.

Oggi, mentre il PD lancia la petizione, nessun atto viene compiuto dalla ASL RME per liberare i padiglioni promessi. Anzi, il Padiglione 28 (anch’esso destinato alla Sapienza dal Protocollo), è gestito da gruppi privati senza alcun titolo che vi stanno realizzando ristrutturazioni per aprire servizi all’infanzia gestiti da una società srl .

Ma il PD si guarda bene dal denunciare l’operato del “suo” Direttore della ASL e tantomeno dall’assumersi la responsabilità di ciò che accade al S.Maria della Pietà.

L’Associazione Ex Lavanderia continua ad affermare che il Protocollo di Intesa era sbagliato ma che, per di più, non è mai stato rispettato proprio da coloro che ne rivendicano demagogicamente l’applicazione.

Il PD che oggi rivendica il rispetto del Protocollo è stato il primo a violarne le norme sul percorso partecipativo, a ignorare le osservazioni delle associazioni, a permettere che il S.Maria della Pietà fosse “colonizzato” prima della firma prevista dell’accordo di programma.

IL SANTA MARIA DELLA PIETA’ HA BISOGNO DI ESSERE TUTELATO CON ATTI SERI E PROPOSTE CONCRETE.
LA PETIZIONE DEL PD NON E’ FRA QUESTI!

Oggi, prima che sia troppo tardi, è necessario pretendere che la ASL liberi gli 8 padiglioni ipotizzati per l’università ed i 5 ristrutturati ad ostello per verificare se la disponibilità della Sapienza è un fatto reale o, come abbiamo sempre sostenuto, un pretesto per favorire interessi privati e gestioni arbitrarie.

INVECE, IL PD, CONTINUA IMPERTERRITO AD USARE L’UNIVERSITA’ COME ALIBI.

Per noi è molto più serio pensare ad utilizzare ciò che è ancora disponibile per realizzare anche parzialmente il progetto di uso culturale pubblico con il ripristino degli Ostelli della Gioventù smantellati illegalmente nel 2003, la restituzione alla gestione pubblica e alla cooperazione integrata del padiglione 28, il museo della campagna romana, spazi teatrali e cinematografici, strutture di aggregazione per giovani, sviluppo della cooperazione integrata, luoghi di promozione dell’arte espressiva, un parco pedonale ed attrezzato, spazi di promozione dello sviluppo ecosostenibile, centri multiculturali e di cooperazione internazionale. Un primo obiettivo è ancora difendere e tutelare le esperienza del Padiglione 31 (Ex Lavanderia) e del Padiglione 41 (Coop. Passpartout), cioè quello che anche il PD ha promesso e, ovviamente, si è ben guardato dal realizzare quando ne aveva la possibilità.

Perché di tutto questo la periferia ha bisogno e per tutto questo si sono spesi migliaia di cittadini.

 

22 Giugno 2010 alle 11:21 da Barbara Tanurri:

Mi rendo conto di essere di parte perchè voto PD in maniera convinta, ma da cittadina del Municipio e da madre mi corre l’obbligo di precisare alcune cose. La ex lavanderia occupa abusivamente un padiglione del Santa Maria della Pietà da 5 anni. Non paga affitto, non ha mai partertecipato a bandi di assegnazione, vende i propri prodotti, qualcuno presumo ci guadagna anche per campare…pazienza roma è piena di queste situazioni. Forse oggi, alcuni della Lavanderia, sono preoccupati di accreditarsi con il nuovo potere di Alemanno e Polverini e questo è il motivo per il quale attaccano il PD: sostanzialmente aiutano chi governa oggi. Non si sente volare una mosca, nessuna critica, anzi ogni tanto ci scappa pure qualche elogio e servizi sul TG3 insieme al presidente Milioni (quello famoso del panino). A mio modesto avviso il PD è talmente generoso in questa battaglia che difendendo il protocollo di intesa difende anche loro. L’Università è la cosa piu importante nel progetto di riqualificazione del Santa Maria su questo non ci puove, se ci sono stati ritardi essi non cancellano la giustezza e la validità del progetto. Anche la Lavanderia dovrebbe capirlo e battersi per raggiungere questi obiettivi che tra l’altro aveva condiviso nel protocolo d’intesa. Il resto è propaganda e ricerca di visibilità e copertura.

 

Cara signora,

Più che di parte mi sembra male informata.

L’Associazione Ex Lavanderia non ha mai sostenuto il Protocollo di Intesa. Lo dimostrano tutti i comunicati, le dichiarazioni e il corteo fatto il 31 marzo del 2007.
Ciò che abbiamo contestato è la prevalenza di uso sanitario. Fino al 2005 il PD condivideva con noi questa posizione (vedi http://www.exlavanderia.it/protocollo.htm). Poi la giunta di Centrosinistra ha scelto di favorire il progetto che contestava quando a proporlo era Storace.

Per quanto riguarda la Ex Lavanderia.

Come madre e cittadina dovrebbe apprezzare di poter fare una festa di compleanno per i suoi figli o assistere ad uno spettacolo o far partecipare i suoi figli all’orchestra giovanile. Tanto più che queste attività sono a contributo libero e volontario, contributo che serve a mandare avanti lo spazio, non certo a “farci campare”.
Tanto per dire, a riarredare completamente un padiglione i cui arredi finanziati con i soldi del Giubileo sono stati fatti sparire prima del 2004.

E dovrebbe ringraziare chi, con attività volontaria, ha permesso che il padiglione 31 fosse utilizzato per i fini per cui era stato ristrutturato, a differenza degli Ostelli smantellati illegalmente.

Comunque, i rappresentanti del partito che lei vota convintamente non hanno disdegnato certo la Ex lavanderia fino all’aprile 2005 (data della vittoria di Marrazzo). In assemblee pubbliche vi sono entrati oltre a Marrazzo stesso: Laurelli, Lazzara, Morassut, Hermanin e tanti tanti altri.

Così, allora, i rappresentanti del PD hanno votato atti per la legalizzazione dela Ex Lavanderia al Comune ed alla Regione.

Se avessimo sostenuto o semplicemente taciuto sulle malefatte relative al S.Maria della Pietà, certamente oggi saremmo legalizzati e finanziati.
Ma non siamo fatti così.

A proposito della vendita dei prodotti: La caffetteria Tatawelo promuove il commercio equosolidale. Può informarsi su quali siano costi e ricavi dei prodotti di tale commercio.

In merito all’”occupazione abusiva”

Le chiedo cortesemente se lei è a conoscenza di alcune cose:

1- Lo sa che il Padiglione 28 (bar e mensa) è “occupato abusivamente” come attesta una Delibera Regionale e che da anni è gestito da società private, che non pagano affitto, hanno subaffittato gli spazi ad una palestra di arti marziali e in questi giorni lo stanno ristrutturando per ospitarvi una srl che gestisce servizi all’infanzia privati.(vedi http://www.fabbricadeisogni.org). Lo sa che questo era un padiglione destinato alla Sapienza? Considerato che il Direttore della ASL è di area PD, cosa le dice la sua coscienza di madre e cittadina?

2- Lo sa che in 3 strutture del S.Maria della Pietà sono stati reimmesse strutture residenziali psichiatriche in aperto contrasto con la Legge 180? L’ha fatto Storace con sdegno del Centrosinistra. Il quale poi si è ben guardato di rimettere in discussione questa scelta anche perché a farla fu anche il Dir. Del DSM, anche lui di area PD. Lo sa che una di queste è nei padiglioni ristrutturati ad ostello e destinati (a parole) a casa dello studente?

3- Lo sa che il PD, per accreditare le sue scelte, nel giugno 2007, annunciò l’arrivo della navetta elettrica. Lo sa che la navetta elettrica non si è mai realizzata e che invece il parco è stato aperto indiscriminatamente all’accesso di automobili? Se lei come madre e cittadina volesse passeggiare nel parco non di domenica avrebbe problemi seri.

4- Lo sa che il Direttore della ASL, mentre permetteva l’uso illegittimo del Pad. 28 e favoriva il cambio di destinazione dei padiglioni dell’Ostello, ha speso migliaia di euro per pagare avvocati (di Bologna - sic) per perseguire l’Associazione Ex Lavanderia in 2 processi che sono finiti con l’assoluzione?

A proposito di regole:

Lo sa che nel 2003 furono presentate al Comune di Roma 9.000 firme per una Delibera di Iniziativa Popolare e che il PD fece di tutto per non discuterla violando lo Statuto Comunale e le regole partecipative? Nel frattempo Storace smantellava le realizzazioni del Giubileo.

Lo sa che dopo una lunga trattativa fu redatta una bozza di Protocollo di Intesa da Morassut che noi pubblicizzammo in un’Assemblea pubblica (ottobre 2006) e che prevedeva Università, polo culturale, ostelli e limitazione della presenza sanitaria? E lo sa che quella bozza fu poi modificata di nascosto eliminando il polo culturale ed inserendo la prevalenza di destinazioni sanitarie?

Lo sa che in campagna elettorale Marrazzo disse: “La destra o vuole vendere o vuole stabilirci uffici e strutture sanitarie. Il centrosinistra vuole costruire un polo civico multifunzionale con biblioteche, museo, ostello e molto altro ” e che quindi la Giunta di Centrosinistra ha fatto ciò che voleva fare la destra? (a proposito queste parole le disse all’interno della Ex Lavanderia davanti a 200 persone e sono state pubblicate sul sito del Comitato Marrazzo)

Lo sa che Lazzara scrisse nel suo programma elettorale: “la componente sanitaria del progetto di riuso deve essere assolutamente marginale. Le strutture psichiatriche, comunque devono essere spostate dal S.Maria della Pietà, così come quelle destinate alla malattia cronica o alla sanità residenziale, e va interrotta la prassi di aggiramento delle leggi attraverso la categorizzazione “non psichiatrica” di pazienti anche quando si tratta di ex degenti” e che poi ha firmato un Protocollo che affida il 60% alla sanità e permette tutte le realizzazioni che nel programma tassativamente non voleva?

Lo sa che il Protocollo di Intesa prevedeva un percorso partecipativo che non è mai stato realizzato?

Lo sa che associazioni come psichiatria democratica, ARESAM, Legambiente ed Italia nostra hanno presentato osservazioni al Protocollo a cui nessuno ha mai risposto?

Lo sa che il Protocollo prevedeva che l’utilizzo dei padiglioni fosse avviato dopo la firma di un accordo di programma e che, invece, la ASL ha avuto mano libera senza che l’accordo fosse mai siglato?

Lo sa che in un’assemblea a dicembre del 2007 il protocollo fu presentato al padiglione 26 da Lazzara, Morassut, Pomponi e Battaglia, che i 200 cittadini presenti lo contestarono e che nonostante questo le istituzioni andarono avanti come treni?

Lo sa che Montino ha presentato una memoria di Giunta nel 2009 per la legalizzazione dei Padiglioni 31 (Ex Lavanderia) e 41 ( Coop. Passpartout) e che poi questa memoria è rimasta lettera morta?

E soprattutto, lo sa che tutto questo è avvenuto spacciando per anni come imminente un polo universitario che non si è mai neanche iniziatoi a realizzare?

Per tutto questo diciamo e ribadiamo che la Petizione è una burla di chi dei cittadini e dei loro bisogni (almeno sul S.Maria della Pietà) se ne è sempre infischiato altamente.

Vede signora, lei può votare convintamente chi vuole ma non può accusarci di fare propaganda.

Le nostre ragioni di sempre, la battaglia per un destino migliore del S.Maria, per il rispetto della sua storia, per un uso pubblico di un bene comune prezioso, sono attestati da ogni nostra dichiarazione e dal fatto che, a differenza di altri, ogni nostra polemica è argomentata e parla di fatti, documenti e atti. Poco giornalistica, forse, ma almeno non mistifichiamo la realtà.

La nostra cultura ed il nostro orientamento sono evidenti per le cose che facciamo, per le 1200 firme raccolte per l’acqua pubblica, per le iniziative di solidarietà, per le battaglie urbanistiche ed ambientali che abbiamo fatto e facciamo, per la disponibilità disinteressata con cui rendiamo disponibile a tutti il Padiglione 31 (è libera di non crederlo ma lo sanno centinaia di cittadini che lo frequentano).
Ma la nostra cultura è e resta legata al giudizio sulle azioni e non all’appartenenza a questo o a quello schieramento. Contestammo Storace per gli stessi identici motivi abbiamo contestato Marrazzo e la sua Giunta.

Lei non troverà mai una nostra dichiarazione che ne smentisce una precedente

Non credo che la politica faccia grandi passi avanti se si pensa che una cosa è sbagliata perché la fa il Centrodestra e diventa miracolosamente giusta se la fa il PD.

Ne tantomeno, mi scusi la polemica indiretta, se dei “cittadini che tutelano l’uso legittimo di uno spazio pubblico” diventano magicamente “occupanti abusivi” quando non fanno più comodo e non dicono “sissignore”.

Non è d’accordo?

Massimiliano Taggi (Associazione ex Lavanderia)

 

22 Giugno 2010 alle 18:05 da Barbara Tanurri:

Francamente signor Taggi mi inoltra di dettagli e fatti, senza che io possa avere la possibilità di confutarli. Mi limito a dire che mi convince profondamente l’idea del Protocollo del 2007 e penso che per tutta Roma Nord l’Università dentro il Santa Maria della Pietà sia un valore aggiunto. E’un fatto che il Rettore Frati receda dall’accordo è un fatto che nessuno della vostra Associazione si sdegni per questo.

 

Vede signora,

E’ proprio l’informazione che il suo partito ha volutamente nascosto (non solo il PD, per la verità), ad aver fatto del S.Maria della Pietà uno spezzatino di funzioni a prevalenza sanitaria contrario a quanto richiesto da migliaia di cittadini e decine di associazioni e contrario a tutti i programmi elettorali del centrosinistra.

Tuttavia la invito a chiedere ai suoi rappresentanti se le cose che affermo e che la mia associazione afferma da anni sono vere oppure no. Visto che parlo di atti e dichiarazioni di rappresentanti di un grande partito politico, se dico il falso sono passibile di denuncia e non creda che se questa denuncia non arriva è per “bontà d’animo”.

Noi non ci indignamo della decisione di Frati perché la decisione di Frati era prevista e prevedibile (noi l’abbiamo detto anni fa).

Invece, perché lei non si indigna con il suo partito che ha determinato la rinuncia della Sapienza non liberando i padiglioni ed anzi spalleggiando il “proprio” Direttore della ASL nella gestione arbitraria del Comprensorio?

Vede signora, la democrazia non è solo la pratica dell’esprimere opinioni. E’ anche il diritto-dovere di conoscere le cose di cui si parla e di esprimere i propri pareri non per semplificazioni od appartenenze ma perché frutto di consapevolezza e di spirito di giustizia.

Io le ripeto che il Protocollo di Intesa è l’opposto di quello che ha sostenuto il Centrosinistra fino al 2005.

Che il rientro di pazienti psichiatrici nell’ex manicomio è un’offesa alla Legge Basaglia e alla storia del Manicomio.

Che chi ha gestito questa vicenda, PD per primo, ha violato tutte le regole scritte della partecipazione e morali della democrazia.

Se ha elementi per contraddirci lo faccia, altrimenti si faccia convincere. Non c’è nulla di male in questo.

Massimiliano Taggi

 

28 Giugno 2010 alle 14:43 da nicola nanni:

Penso che sarebbe molto utile - e direi addirittura doveroso - che qualche autorevole dirigente regionale del PD replichi alle argomentazioni della associazione ex Lavanderia. Io sono interessato a capire. Nel silenzio del partito, sono portato a pensare che le critiche siano fondate. Un saluto, Nicola

 

28 Giugno 2010 alle 15:32 da Redazione web:

Il fatto che il S.Maria della Pietà sia uno “spezzatino” di funzioni è una visione di parte di chi ha interesse a che si mantenga lo status quo. Il non indignarsi per la decisione di Frati è figlio di questo stato di cose. Il punto non è avere la “palla di vetro” e prevedere un fatto, ma battersi per evitarlo. E’ meglio uno spazio dove ci sono Università, Campus e ASL o uno spazio dove sorgeranno cubature o un Centro Commerciale (con dentro un angoletto “liberato”)? La domanda è questa, la risposta è la petizione lanciata dal PD.

 

28 Giugno 2010 alle 22:49 da marco polacco:

per correttezza premetto che le mie osservazioni sono fortemente di parte in quanto membro dell’associazione ex-lavanderia e in quanto considero il PD nient’altro che un PdL dal volto umano, tuttavia:

non so cosa si intenda per “spezzatino di funzioni”, ma è un dato di fatto che buona parte dei padiglioni attivi nel s.maria della pietà siano occupati da uffici della ASL, in barba all’intesa che ne prevedeva la liberazione entro il 2007,e per questo motivo (parole del rettore frati)non hanno potuto essere presi dalla sapienza.

è un dato di fatto che dopo diversi anni di amministrazione di
centro-(sinistra?) di comune e regione questi problemi non sono stati risolti. strano che il PD si svegli solo ora che è all’opposizione.

il non indignarsi di fronte a decisioni sbagliate non credo dipenda dall’interesse uno status quo. e quale d’altronde?in un associazione in cui ogni attività ( dal teatro alla sala prove alla ciclofficina ecc) è condotta da volontari, è evidente che l’unico interesse è quello di mantenere l’esistenza di un polo (l’unico, se si escludono le sedi di organizzazioni neofasciste)socio-culturale nel quartiere.

ora qualcuno,dopo non aver mosso un dito per impedirla,si nasconde dietro la minaccia cementificazione, anzi la cavalca, a mio modo di vedere(sbaglierò?) per calcolo politico; e non contento accusa di non indignarsi chi da anni denuncia questa situazione a dir poco ambigua.

dopo quanto accaduto negli ultimi anni -la violazione delle regole democratiche e l’affossamento dei percorsi partecipativi- con quale credibilità il PD si rivolge alla Cittadinanza?

 

Il fatto che sia uno spezzatino di funzioni è una constatazione visibile a chiunque guardi la mappa contenuta nel Protocollo di Intesa o passi al S.Maria della Pietà.

Ad oggi non sono previste cubature aggiuntive nella Centralità urbana del S.Maria della Pietà. Ciò è dovuto ad una battaglia durissima fatta dalle associazioni a partire dall’appello pubblicato sul mensile “Diciannovesima” (promosso da persone che oggi sono fra gli animatori dell’esperienza dell’Ass. Ex Lavanderia) a settembre 2002.
L’allora partito dei D.S. si batté fieramente per far passare la proposta del PRG che prevedeva 188.000 mq di cubatura (dal S.Maria al Piano di zona Torresina). Fino alle 2 di notte del 27 marzo 2003, i consiglieri comunali del Partito dei DS si impegnarono per l’edificazione di almeno 50.000 mq.
Poi, una trattativa complessa che riguardava anche altre aree della città e la presenza agguerrita delle associazioni ambientaliste e territoriali, ottenne, in extremis la cancellazione della cubatura.
Tuttavia, negli anni che seguirono, vi furono vari tentativi di riaprire la vicenda dell’edificazione esterna da parte dell’amministrazione comunale e Regionale.
Ricordiamo, in particolare, il progetto della Sapienza del 2005 che, di nuovo, proponeva edificazioni esterne e che fu “ovviamente” accolto con entusiasmo dagli allora rappresentanti del PD.

Quindi che ora il PD usi la battaglia “nostra” contro l’espansione edilizia selvaggia è surreale.

Per quanto riguarda l’Università, noi non abbiamo alcuna “palla di vetro”. Abbiamo però conoscenza di ciò che è accaduto e accade.
Il progetto “Campus” era nei fatti un’”arlecchinata”. La Sapienza dice nel 2007 (dalla relazione contenuta nella cartellina di presentazione del Protocollo di Intesa): “La Sapienza intende allocare al S.Maria funzioni “pregiate” quali ad esempio: Corso di Laurea in Disegno Industriale, una sezione del Dipartimento di “Biologia Vegetale”, Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, Corso di Laurea specialistica in Pedagogia, Summer School, corsi di specializzazione…”
Questa roba, in 8 padiglioni (16.000 mq) non è una cosa seria ed è sembrato più un modo per la Sapienza di sventolare ipotesi risolutive davanti al naso di tutti quei Presidi con problemi di spazio. Solo la facoltà di Scienze della Formazione ha ca 1600 studenti che, secondo gli standard di legge sarebbero sufficienti all’utilizzo dell’intera superficie prevista. (cosa che proponemmo ovviamente inascoltati)
Parlare di “Campus”, poi, era assolutamente improprio. Chiunque conosce le norme che regolano l’attribuzione degli alloggi agli studenti sa bene che questa viene fatta in base a criteri quali il reddito e che, quindi, prescindono dal luogo di studio.
Tanto è vero che negli ultimi tempi l’Adisu sta realizzando case degli studenti in vari luoghi della città totalmente indipendenti dalle facoltà.
Ma mentre le case dello studente sono in via di realizzazione in varie parti di Roma, di Ostelli, nella capitale turistica d’Europa, ce n’è uno solo per di più sotto sfratto.
Al S.Maria della Pietà c’erano 400 posti realizzati e una mensa. Tutto smantellato, arredi sottratti e violazione delle leggi sui finanziamenti, mensa privatizzata. Opera della ASL RME, silenzio del PD.

Ma al di là della scarsa serietà dell’ipotesi Sapienza, ricordiamo che l’Associazione Ex Lavanderia ed altre associazioni, in un’Assemblea pubblica, nel novembre 2006, accettarono la proposta universitaria nel quadro di un progetto più complessivo che limitasse la presenza sanitaria (come indicato anche dai programmi elettorali del PD), impedisse il ritorno dei pazienti psichiatrici (idem) e garantisse una porzione significativa alla realizzazione dei progetti di uso culturale e sociali presentati negli anni dalle associazioni.

Tanto è vero che chi ha la pazienza di leggere il Protocollo, vi troverà questi riferimenti (parte significativa di uso culturale, inclusione delle realtà associative nella progettazione, realizzazione di ostelli etc…). Peccato che, creando un testo “schizzofrenico”, nella parte in cui si attribuiscono gli spazi, non ve ne sono né per la parte culturale significativa (che si riduce ad 1 padiglione), né per gli Ostelli (0 padiglioni), mentre si sancisce l’assoluta prevalenza di strutture della ASL (18/35).

Oggi, passati anni, e contando sulla perdita della memoria pubblica, il PD rivendica le funzioni sanitarie (buffo pensare che il S.Maria sia l’unico luogo della Regione in cui la presenza di strutture sanitarie è aumentata esponenzialmente).
Riproponiamo e riproporremo all’infinito le dichiarazioni di Marrazzo rese davanti a 200 persone all’interno della “ex Lavanderia occupata”: “La destra o vuole vendere o vuole stabilirci uffici e strutture sanitarie. Il centrosinistra vuole costruire un polo civico multifunzionale con biblioteche, museo, ostello e molto altro “.

Nel 2007, nel propagandare il Protocollo di Intesa, gli amministratori del PD (e con una conversione improvvisa di 360 gradi, dell’allora PRC, oggi Sinistra e Libertà) si guardarono bene dal rivendicare la prevalenza sanitaria. Nelle loro dichiarazioni, università, cultura, giovani etc etc.

Ancora oggi i giornali usano una “sinèddoche” al contrario cioè indicano il tutto per una parte, ad esempio: “L’Università non compra il S.Maria della Pietà”.
L’Università, quindi, qualifica un progetto squalificato, lo rende digeribile. Poi poco conta se l’Università non c’è.

Infatti nessun atto della ASL (Direttore Pietro Grasso nominato da Marrazzo in quota PD), della Regione e del Comune, tutti governati dal PD, ha favorito la collocazione universitaria. Anzi, l’opposto.
Ripetiamo che la ASL ha “occupato” i padiglioni destinati alla Sapienza prima e dopo il Protocollo di Intesa nel silenzio e nella complicità degli amministratori regionali.

Questo è un altro elemento costitutivo della nostra “palla di vetro”

Ma non basta.
Chiunque conosca le intenzioni di decentramento della Sapienza e la logica edilizia che ne discende, sa che la direttrice “nord” non è mai stata tra gli obiettivi del CdA universitario.

Altro che palla di vetro… basta andare a leggere le deliberazioni del Cda nel lontano marzo 2003 o nel più recente ottobre 2009.
La Sapienza è stata tirata a forza nell’accettare il Protocollo di Intesa ma, chi ce l’ha tirata, ha fatto di tutto per permettere alla stessa di tirarsi indietro.

Ma, si chiederà chi legge le nostre affermazioni: perché tutto questo?
Noi abbiamo già dato la nostra interpretazione.

La proposta di università tra il 1998 e il 2005 era il pretesto per aprire la strada all’edificazione esterna. Tutti i progetti presentati, infatti, prevedevano questa espansione e l’allora DS era il paladino della cubatura esterna.

Dal 2005 in poi, lo specchietto per le allodole “Sapienza” è stato utilizzato per ricacciare indietro le proposte delle associazioni e permettere ai poteri sanitari di fare bello e cattivo tempo sul S.Maria della Pietà (più che interpretazione questa è semplice osservazione)
La non discussione della Delibera di Iniziativa Popolare, infatti, oltre che un atto espressione di una cultura strumentale e refrattaria alla partecipazione democratica, è stata, nei fatti, la scelta di non tener conto del movimento associativo senza però assumersene la responsabilità (ad esempio discutendo la Delibera e votando contro).

Ma l’atto più ipocrita (ci si può offendere per la parola ma non ne troviamo altre) è stata la proposta di Legge Regionale presentata nel 2004 dall’intero Centrosinistra. La proposta di Legge (è sul nostro sito) presentata nel novembre 2004 da tutti i capigruppo all’interno della “Ex Lavanderia occupata” proponeva né più né meno ciò che proponeva la Delibera di Iniziativa Popolare. Quando vinse Marrazzo noi chiedemmo che venisse discussa in Consiglio Regionale. La risposta fu esplicita: “sono cambiate le cose e quella Legge non è più all’ordine del giorno”.

Allora, in questo “nuovo scenario” in cui il Centrosinistra governava “tutto”, sostenere pubblicamente che tutti gli impegni, gli accordi ed i programmi erano diventati carta straccia non era possibile.

L’Università diventava allora il “fiore all’occhiello (di plastica) per motivare le proprie scelte all’opinione pubblica.

Infine, l’operazione “Università” è stata un modo per coprire con soldi “virtuali” il buco di bilancio della sanità regionale.

Allora niente palla di vetro. E’ dal 2007 che sfidiamo i teorizzatori dell’”università di eccellenza” (come suona bene…). E gli chiediamo: Avete fatto del S.Maria della Pietà quello che avete voluto senza ascoltare niente e nessuno, e allora: dov’è l’università?? Quando arriva?? Avete detto e scritto sui documenti ufficiali e sui giornali che l’Università sarebbe approdata entro la fine del 2007. Chi o cosa ve lo ha impedito? E se qualcuno o qualcosa ve lo ha impedito, perché non l’avete denunciato? Perché non vi siete indignati?
Certo non siamo stati noi visto che avete sottratto ogni scelta sul S.Maria della Pietà alle regole partecipative ed al confronto con chicchessia.

Ma passiamo all’oggi: mentre il PD raccoglie firme della serie “basta con tutti questi terremoti”, nel padiglione 28 (destinato all’università) si realizzano attività private e addirittura si espandono. (Guardate il sito http://www.fabbricadeisogni.org). Su questo il PD non si pronuncia (aspettiamo fiduciosi che lo faccia), non fa interrogazioni, comunicati stampa, dichiarazioni. Come mai??
Invece il commento redazionale allude ad ipotetici supermercati. Progetti di supermercati, ad oggi, non ve ne sono mentre è in atto da anni la privatizzazione del padiglione 28 ristrutturato con i soldi pubblici. Perché non parlare delle cose reali invece che di quelle immaginifiche?

E poi da quando in qua i supermercati non piacciono al PD che ne ha voluto realizzare uno addirittura sopra una strada romana (Quartaccio)? O che per farne 7 al Tiburtino ha distrutto un bene culturale prezioso come l’Ex Gerini?

Perché il principale responsabile di non aver liberato gli spazi per l’università (cioè il Direttore della ASL) non è neanche citato dal PD?

Perché, invece, come nel servizio su Roma UNO e nell’ambiguità voluta dei comunicati, il PD cerca di sviare sulla falsa pista della Ex Lavanderia? (l’uso del termine abusivi da parte di Montino è colpevolmente voluto).

Approfitto per ricordare che le “occupazioni selvagge”(Milana PD - sic), riguardano un padiglione, il 31, che da sempre è destinato ad attività culturali (anche nel Protocollo) e che, fino all’ultimo secondo della precedente legislatura, Montino (e Nieri) si sperticavano a difendere (a parole, ovviamente guardandosi bene dal fare atti in tal senso).
E ciò vale anche per la cooperativa integrata nel padiglione 41.

E’ chiaro che siamo svantaggiati. Noi non possiamo dire banalità buone per la televisione. Dobbiamo spiegare e raccontare, passo passo, la storia istituzionale del S.Maria della Pietà.

Oggi continuiamo a ripetere che la priorità è liberare i padiglioni da parte della ASL. Subito!!
L’argomentazione per cui la ASL deve avere dei soldi per spostare le strutture è paradossale.
Quando nel 2003 la ASL ha smantellato gli Ostelli ha violato una Legge Regionale che prevedeva la restituzione dei finanziamenti ricevuti in caso di cambio di destinazione.
La ASL non solo non ha ridato i soldi indietro ma ha anche risparmiato cifre notevoli spostando proprie strutture all’interno del S.Maria della Pietà. Nel contempo, l’operato illecito della ASL ha sperperato un patrimonio potenziale di 6 milioni di euro. (vedi http://www.exlavanderia.it/DICIANNOVESIMA/PG2.PDF). Ed è per questo che la Delibera regionale del 2009 che, addirittura, girava 16 milioni di euro direttamente nelle casse della ASL RME è uno scandalo che grida vendetta.

Liberando i padiglioni, subito, si vedrà se, come diciamo noi, se a Sapienza non ha nessuna intenzione di venire al S.Maria. Se questa fosse la battaglia del PD e noi ci sbagliassimo, i cittadini che ritengono l’università la cosa più bella che ci sia sarebbero soddisfatti. Certo un’Università piccola dentro un ospedale grande con un Municipio 3 foglie di prezzemolo e due spicchi d’aglio ma tant’è.

Ma se si liberassero i padiglioni ed avessimo ragione noi, non è un dramma. C’è un progetto presentato dalle associazioni nel lontano 1997 che riguardava tutto il comprensorio (http://www.diciannovesima.net/SMP/progetto96.htm. (pensate che era firmato anche dall’allora PDS). Una parte di quel progetto può riguardare gli 8 padiglioni di cui si parla.
Se accanto a questo si tutelano le esperienze del Padiglione 31 e del Padiglione 41, se si ripristinano gli ostelli della Gioventù smantellati illegalmente, se si trasferiscono nel territorio le strutture psichiatriche indebitamente riportate nell’ex manicomio e magari si comincia a rispettare la legge che dirotta le risorse economiche tratte dall’ex manicomio verso i progetti di salute mentale, se si fa la navetta elettrica e si restituisce il parco alle famiglie, se si riconsegna alla gestione pubblica il Padiglione 28, magari riproponendo la gestione attraverso le cooperative integrate scacciate a pedate nel 2003, se si individua la sede adatta per il Municipio, se si fa tutto questo si potrebbe dire che si sono limitati i danni di una gestione disastrosa di questa vicenda.

Perché il S.Maria è una centralità urbana. Dovrebbe essere il centro storico del Municipio XIX e nel Centro Storico c’è il museo, le strutture di accoglienza per il turismo, il teatro, il cinema, i percorsi pedonali e ciclabili, gli spazi per i bambini e per le famiglie, i luoghi di aggregazione giovanili.

Fa proprio schifo questa idea? Non è abbastanza “di eccellenza”?
O forse qualcuno pensa che Monte Mario non merita ciò che meritano gli ex mercati generali o Testaccio?
Noi, quindi, facciamo (da sempre) e faremo questa battaglia e ci indigniamo per come è stato ed è gestito un patrimonio prezioso come il S.Maria della Pietà.

Al redattore che accusa noi di volere il mantenimento dello status quo ricordiamo ancora una volta che questo status l’avete voluto e realizzato voi. Il resto è propaganda.

Massimiliano Taggi
Associazione Ex Lavanderia

 

30 Giugno 2010 alle 10:45 da Barbara Tanurri:

Intanto grazie a tutti, una volta tanto si dibatte sul serio, altro che “no il dibattito no”.
@nicola hai ragione forse qualche esponente “di punta” dovrebbe confutare nel dettaglio i dati
@marco, è vero il PD ha un serio problema di credibilità, se lo fosse l’alternativa a Berlusconi sarebbe pronta invece è appena in cammino, il fatto però che si metta a disposizione uno spazio “istituzionale” senza censure mi sembra un bel segnale
@massimiliano, mi dispiace ma la vostra posizione non mi convince
@Redazione indi per cui condivido la vostra posizione. Tutti a firmare la petizione

 

30 Giugno 2010 alle 17:07 da renato rizzo:

Credo che questo confronto doveva avvenire prima,e’ finito il tempo in cui il ‘grande partito’senza creare un raccordo con le altre forza politiche e le associazioni-sia a livello locale che nazionale- si fa’ la sua campagna.
Serve l’unita’ e da anni la questione del Santa Maria ha diviso il centro sinistra.
Sarebbe stato meglio se si fosse fatta una assemblea unitaria,che forse avrebbe trovato dei nodi comuni.Per cui una critica nel metodo.
Nel merito ,si poteva fare una battaglia in comune,per costringere il comune di Roma a discutere la proposta di iniziativa popolare sul Santa Maria della Pieta’su cui sono state racolte 9000 firme di cittadini del municipio,che chiedeva che l’ex manicomio rimanesse pubblico e destinato ad uso sociale e culturale (che sarebbe bene che venisse pubblicato per correttezza da questo sito)
Inoltre la petizione proposta dal PD non mi convince perche’ se l’universita’ ha detto no,perche’ inseguirla?
E come imporre ad una entita’ autonoma una scelta non conveniente da un punto di vista finanziario,stante che non puo’ speculare sugli otto padiglioni dell’ex comprensorio?
Conviene rifare il punto unitario,cercando ognuno di fare un passo indietro,
per unire la sinistra,i movimenti dei cittadini,e battere un centro destra fortissimo che si rafforza di fronte alle nostre divisione e sbagli politici.
Renato Rizzo segretario del circolo del PRC e operatore psichiatrico.

 

@Barbara, ok, ma cosa non ti convince?
@Renato, come sai noi abbiamo cercato la trattativa in tutte le forme per salvare il S.Maria della Pietà. Ripeto che abbiamo pubblicamente accettato, a suo tempo, l’ipotesi universitaria (che pure non ci convinceva) purché il S.Maria non diventasse un nuovo concentrato di psichiatria, malattia e disagio e fosse gestito in forme pubbliche e trasparenti.. Quando, dopo il Protocollo di Intesa ha sancito la nostra sconfitta e la vittoria del progetto Storace-Marrazzo abbiamo insistito perché almeno si operasse per la collocazione dell’Università. Oggi, di fronte allo svelamento pubblico della “bufala universitaria” quale passo indietro ulteriore potremmo fare?
Non abbiamo potuto decidere nulla. E’ chi ha deciso (sbagliando e producendo danni) che semmai deve fare passi indietro.

Reinvito il PD e chi sostiene la petizione a dire qualcosa sullo scandalo del Padiglione 28 e ad esprimere un giudizio sull’operato del Direttore della ASL RME.

Perché nessuno riuscirà a convincerci della bontà di una petizione che non si rivolga prima di tutto ai responsabili materiali del fallimento dell’ipotesi universitaria.

Infine, reinvito tutti a confrontare i nostri dati con ciò che emerge dalle dichiarazioni degli esponenti del PD, in particolare Montino.
Se i dati di partenza sono falsati, quale è la credibilità del soggetto che lancia la petizione?

@sempre per Renato, inevitabilmente la nostra controparte istituzionale è ad oggi rappresentata dalle maggioranze di centrodestra con cui ci comporteremo esattamente come abbiamo fatto con quelle di centrosinistra, criticando gli atti che riteniamo sbagliati e cercando accordi (pubblici) su atti positivi. Tuttavia la confusione informativa prodotta dal PD, rende semmai più difficile condurre questa battaglia.

Dopo 10 anni di annunci sull’università che hanno prodotto ben altro, il PD, non pretendendo certo che riconosca i propri errori (non è nella sua natura), almeno potrebbe smettere di occuparsene. Aiuterebbe tutti e soprattutto il S.Maria della Pietà.

Per ulteriore conoscenza:

aprile 2002 La Repubblica

Dunque, ed è questa l’ equazione dell’ assessore all’ Urbanistica Roberto Morassut, è ora di recuperare quell’ immenso polmone verde, facendo utilizzare alcuni padiglioni all’ università La Sapienza, e altri come servizi di quartiere da anni chiesti dal locale municipio, dal centro anziani, alle ludoteche, a centri sociali, ma anche come nuova sede della circoscrizione e della Asl. E parte della struttura, sempre secondo Morassut, potrebbe anche continuare ad ospitare l’ ostello che fu aperto dall’ amministrazione Rutelli per il Giubileo, in nove padiglioni ristrutturati con la legge per il Duemila. Parco tutto aperto al pubblico e, insieme, anche l’ attuazione di un protocollo d’ intesa siglato due anni fa (e già finanziato) tra il Ministero della Ricerca scientifica e La Sapienza per il progressivo decongestionamento della prima università romana. “La struttura del Santa Maria della Pietà”

giugno 2003 La Repubblica: arriva subito e ci mettiamo Sociologia…

“L’ università arriva al Santa Maria della Pietà. Un campus universitario sorgerà tra i padiglioni dell’ ex ospedale psichiatrico del Trionfale dove sono pronti dal Giubileo quattrocento posti letto, un ristorante mensa per mille pasti al giorno, sale per convegni, un teatro-cinema con 120 poltrone e perfino un laghetto con ninfee e giochi d’ acqua. Sarà destinato agli ottomila studenti di Sociologia…”
(nel frattempo Storace smantellava gli Ostelli e vi collocava anche strutture Psichiatriche in accordo con il Direttore DSM G. Palma di area PD ipotecando l’annunciata casa dello studente, dal Padiglione 28 vengono cacciate le Cooperative integrate e consegnato lo spazio alla fantomatica “Cooperativa S.Spirito)

Gennaio 2006 – La Repubblica (i metri quadri sono 30.000)

Nei vecchi padiglioni di Santa Maria della Pietà, l’ università intende acquisire 30 mila metri quadrati per ricavarne spazi didattici.

Ottobre 2006 – La Repubblica

“Poi, nei padiglioni, dove un tempo erano reclusi i malati di mente, troveranno spazio le scuole di specializzazione della Sapienza, residenze per studenti, ma anche uffici del XIX Municipio e centri culturali animati da associazioni, a partire da quella “Lavanderia” che prese il nome dall’ edificio che aveva occupato”

(Dichiarazioni di Morassut – nessun cenno in tutto l’articolo a strutture sanitarie. Intanto si preparava il Protocollo che assegnava – con carta bianca – 18 padiglioni su 35 alla ASL RME)

Dicembre 2006 – La Repubblica

(già tutto pronto)
«Le progettazioni, che sono state già avviate, dovranno essere concluse entro settembre», annuncia Guarini, «e diventeranno cantieri per la fine del 2007». Quali aree interesseranno queste progettazioni? «Quelle dei padiglioni del Santa Maria della Pietà»

(Archeologia??)
Nei vecchi padiglioni del Santa Maria della Pietà saranno sistemati, su 16 mila metri quadrati, i corsi di laurea in Disegno industriale, Archeologia, Scienze dell’ Educazione e della Formazione, le scuole post laurea, laboratori di ricerca (di Biologia vegetale e altri)

Marzo 2007 – La Repubblica (Vengono stanziati 2.400.000 € per rifare ciò che la ASL ha smantellato e per riacquistare gli arredi sottratti)

Nell’ opera di riqualificazione del vecchio Santa Maria della Pietà», continua Morassut, «l’ ipotesi di riutilizzare buona parte delle strutture ricettive realizzate per il Giubileo del 2000 come edilizia residenziale universitaria, potrebbe contare su altri 240 posti letto: si tratta di un progetto di restauro conservativo da attuare in collaborazione con l’ assessorato alla Formazione della Regione Lazio, utilizzando i finanziamenti della legge numero 338 del 2000»

(ad Aprile 2007 la ASL trasferisce la farmacia dal Padiglione 24 ad essa attribuito al padiglione 13 previsto per le Residenze)

marzo 2007 La Repubblica (un pezzo di Lettere???)

nei padiglioni del Santa Maria della Pietà, con il contributo del 50% previsto dalla legge 338 del 2000. Nello stesso campus sarà trasferito il corso di laurea in Disegno industriale, la “Summer school” e un pezzo della facoltà di Lettere.

Ottobre 2007 – La Repubblica (ma non era tutto a posto?)

“Contratti firmati e incarichi partiti per cinque dei sei progetti. Quello per la riconversione di parte del complesso del Santa Maria della Pietà resta al palo: la Asl RmE non ha ancora individuato i padiglioni da trasferire all’ ateneo. Intanto, però, il Cda della Sapienza, è il 27 luglio scorso, delibera di stanziare sui 12 milioni per l’ acquisizione e il recupero dei fabbricati.”

9 aprile 2009 – La Repubblica (entro 9 mesi tutti liberi. Gennaio 2010 neanche 1 libero)

La Sapienza acquista, con venticinque milioni di euro, otto padiglioni dell’ ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà (16 mila metri quadrati) e per ristrutturarli ha già impegnato 12 milioni. In cambio la Regione dovrà far liberare dalla Asl RmE gli immobili entro nove mesi e cedere un terreno di 14 mila metri quadrati tra il Sant’ Andrea.

luglio 2009 – La Repubblica (Tutto a posto per Montino, La Regione non ammetterà ritardi)

«L’ accordo sul riuso funzionale dell’ ex ospedale psichiatrico procede secondo i tempi prestabiliti- spiega Esterino Montino, vicepresidente della Regione che ha presentato la proposta di ristrutturazione - La Asl deve ora predisporre i progetti, bandire le gare e a partire dai prossimi mesi cominciare i lavori. La Regione non ammetterà ritardi.”

 

1 Luglio 2010 alle 11:10 da Redazione Web:

Un piccolo inciso della Redazione. In primis vogliamo ringraziare tutti per la passione che mettete nella discussione, di questi tempi è merce rara. Però ci corre l’obbligo di precisare a Massimiliano una questione. A nostro modesto avviso non è corretto dire: “Dopo 10 anni di annunci sull’università che hanno prodotto ben altro, il PD, non pretendendo certo che riconosca i propri errori (non è nella sua natura), almeno potrebbe smettere di occuparsene. Aiuterebbe tutti e soprattutto il S.Maria della Pietà”. La nostra posizione può essere condivisibile o meno, può essere frutto di errori passati a cui si pone rimedio (è vietato cambiare idea?), oppure può essere il naturale sbocco di una posizione pregressa, però credo sia un diritto assoluto e inalienabile quello di esprimerla. Come puoi notare qui non abbiamo mai censurato nessuno e abbiamo sempre rispettato le posizioni di tutti….credo sia doveroso pretendere altrettanto, per questo non solo continueremo con le nostre idee ad occuparci della vicenda, ma andiamo avanti, straconvinti che la soluzione migliore per il S.Maria della Pietà sia quella espressa nel volantino della petizione (http://www.pdlazio.it/wp-content/uploads/2010/06/santamaria2.jpg.)che invitiamo ovviamente a firmare.

 

ciao a tutt@,

discussione interessantissima…
peccato che avvenga in rete e non dal vivo,
ma d’altra parte viviamo tempi in cui le nostre relazioni vengono filtrate dagli schermi (tv o monitor).

anche io faccio parte dell’associazione ex lavanderia e sono,
direi ostinatamente,
di parte
sia nel sostenere questa esperienza
che in una serie di altre questioni che non discuto qui.

volevo solo fare un appunto a REDAZIONE WEB.
volevo chiederti se me lo permetti:

se sei in buona fede con ciò che dici
(e di questo ne sono sicuro)

quale conflitto interno,
quale genere di conseguenze può portare
il partecipare alla vita politica di un partito che
si prefigura un obbiettivo
si sforza per raggiungerlo (..?)
sostenendo idee e concetti astratti
nel momento in cui si trova all’opposizione,

mentre nel momento in cui lo stesso partito,
riveste un ruolo istituzionale,
si rimangia ciò che ha detto attraverso atti devastanti?

il non riuscire a raggiungere l’obbiettivo a cui ci si dedica
proprio nel momento in cui se ne ha la possibilità
crea frustrazione, rabbia, bassa autostima di se, depressione, disturbi del sonno e così via… scherzo su cose serie.

non pensi che in politica sostenere una idea,
sforzarsi per attuarla,
e poi praticare l’esatto contrario quando si può determinare la realtà,
abbia come unico effetto
la distruzione della voglia dei cittadini di occuparsi di politica?

se ci tenete a questo paese (e sono convinto che agite solo in questo senso)
smettetela di dissociare le idee dalle azioni,
da subito,
o altrimenti uscite dal mondo della politica
ed il paese ve ne sarà ancor più grato,
perché avrà la possibilità di riempire uno spazio che voi avete ridotto a macerie.

con affetto,
emiliano

 

1 Luglio 2010 alle 13:58 da Giovanni Cardarello (Responsabile Redazione Web):

@Emiliano, sicuramente, e parlo a titolo puramente personale, trovo difficoltà nel guardare all’azione di governo del mio partito, soprattutto nel periodo 2007-2010, tanto che alla fine della fiera il Comune e la Regione sono passate al centrodestra e questo dato di realtà, inconfutabile, vale da se più di mille dibattiti. Il punto non è la dissociazione fra pensiero ed azione (a occhio e croce è una contraddizione che vive chiunque si occupa di politica e società), ma cosa abbiamo davanti a noi. Personalmente credo che si possa costruire un’alternativa nella società prima e nel governo poi, e credo, fortemente, che il fulcro di questa alternativa non possa che essere un partito che con tutti i suoi limiti raccoglie circa 700mila iscritti, 1 milione e 300 mila votanti alle primarie e 6 milioni di elettori (dato regionali 2010). Ad una forza del genere si può chiedere di cambiare e migliorare ma non di “uscire dal mondo della politica”. Un saluto e grazie davvero del passaggio su queste pagine.

 

milioni di persone che danno una delega,
per un miglioramento delle proprie condizioni,
strette ad un angolo da un sistema che secondo la percezione di tutti
ti propone di votare “il peggio” o “il meno peggio”.

milioni di persone tradite,
quando il PD ha dichiarato un cambiamento di rotta per la vertenza S. Maria della Pietà
ed ha poi deciso di abbracciare il programma Storace nei fatti,
durante il proprio mandato.

milioni di persone prese in giro,
quando gli si chiede di firmare una petizione
che va contro una situazione di cui la propria classe dirigente ne è responsabile
a causa delle proprie politiche.

sono d’accordo con te nel cercare un cambiamento nella società
prima che nella classe dirigente,
ma mi trovi totalmente in disaccordo nel cercarlo in un partito
che distrugge un luogo che sarebbe potuto essere un centro pubblico, sociale e culturale di un quartiere che vogliono ridurre a solo dormitorio.

e non sto parlando degli elettori del partito ma della classe dirigente che stava li, sta li e starà li a decidere cosa dire quando non governa e cosa fare quando governerà.

ora siamo a cosa dire,
spero con te che quando ci ritroveremo,
in questo fantastico gioco dell’alternanza,
alla fase del cosa fare,
il tuo PD non butterà all’aria i voti e gli sforzi dei suoi elettori.

… ma il passato ci insegna,
emiliano

PS:
il fatto che chiunque si occupi di politica e società viva una dissociazione tra pensiero ed azione è un problema da risolvere non uno stato dal quale non se ne può uscire.
il fatto che al pensiero si faccia seguire una azione contraria a quel pensiero è:
o una patologia
o una strategia politica “poco chiara”…

 

1 Luglio 2010 alle 19:14 da Francesco Giuliani:

Cari Compagni del PD,
prima di tutto spero di potervi chiamare ancora così: compagni. Oltre ad aver abolito il rosso dalle vostre bandiere (sostituito dal tricolore), “Bella Ciao” dalle vostre manifestazioni (sostituito da “Il canto degli italiani”), non vorrei offendere alcuno di voi usando un termine politicamente scorretto. Visto che mi considero come voi, diciamo, genericamente “liberal”, tanto per non fare complicati distinguo, “compagni” lo preferisco all’untuoso, ambiguo, democristo, forza-mafioso, “amici” (“degli amici, degli amici, .……..”). Veniamo al punto. Prima di tutto un osservazione, il non censurare è scontato per qualsiasi spazio libero. Qui non siano in tv. “Questa è in internet bellezza!”. L’occasione straordinaria che si vive in questa vostra pagina è un confronto tra militanti del PD e Associazioni vive ed operanti sul territorio del XIX Municipio. Il tema è concreto. Un parco, un comprensorio ospedaliero dimesso, un pezzo di patrimonio pubblico. Per farsi un idea consapevole, critica e personale della questione basta fare un giro nel suddetto parco e vedere cosa c’è oggi. Magari fare un confronto con cosa c’èra anche solo nel 2000. Per il grande giubileo del 2000 era stato allestito almeno un ostello. Oggi troviamo: uffici del Municipio, attività sanitarie, padiglioni in stato d’abbandono. Cosa di tutto questo patrimonio è stato restituito al godimento della cittadinanza? Le aree verdi forse? Non credo proprio visto che il traffico d’auto è indiscriminato. E’ più facile essere investiti da un auto dentro al parco del S. Maria della Pietà che fuori. Il museo dell’ex manicomio, Museo della Mente? Ultima e sola testimonianza di otto decadi di regime concentrazionario psichiatrico è chiuso, signori, e non porta neanche un numero di telefono sulla porta per poter’essere visitato su richiesta. Quale testimonianza materiale, quale prova tangibile ricorderà alle future generazioni quello che è stato ilo manicomio e che non dovrà più ripetersi? Un ipotesi per un Museo della Tuscia Meridionale? Aria….! Un Ostello della Gioventù? Allestito e smantellato! Una biblioteca comunale? No! Un centro culturale? Un teatro di periferia? Un cineforum? Una ludoteca? Niente! Almeno un posto di ritrovo per quei ragazzi del quartiere che passano le sere seduti vicino a un cassonetto del mercato rionale! Macché! Un’asilo per i bambini? Quello si ma privato! Mamme, preparate i 500€ mensili, perché quella è la cifra minima che si può lucrare ad una famiglia in zona. Profitti privati fatti su un bene di tutti i cittadini. Solo la cooperativa integrata Paspartout e Il Centro Culturale Ex Lavanderia Casa delle Culture, ognuno per motivi diversi, ricordano al visitatore, al cittadino, cosa doveva essere quel parco e cosa non è stato. La cooperativa da lavoro e dignità ad ex degenti. L’Associazione Ex Lavanderia mantiene viva la fiamma dell’ “uso pubblico e sociale del patrimonio”. Metto quest’ultima espressione tra virgolette perché come nel caso di “compagni”, non vorrei offendere qualche lettore dallo stomaco troppo moderato. Mantiene anche in piedi e in buone condizioni un’edificio degli anni dieci, abbandonato dal 2000 al 2006 e preservato al degrado dall’opera di manutenzione degli stessi volontari. Un lavoro, quello degli attivisti di quell’associazione, del tutto gratuito fondato sull’impegno collettivo e personale. Un esempio da seguire. Faccio presente a tutti i lettori che l’Università di Roma La Sapienza ha 150.000 iscritti circa. La sua sede storica è un’intera città universitaria già da decenni troppo piccola. Neanche tutto il Santa Maria della Pietà potrebbe accoglierne razionalmente una parte. Figuriamoci otto piccoli padiglioni. Per di più occupati e mai resi disponibili. Un ultima cosa: dire che quale che siano i termini concreti di una questione, si fa parte di un partito che con tutti i suoi limiti raccoglie circa 700mila iscritti, 1 milione e 300 mila votanti alle primarie e 6 milioni di elettori (dato regionali 2010), mi ricorda un poco quel piccolo pericoloso efficace eversore dello stato e della costituzione che ad ogni atto delinquenziale della sua vita invoca i numeri e i voti. Tutti i partiti perdono voti a milioni da anni, ma le sinistre più di tutti. Un motivo è l’incoerenza. In piccolo, su scala locale la storia del PD e del S.M. della Pietà ne è un esempio lampante. Da una parte si cerca di far venire l’università dall’altro non si liberano i padiglioni. Faccio un timido appello ai compagni (senza virgolette) tutti del PD: rivendicate il Santa Maria della Pietà al quartiere, ai cittadini, alle associazioni, al volontariato non ad un’istituzione gigantesca che non sa che farsene. Mi viene spontaneo dirlo, lo so che è banale, è un concetto fritto e rifritto: “fate una volta tanto qualcosa di sinistra !!!!!!!!!!!!”

Francesco Giuliani

 

Ovviamente non è in discussione il diritto ad esprimere l’opinione che si vuole.
Quando dicevo che il PD farebbe meglio a non occuparsene, intendevo esattamente ciò che indicano queste parole. Se il PD non si fosse occupato del S.Maria della Pietà, oggi avremmo ancora un patrimonio di cui discutere, su cui investire valori ed energie umane.
La partita generale sul S.Maria si è chiusa proprio in virtù dell’”impegno” del PD (non solo ma principalmente). Se, come noi tentiamo di fare, si tratta di salvare il salvabile, il PD ad oggi non fa altro che renderci la battaglia ancora più difficile.

In quanto a “cambiare idea”, magari fosse ma non mi sembra proprio ci sia nessun cambio di rotta né tantomeno rivisitazione del proprio operato.

Montino, ad esempio, dovrebbe chiedere scusa all’Associazione Ex Lavanderia per aver tentato di distrarre dalle proprie responsabilità facendo credere che il problema dell’Università fosse il Padiglione 31.
Invece non solo il PD insiste nella sua Conferenza Stampa a praticare questo depistaggio. Nella presentazione su questo sito si legge: “diversi i problemi che fino ad ora hanno rallentato l’applicazione del protocollo: la Asl Rm E non ha ancora sgomberato alcuni dei padiglioni, non e’ stato definito quale struttura assegnare per la sede del Municipio XIX ed il mancato accordo con gli occupanti di un padiglione sulla sua gestione.”
Il primo motivo è anche l’unico come Montino e i dirigenti del PD sanno bene. L’aggettivo “alcuni” però è improprio. Nessun padiglione è stato liberato ed anzi si è continuato a riempirli.
Il “mancato accordo” è niente altro che il “mancato rispetto” delle promesse fatte e il non completamento del trasferimento del Municipio è solo frutto del pressapochismo dei presidenti Visconti e Lazzara. Ma nessuna di queste 2 cose ha niente a che vedere con la mancata realizzazione del Polo universitario. Ripeto! Con la vicenda del ritiro della Sapienza il PAdiglione 31 non c’entra niente!

Imperterrito, petulante e rompiscatole ripeto le domande:

perché il PD non parla del Padiglione 28? (oggi alcune persone andavano ad iscrivere i propri figli all’asilo privato gestito da una srl nel padiglione della mensa destinato all’Università).

Perché il PD non denuncia l’operato del Direttore della ASL?

Perché il PD non apre una battaglia per la pedonalizzazione del Parco?

Perché il PD non denuncia lo smantellamento degli ostelli? E perché non chiede alla ASL di restituire i soldi del Giubileo come previsto dalla Legge Regionale n. 20 del 97

Perché il PD (ricordando Basaglia) non chiede il trasferimento in strutture esterne delle residenze psichiatriche indebitamente ricollocate nell’ex manicomio (anche in un padiglione destinato alla casa dello studente)?

Perché il PD non si scusa pubblicamente con i 9.000 cittadini che hanno firmato la Delibera di Iniziativa Popolare nel 2004?

Perché il PD non chiede di azzerare il Protocollo e le realizzazioni fatte dopo di esso visto che il previsto processo partecipativo non è mai iniziato? Parliamo di regole.

Perché il PD non chiede subito pubblicamente alla Polverini di rendere regolari le esperienze del Pad. 31 e del Pad. 41 come previsto dalle memorie di Giunta inapplicate dalla scorsa maggioranza?

Al S.Maria della Pietà avete fatto un deserto e lo avete chiamato campus, avete ricacciato indietro energie, intelligenze, impegni, avete tentato di distruggere un’esperienza come la nostra che aveva il solo “grave” torto di non accettare supinamente i vostri progetti magari scambiando il proprio consenso con un’assegnazione e qualche finanziamento.

Il vostro Direttore ha tentato di non fare entrare le persone per assistere alle nostre iniziative chiudendo i cancelli alle 18 del pomeriggio (dal 2005 al 2006). Poi, visto che non riusciva nell’intento, ha smesso il boicottaggio diretto costituendosi parte civile in 2 processi e chiedendoci danni per mancato utilizzo (peccato che il mancato utilizzo fosse illegittimo).
Il vostro Direttore ha reiterato la denuncia contro di noi il giorno dopo l’assalto fascista del 1 luglio 2006 adducendo anche “motivi di ordine pubblico”. Da aggrediti a responsabili, secondo il Direttore Grasso.

Noi siamo stati assolti ma abbiamo dovuto spendere 3000 euro di avvocati, la ASL ne ha spesi anche di più ma tanto erano soldi dei cittadini.

E sempre il “vostro” direttore della ASL ha tentato di impedire la realizzazione dell’Estate romana ufficiale del Comune di Roma nell’estate 2008. L’autorizzazione è arrivata alle 11 del mattino stesso in cui doveva iniziare l’evento. Si trattava di una 10 giorni sul trentennale della Legge Basaglia e la Regione non mosse un dito. Furono il Municipio ed il Comune di Centrodestra (forse per motivi non nobili ma tant’è) ad accelerare le pratiche burocratiche ed a permetterci di iniziare nella data prevista.

Il “vostro” Direttore del DSM ha permesso che rientrassero i pazienti psichiatrici aggirando la legge (decidendo da un giorno all’altro che le loro patologie erano altre). (vedi http://www.exlavanderia.it/DICIANNOVESIMA/PG3.PDF)

Avete rotto un senso comune positivo quello che fino ad alcuni anni fa voleva fosse “folle” ricostruire un concentrato di disagio e malattia in un ex manicomio almeno come fare la Questura in via Tasso o un centro di rieducazione per minori ad Auschwitz.
Avete orientato tante persone a considerare “normale” che ex degenti facessero a ritroso il percorso fatto con fatica e impegno di tanti dal 1978 al 1999.

Avete rimosso dalle vostre pratiche 30 anni di movimento basagliano.

Avete permesso che le risorse tratte dall’Ex manicomio servissero alle vostre operazioni di bilancio o venissero “incamerate” dalla vostra ASL invece che essere volte a finanziare i progetti di salute mentale come vorrebbe la legge.

Avete fatto tutto questo giocando sulle parole e falsificando il reale dall’alto delle vostre posizioni di potere.

Di fronte a questo noi non abbiamo né il potere né la cultura di riferimento per “togliervi la parola”. Ma permetteteci almeno di augurarci che in un sussulto di dignità politica rinunciaste volontariamente a parlare.

 

piccola nota alla frase di “redazione”:
“Il punto non è la dissociazione fra pensiero ed azione (a occhio e croce è una contraddizione che vive chiunque si occupa di politica e società)”

E no, è proprio qui il punto. Si può non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe, è umano… ma se si fa il contrario è frutto di una politica malata.

 

2 Luglio 2010 alle 12:26 da Redazione Web:

@Emiliano,lo sforzo è proprio quello di costruire un progetto (di idee e persone) da non buttare all’aria qualora i cittadini tornino a darci il consenso. Hai ragione sulla “dissociazione”, sicuramente è stato espresso male il concetto, il punto è che spesso dalla posizione di partenza si deve inevitabilmente giungere ad una via intermedia, il prezzo e il compromesso sono il nocciolo.
@Francesco, ci colpisce la passione con cui ti esprimi, nessuna difficoltà ovviamente a chiamarci Compagni… anzi, però nella sostanza restiamo su posizioni diverse, noi siamo convinti che la scelta Università sia efficace, evidentemente tu la pensi in maniera diversa, su una cosa però meritiamo più rispetto, non possiamo accettare la frase: “ricorda un poco quel piccolo pericoloso efficace eversore dello stato e della costituzione che ad ogni atto delinquenziale della sua vita invoca i numeri e i voti”…non è corretto.
@massimiliano, sulla sostanza ribadisco stiamo nella posizione espressa dal volantino, sullo specifico delle domande facci raccogliere un pò di elementi e ti rispondiamo. Continuiamo a non condividere posizioni tipo: Ma “permetteteci almeno di augurarci che in un sussulto di dignità politica rinunciaste volontariamente a parlare” ma è marginale

 

Ancora una volta “redazione” prova ad usare facili luoghi comuni.
Il richiamo alla mediazione, al compromesso, al prezzo da pagare, in linea di principio astratto sono concetti condivisibili e, nel rivendicarsene l’utilizzo si potrebbe voler far intendere che l’interlocutore è invece indisponibile alla mediazione, al compromesso, irriducibile e puro quanto ovviamente fuori dalla realtà.
In astratto, quindi. Ma con la storia del S.Maria della Pietà tutto questo non c’entra un fico secco.

Per definire una “mediazione” accettabile, bisogna intanto chiarire quali sono gli estremi.

Da una parte la società civile chiedeva l’uso publico e culturale aperto e progettato in forme partecipative, l’acquisizione comunale dell’intero comprensorio attraverso la permuta con una parte di patrimonio abitativo da destinare a strutture integrate sulla Salute Mentale così da rispettare le norme vigenti. L’Ostello, il Centro Culturale, la mensa gestita dalle coop. integrate, il parco pubblico, fruibile e pedonale erano i risultati di questo impegno. Questa proposta è stata condivisa, fino ad aprile 2007 da PRC, Verdi, Com. Italiani e allora sinistra DS (tutti richiamati all’ordine da Re Veltroni)

All’opposto, Storace voleva fare del S.Maria della Pietà una cittadella Sanitaria reinserendo strutture psichiatriche e fondazioni che gestissero strutture legate alla malattia cronica.

Il PD voleva l’Università su tutto il S.Maria e oltre.

Nessun disaccordo sula collocazione del Municipio.

La mediazione accettabile fu trovata a novembre del 2006 tra Morassut (estensore del Protocollo) e l’Associazione Ex Lavananderia (insieme ad altre associazioni):
Le associazioni accettavano una presenza universitaria purché non invasiva, e la casa dello studente (nelle proporzioni previste dal Protocollo di Intesa) inoltre la presenza di alcune strutture sanitarie purché non residenziali, non psichitriche e non legate alla malattia cronica e alla disabilità.

“in cambio” si otteneva: la realizzazione, comunque, di strutture di accoglienza del turismo giovanile, la pedonalizzazione del parco, la limitazione della presenza sanitaria, e “una parte significativa ad uso culturale”
infine le associazioni “ottennero” (tra virgolette perché sarebbe stato un dovuto) il vincolo del percorso partecipativo pubblico.

Va specificato che le “conquiste” dell’associazionismo erano in linea con i programmi elettorali del PD. Quindi il PD avrebbe “concesso” ciò che egli stesso sosteneva.

Questa fu una “mediazione” positiva. Gestione pubblica, parte culturale, parte sanitaria (con dei limiti condivisi), ostelli ed università.

Peccato che quell’accordo (da noi pubblicizzato) non fu mai messo in pratica e nel marzo 2007 scoprimmo “per caso” che il Protocollo “vero” dava il 60% del comprensorio alla ASL RME senza porre alcun limite.

Il Protocollo e la gestione seguente hanno prodotto:

- La realizzazione di strutture per la malattia terminale e il disagio psichico
- la sanitarizzazione della gran parte del comprensorio (oltre le pur larghe previsioni del Protocollo con la realizzazione di tutte le strutture previste dalla Giunta Storace
- nessuno spazio per la cultura (l’unico esistente lo è perché occupato, altrimenti sarebbe stato privatizzato come il 28 o usato a fini altri come gli ostelli)
- nessun ostello (e non se ne parla più)
- nessuna università (e nessun atto volto a favorirne l’insediamento)
- realizzazione del Municipio in forma incompleta e “arronzata”
- nessuna apertura alla cooperazione integrata (la Coop. Passpartout non è tutelata da nessun nuovo atto dopo la scadenza della convenzione)
- utilizzo privatistico di vari padiglioni a partire dal Pad 28
- riempimento del parco di automobili e nessuna navetta elettrica
- tutto questo senza alcun confronto democratico e partecipativo

E questa sarebbe una mediazione con dei prezzi da pagare?
Oggi l’Argentina ha ottenuto un grosso successo nella mediazione con la Germania.
Questa è la cessione totale ai progetti di Storace, a suo tempo avversata a parole.

Che cosa avrebbe ottenuto, di grazia, quella parte di popolazione che ha chiesto gli ostelli, il museo archeologico della campagba romana, il parco pedonale, servizi pubblici per l’infamzia, spazi culturali, l’utilizzo legale delle risorse per la Salute mentale e la possibilità di un vero percorso partecipativo?

Quale mediazione avremmo dovuto accettare?
E’ brutta abitudine di chi comanda aspettarsi che l’altro concepisca la mediazione come l’arrendersi totalmente alle proprie decisioni in cambio di un riconoscimento al tavolo del potente o di qualche regalia soggettiva.

Caro/a (redazione), puoi anche negarlo fino alla morte ma io so e tu sai che la nostra “irriducibilità” è stato solo il rifiutare la proposta indecente di prenderci la Ex Lavanderia in cambio del nostro assenso sulla realizzazione del progetto Storace-Marrazzo.

 

“sullo specifico delle domande facci raccogliere un pò di elementi e ti rispondiamo”

Comunque, capisco che sul S.Maria della Pietà non siate informati quanto noi. Tuttavia i vostri referenti dovrebbero esserlo.
E ancora, non è buona abitudine democratica prendere posizioni così di parte senza sapere bene di cosa si sta parlando.
L’Università, infatti, è sempre stata una proposta figlia di un approccio “ideologico”, di una semplificazione “binaria”, di una facile soluzione all’incapacità di promuovere progetti organici e di senso.
Per quelli in buona fede…
Per gli altri un falso e comodo pretesto per farsi i propri affari.

 

GIOVEDI’ 8 LUGLIO ore 17,30 - ASSEMBLEA PUBBLICA
locandina su http://www.exlavanderia.it/100708assemblea.pdf

Dopo le polemiche delle ultime settimane, l’Associazione Ex Lavanderia lancia un’Assemblea pubblica sul futuro del S.Maria della Pietà.
Ad oggi l’Università La Sapienza ha rinunciato ad acquistare gli 8 padiglioni previsti dal Protocollo di Intesa 2007.
Non sembra probabile che la Sapienza torni indietro anche perché i problemi addotti dal Cda universitario sono ancora tutti presenti.
Ma al di là di questa considerazione sentiamo il dovere pubblico di riparlare dell’intero comlesso del S.Maria della Pietà. La propaganda sul “Campus Universitario”, infatti, ha permesso che, con la complicità della politica e dell’informazione si permettesse un uso arbitrario e sbagliato di gran parte del complesso S.Maria della Pietà.
Dopo il rifiuto dell’università la possibilità che si concluda nel peggiore dei modi la vicenda è drammaticamente concreta.
Le azioni di chi continua a vagheggiare fantasmagorici usi sanitari è solo un modo per perdere ulteriormente tempo e lasciare agio alla ASL RME di continuare la sua pratica privatistica e devastante.
Per questo invitiamo tutte le associazioni ed i cittadini sensibili a partecipare a questa assemblea con l’obiettivo di rilanciare le proposte che da 15 anni immaginano l’Ex Manicomio come un luogo pubblico di promozione culturale ed artistica Il Centro Storico di Roma Nord. Un luogo di inclusione e di ricostruzione dei vincoli comunitari.
E’ un’impresa difficile e controcorrente ma che possiamo realizzare insieme.

 

GIOVEDI’ 8 LUGLIO ore 17,30 - ASSEMBLEA PUBBLICA
pad. 31 del S.Maria della Pietà

locandina su http://www.exlavanderia.it/100708assemblea.pdf

Dopo le polemiche delle ultime settimane, l’Associazione Ex Lavanderia lancia un’Assemblea pubblica sul futuro del S.Maria della Pietà.
Ad oggi l’Università La Sapienza ha rinunciato ad acquistare gli 8 padiglioni previsti dal Protocollo di Intesa 2007.
Non sembra probabile che la Sapienza torni indietro anche perché i problemi addotti dal Cda universitario sono ancora tutti presenti.
Ma al di là di questa considerazione sentiamo il dovere pubblico di riparlare dell’intero comlesso del S.Maria della Pietà. La propaganda sul “Campus Universitario”, infatti, ha permesso che, con la complicità della politica e dell’informazione si permettesse un uso arbitrario e sbagliato di gran parte del complesso S.Maria della Pietà.
Dopo il rifiuto dell’università la possibilità che si concluda nel peggiore dei modi la vicenda è drammaticamente concreta.
Le azioni di chi continua a vagheggiare fantasmagorici usi sanitari è solo un modo per perdere ulteriormente tempo e lasciare agio alla ASL RME di continuare la sua pratica privatistica e devastante.
Per questo invitiamo tutte le associazioni ed i cittadini sensibili a partecipare a questa assemblea con l’obiettivo di rilanciare le proposte che da 15 anni immaginano l’Ex Manicomio come un luogo pubblico di promozione culturale ed artistica Il Centro Storico di Roma Nord. Un luogo di inclusione e di ricostruzione dei vincoli comunitari.
E’ un’impresa difficile e controcorrente ma che possiamo realizzare insieme.

 

refuso:
fantasmagorici usi sanitari si legga: “fantasmagorici usi universitari”

 

6 Luglio 2010 alle 12:45 da Chiara Cavallaro:

Mi chiedo perche’ il commento che ho inviato la notte tra il 4 e 5 luglio non sia stato inserito in nessuna sezione di questo sito

 

6 Luglio 2010 alle 12:50 da Redazione Web:

@Chiara non è stato inserito perchè non firmato (mesi fa ci siamo dati questa regola), al contrario di questo che trovi on line, se puoi gentilmente riformularlo va subito on line.

 

6 Luglio 2010 alle 12:55 da Chiara Cavallaro:

mi chiedo perche’ tra i tanti prorpio il commento che ho postato tra il 4 e il 5 luglio non sia stato reso leggibile….

 

6 Luglio 2010 alle 12:58 da Chiara Cavallaro:

Carissimi/e,

negli ultimi due giorni ho rincontrato un vecchio amico e altre persone ora docenti universitari. Ho così appreso che la Facoltà di Scienze Politiche, quella di scienze delle comunicazioni, di sociologia, di economia e di giurisprudenza della Sapienza di Roma, sulle altre non ho indagato oltre, subiranno nei prossimi mesi profondi accorpamenti. Non ci sono fondi e si risparmia riorganizzando e tagliando dove si può. Per me c’e’ un po’ di dispiacere ( mi sono laureata ad economia e tra un po’ non ci sarà più) ma alla fine non così tanta sorpresa: tra manovre e riforme e leggi finanziarie si mormora da tempo che nei prossimi due anni chiuderanno moltissime Facoltà e sedi universitarie (anche quella a Terni, mi e’ stato detto, che tornerà nell’ambito dell’Università di Perugia, per esempio). La sorpresa non c’e’ anche perchè lavoro nel CNR e ho avuto il (dis)piacere di leggere, sul Corriere della Sera del 22 giugno, che il Ministro giudica i soldi dati al CNR un fondo senza frutto, solo destinato a coprire spese correnti. Quelle spese sono i nostri stipendi, altro non ci viene dato, e ormai da anni il CNR, che ha un bilancio doppio rispetto al fondo assegnato dal Ministro, trova altrove (sul mitizzato mercato) i suoi finanziamenti per riuscire a fare buona ricerca. Lo fa nonostante questo governo e la scarsa reputazione che conoscenza, scienza, cultura e istruzione sembrano ricoprire per i governi e forse non solo per loro. E sto parlando di sedi ma, di fatto, sto parlando di persone che perderanno il, sia pure molto precario, posto di lavoro futuro, persone con le quali si lavora e si lotta insieme tutti i giorni.

Quando ho letto che l’attuale rettore della Sapienza rinunciava al Santa Maria della Pietà, sia pure per “impossibilità derivante da altro” mi sono detta: ha trovato la scusa per tirarsi fuori da qualcosa per cui oggi (e forse neppure ieri) i fondi non ci sono. E quello che ho sentito in questi giorni me lo conferma. Per cui credo che la petizione abbia un po’ i piedi di argilla di per sè, anche a prescindere dalle osservazioni che sono già state fatte, e che non sarà un cambio di governo, dovesse anche avvenire l’anno prossimo, a cambiare questa situazione. Né che imputare la cosa a chi opera nel Pad.31 (che non mi sembra rientri tra quelli concordati con l’Università) sia credibile.

L’idea dell’Università al Santa Maria della Pietà esisteva già prima della metà degli anni ’90, viene riproposta col nuovo piano regolatore e molte delle cose dette da Massimiliano sul conflitto nato con le associazioni ambientaliste (e si intende anche associazioni come Italia nostra e Legambiente se non ricordo male) al tempo del piano regolatore partecipato (ottima iniziativa, peccato però che poi siano arrivati al sindaco della Capitale poteri speciali di deroga da tale piano che passano anche sulla testa del Consiglio Comunale, sia il Sindaco di destra o di sinistra) hanno reso man mano tale ipotesi un po’ più lontana e le necessita nel frattempo emerse nel quartiere, nonchè i problemi di bilancio dell’università, l’hanno resa, a mio parere, inadeguata.

Oggi credo poi che, con la situazione del Paese e con i danni fatti anche dal governo che si ritrova, sulla espansione delle sedi universitarie si possa mettere una pietra sopra. Vorrei mettere anche una pietra sopra, ma anche questo non dipende da me, dall’ipotesi di vendita fatta all’epoca da Storace…. Sappiamo che i problemi della sanità derivano da un ampio malcostume, diciamo, e che la giunta di Marrazzo in fondo è caduta proprio al momento giusto….

Non voglio nascondere che anche io frequento la ex Lavanderia, e che nel passato ho fatto parte delle persone e associazioni che operavano nel Comitato Città Ideale che raccolse le 9.000 firme per la proposta di iniziativa popolare mai esaminata dal Consiglio comunale (tanto non ci sono sanzioni previste dalla legge se sindaco, assessori e consiglieri non rispondono a quello che hanno chiamato un modo per aumentare la partecipazione dei cittadini) e si adoperarono per scrivere un progetto che partisse da esigenze e disponibilita’ locali, valorizzabili anche a livello cittadino. Oggi alla ex Lavanderia seguo in particolare la Ciclofficina, ovvero quel gruppo di volontari che ha rimesso sulla strada ormai più di un centinaio di vecchie bici abbandonate tra cassonetti e cantine, e che spera di contribuire, con l’uso della bici al posto di auto e moto, a rendere questa città un po’ più europea e moderna e un po’ più vivibile. A costo prossimo a zero. Una volta a settimana ho deciso di dare anche un contributo facendo le pulizie. In nessuno dei due casi ho alcun tipo di retribuzione e chi e’ stato in ciclofficina sa che per portarsi via una bici ciò che serve e’ buona volonta’, pazienza e lavoro. Ciò che proponiamo e’ che le azioni che facciamo siano quanto più ci e’ possibile congruenti con i pensieri che abbiamo sul mondo e sul come cambiarlo, ma iniziando qui e ora, non in un futuro remoto.

Mi sono commossa il primo maggio ascoltando il concertone che, nel Parco del Santa Maria, e’ stato regalato a noi e ai passanti dall’orchestra (un sacco di elementi di tante eta’ diverse, un direttore (!) e la cantante) che e’ nata dentro le mura della ex Lavanderia. Dove altrimenti un’idea tanto voluminosa avrebbe potuto trovare uno spazio?

Mi sembra geniale che le famiglie possano trovare nella ex Lavanderia uno spazio per fare le feste dei propri figli (da battesimi a matrimoni, naturalmente autorganizzati dalle famiglie, quello spazio non e’ un locale e non ci sono cuochi o camerieri o inservienti pagati e le famiglie devono poi fare le pulizie) e mi chiedo perchè non abbiano mai pensato di farlo le scuole: chi ha ora una casa così grande da poter dare una festa per bambini scatenati? Così hanno addirittura un parco….

Molte altre cose, dal teatro, alle mostre ai concerti forse sembrano più scontate…. ma quando ne ho avuto bisogno sono stata anche contenta di avere a due passi da un posto che conoscevo una falegnameria, che sapevo essere una esperienza concreta e importante di messa in opera di parte della L.180 e sono andata da loro a chiedere la realizzazione di un ripostiglio a muro per casa mia.

Così come i miei fratelli, visto che la mia casa non e’ così grande, quando vengono a Roma hanno trovato un posto inimmaginabile nella cooperativa agricola e di agriturismo che sta proprio accanto al Santa Maria e al San Filippo Neri, dove molti di noi fanno anche un po’ di spesa, pesandosi le cose e pagandole anche se non c’e’ qualcuno a controllarti…

Che voglio dire? Quello che ho sempre detto a chi me lo chiedeva e anche ai politici che non me lo chiedevano: quando si incontra nella vita qualche cosa che aiuta, da’ speranza di cambiamento, agisce in modo positivo in una esistenza che Calvino definiva un inferno e’ importante, anche se non si condivide o non si può partecipare a tutto, che se ne difenda lo spazio e l’esistenza.

E quando poi si e’ in un partito che punta a diventare maggioranza e che sta ancora discutendo sul proprio modo di essere e sul suo programma non ci si può mettere su posizioni “prendere o lasciare”. Bisogna lavorare e trovare la strada per tenere insieme le cose che combattono l’inferno. E faccio solo un esempio: la precedente giunta regionale (centro sinistra) ha emanato una legge, la Legge 20 del 2009 di promozione delle iniziative di altraeconomia presenti nella Regione. E’ vero che l’attuale Giunta intende questa finalità in modo molto diverso ma mi chiedo: perché non fare una proposta sul Santa Maria della Pietà che utilizzi i concetti, le prospettive e le possibilità che tale legge apriva partendo da un confronto che coinvolga innanzitutto i/le cittadini/e, le associazioni gia’ coinvolte e gli interessati/e presenti nella zona! In questi tempi di crisi e disoccupazione questo per me vorrebbe dire non buttare il lavoro fatto, lanciare una sfida credibile e utilizzare gli strumenti che si sono creati !!! invece di chiamare terzi su un progetto ormai inadeguato!

Insomma: invece che aprire inutili conflitti su ipotesi aleatorie, aprire confronti su progetti costruibili insieme? E poi se nasceranno combattere nei conflitti veri? Quelli per costruire qualcosa, per risovere dei problemi? Io non sono per il bipolarismo e votai no al referendum. Ma, ripeto, credo che se un partito volesse aspirare a governare non dovrebbe mettere i/le cittadini/e di fronte a un continuo “prendere o lasciare”, dovrebbe cercare di essere con/vincente, non totalizzante o escludente a priori…tanto più se non ha ancora una vera linea e una concreta proposta…

E voglio precisare, se non si fosse capito, che sono proprio una rompina, una che anche con Massimiliano non fa altro che discutere…

e ringraziare per questa inaspettata occasione di confronto…che i dimostra che la speranza di cambiamenti, anche piccoli, non si deve mai perdere!!!!

vogliamoci bene, ce ne e’ bisogno :-)

PS. sulla pubblicazione del commento: OK, scusate, ho capito l’equivoco… e ho pasticciato un po’…:-)

 

6 Luglio 2010 alle 14:58 da Giovanni Cardarello (Responsabile Redazione Web):

Mi permetto di chiosare sul tema, più che altro per la sensazione che nessuno si muova dalla propria posizione. Provo a ribadire il punto di vista del PD. A nostro avviso il protocollo è il punto di partenza per qualsiasi riflessione, dentro il protocollo sono indicate parecchie delle questioni che vengono citate, compreso l’utilizzo dei padiglioni; un protocollo che è il frutto di un processo partecipativo molto ampio, 15 anni di mediazioni, aggiustamenti infiniti, ed è, sempre a nostro avviso, il punto di massimo equilibrio… difende anche l’esperienza della Lavanderia. La difesa del protocollo e la sua applicazione sono la risposta a tutte le domande. Colgo l’occasione per informare che la raccolta di firme alla Festa dell’Unità va una bomba (idem sul territorio)…A titolo puramente personale invece sottolineo l’utilità del confronto pubblico, se posso (lavoro permettendo) cercherò (sempre a titolo personale) di passare all’Assemblea dell’8

 

Caro Giovanni,

La tua ultima mail mi ricorda Fantozzi che, per compiacere il proprio direttore megagalattico, continua imperterrito a mangiare schifezze e a dire: “buono…”.
Si è vero, ognuno di noi rimane sulle sue posizioni ma la differenza è che mentre noi continuiamo ad usare la forma dell’argomentazione, tu (e voi) utilizzate l’approccio fideistico di chi difende qualcosa senza conoscerne né la natura né le origini.
Ma li leggi i messaggi? Ne comprendi gli elementi?
Non c’è dato, fatto, considerazione che tu abbia potuto confutare nel merito.
E però, nonostante questo, bello protocollo bello buono giusto…
Ma come puoi dire che il protocollo è frutto di un processo partecipativo molto ampio??
Questo è un falso bello e buono e lo abbiamo dimostrato in mille modi. Istintivamente ci verrebbe di rispiegarlo ma veramente “basta” tanto non vi si smuove dalla vostra “fede” neanche se vi appare lo Spirito Santo in persona”
Come puoi dire che è un punto di equilibrio? Soprattutto equilibrio fra chi?
Bello Stalinismo dire che ciò che si è autonomamente deciso senza sentire niente e nessuno è il miglior punto di equilibrio come disse il soldato sovietico con il cannone puntato sui giovani cecoslovacchi nel ‘68.
Attento a non fraintendere. Dal mio punto di osservazione definirvi “stalinisti” non è analogo alla propaganda berlusconiana (fosse perché lui non sa esattamente cos’è ed io si) ma la semplice osservazione di come concepite la democrazia, la mediazione e “l’equilibrio”.
Ma forse intendi dire equilibrio fra voi, i vostri amici potenti e quelli del Centrodestra? Allora si che avete trovato un equilibrio.

La petizione va una bomba?

Potreste raccogliere o far finta di aver raccolto anche 100mila firme. Sul piano politico non varranno come le 9.000 raccolte nel 2003 (con autentica) che avete stracciato violando ogni regola quando ancora si poteva realizzare un progetto vero sul S.Maria. Né vale le energie ed i progetti realizzati in 15 anni da persone intelligenti e motivate che avete tentato in tutti i modi (in parte anche riuscendoci, bravi) di ricacciare nel proprio deluso privato.

A parte che per come siete abituati a falsificare le carte e i fatti mi fido dei vostri dati come di affidare il mio portafogli alla banda bassotti.

Ma certo è facile dire ad un cittadino ignaro: “pensa bello un campus all’inglese dove potrà studiare tuo figlio con tutti prati intorno e fiorellini di lillà”.
Poi il Campus non ci sarà mai, e voi lo sapete, né i fiorellini di lillà e il figlio di quel cittadino farà il pendolare tra piazza Aldo Moro, via Salaria e la casa dello studente a Ponte di Nona.
E fra 10 anni, voi direte: “bello buono bravo il Protocollo”, “bella università Santa maria” mentre continuerete a permettere ai vostri amici (vedi Direttore ASL) di farsi i propri affarucci.
Non so cosa mi tenga dall’uscire dal mio ruolo di rappresentante di un’esperienza collettiva che è costretto a mantenere un linguagio civile e rivendicarmi l’essere anche un cittadino qualsiasi che conosce le cose, conosce quello che fate e perché lo fate e potermi esprimere liberamente.
Ma violerei ogni regola di ogni sito del mondo.
Tu non c’eri e se c’eri dormivi all’Assemblea “partecipativa” del 12 dicembre 2007.
Frutto di un percorso partecipativo??? Ma fateci il piacere…

A proposito, che fate voi??? Difendete anche l’esperienza della Ex Lavanderia?????

Ma se in 5 anni di governo non avete fatto un atto che uno per tutelarla??
Nonostante qualche migliaio tra mail e firme che sono arrivate alla Regione (a proposito di petizioni popolari).
Ma se il vostro Direttore della ASL ci ha fatto 2 denunce e ha pagato fior di avvocati (lasciandoci per fortuna giuridicamente le penne)?
Ma se avete messo nei pasticci anche la Coop. Passpartout?
Ma se nel lanciare questa stupidissima petizione avete cercato di far intendere che il problema dell’Università eravamo noi permettendo ad alcuni esponenti del PDL di inneggiare allo sgombero?
Ma veramente pensate di andare avanti inventando la realtà? Permettendovi di dire qualsiasi cosa vera o falsa che sia purché funzioni?

Se devi intendere la tua partecipazione all’Assemblea pubblica di oggi come il luogo dove dire certe castronerie, pur affermando l’assoluta legittimità formale (tua come di qualsiasi cittadino), ti invitiamo comunque ad evitarlo, anche per evitare una brutta figura. E comunque almeno come noi non veniamo a sbugiardarvi alla Festa dell’Unità o nelle Assemblee di via Avoli (e pure ne avremmo gli strumenti e le competenze).

Ma voi non siete i nostri “nemici”, siete solo un soggetto fra gli altri che fa danni e gestisce il potere. Molto prima, poco adesso ed è per questo che alla fine della fiera neanche tanto vi consideriamo.
Certo nel combattere la cultura dominante, il dilagare del dominio del privato e la distruzione del pubblico, la devastazione dei vincoli solidali e comunitari, il massacro dell’ambiente e della qualità umana delle relazioni.
In tutto questo non siete stati e quindi non siete nostri alleati.

Perché il nostro avversario non è Berlusconi ma quello che rappresenta e quindi anche voi.

E ci fa rabbia pensare a quello che avete combinato e alla vostra faccia tosta che porta addirittura qualcuno a convincersi davvero delle cose che dice.
E ci fa rabbia pensare ai vostri capi che mai, e dico mai, pagano un prezzo politico per ciò che fanno. I loro 6-7.000 euro al mese tanto gli sono garantiti da galoppini ed ingenui sostenitori acritici.

Quindi andate verso il vostro vicolo cieco. Noi con voi non ci veniamo.

domande inevase:

Cosa dite sulla privatizzazione in atto del Padiglione 28?
Cosa dite dello smantellamento illegale degli Ostelli?
Cosa dite dell’illegittima ricollocazione dei Pazienti psichiatrici?
Cosa dite dell’uso prevalentemente ospedaliero in contrasto con i vostri programmi elettorali?
Cosa dite della dignità democratica di chi non ha discusso la Delibera di Iniziativa Popolare del 2003 violando lo Statuto Comunale
Cosa dite dell’invasione di automobili nel parco
Cosa dite della navetta elettrica su cui avete fatto i manifesti nel giugno 2007 e che non avete mai realizzato?
Cosa dite della gestione del Comprensorio da parte del vostro Direttore della ASL?
Cosa dite della mancata tutela del Padiglione 31 e del Pad. 41
Cosa dite della qualità “reale” del progetto della Sapienza che collocava 7 spezzoni di facoltà in 8 padiglioni?
Cosa dite dell’aver millantato l’imminente realizzazione del polo universitario dal 2002 senza che mai si iniziasse a realizzarlo?
Cosa dite del mancato investimento delle risorse tratte dall’utilizzo dei padiglioni verso i progetti di salute mentale?

Cosa dite di ciò che non avete rispettato neanche del vostro tanto amato Protocollo di Intesa:
1) avete permesso alla ASL di realizzare opere prima dell’accordo di programma
2) avete permesso alla ASL di occupare anche i padiglioni destinati all’Università (tuttora in atto)
3) Non avete realizzato alcun percorso partecipativo
4) Non avete neanche risposto alle osservazioni delle associazioni ambientaliste e di quelle sulla Salute Mentale
5) non siete neanche riusciti a concludere la realizzazione del Municipio

Quale termine usereste per definire il vostro operato?

 

A proposito,

Visto che abbiamo raccolto 1800 firme per l’acqua pubblica in giro per il territorio ed a raccogliere firme per la vostra petizione “nel territorio” non vi abbiamo mai fortunatamente incontrati. In quale luoghi oscuri, di grazia, la vostra petizione andrebbe una bomba???

 

9 Luglio 2010 alle 10:05 da Giovanni Cardarello:

Caro Massimiliano, in passato commenti di questo tono non sono stati pubblicati, ovviamente essendo chiamato direttamente in causa, e odiando profondamente le censure, non potevo e non volevo fare altrettanto…Però a mio avviso non è così che ci si confronta. “Fantozzi”, “fideismo”, “A parte che per come siete abituati a falsificare le carte e i fatti mi fido dei vostri dati come di affidare il mio portafogli alla banda bassotti”, “non vi abbiamo mai fortunatamente incontrati”….La nostra posizione è chiara, può essere condivisa o meno, però meritiamo rispetto, soprattutto a livello personale. Se vuoi incontrarci, in questo periodo, la sera ci trovi alla Festa dell’Unità, il resto dell’anno, in genere, nei Circoli del Partito e nei Quartieri.

 

inserisco questo post per informare ed anche per provare. Infatti i miei ultimi post mi appaiono e poi scompaiono. Probabilmente è un problema del mio browser

COMUNICATO STAMPA: Estate al Parco 6: Musica, Cinema, Teatro al Parco del S.maria della Pietà

Estate al Parco raggiunge il suo 6° anno. Riempire di cultura il Parco del Santa Maria della Pietà, l’Ex manicomio di Roma, è il modo in cui, l’Associazione Ex Lavanderia prosegue la sua battaglia per fare del S.Maria un luogo pubblico aperto ai bisogni e ai sogni della città.
Nella programmazione di luglio ha un significato particolare la rassegna di teatro promossa in collaborazione con la Compagnia “Lafabbrica”.
Le compagnie teatrali che presenteranno propri spettacoli sono alcune delle tante che hanno utilizzato il Padiglione 31 (la Ex Lavanderia) per preparare i propri lavori.
Quindi un uso pubblico degli spazi da 2 punti di vista. Da parte delle compagnie che usufruiscono di uno spazio pubblico per crescere sul piano artistico e professionale; dall’altra la messa a disposizione della propria arte al territorio.
Un esempio di come è possibile ricostruire almeno un po’ quella relazione cultura - sociale - cittadinanza che la modernità costantemente tende a separare e a sottomettere alla logica mercantile.
Il progetto che Associazione Ex Lavanderia propone da 6 anni e di cui la programmazione estiva è espressione è nel segno della “Reciprocità” della “Mutualità” e della “Comunità”, parole che il mondo tende a rimuovere che trovano nello scenario di un parco meraviglioso inserito un luogo di grande significato storico e sociale che l’inumanità istituzionale tende a sottrarre al bene comune e che la volontà di alcuni tende a restituire.

appuntamenti di luglio:

19 e 22 luglio: ore 20,30: LABORTANGO: laboratorio di tango (su prenotazione) - http://www.exlavanderia.it/100719tango.htm

Esperimenti di laboratorio di Tango. Il Tango è non solo una forma di danza. E’ una cultura, un sentire, un appassionarsi. Il laboratorio estivo allude alla possibilità di proporre, da settembre, un appuntamento fisso che unisca la passione del tango alla curiosità sui significati profondi dell’identità sud-americana.
L’America Latina è infatti, da sempre, un centro di interesse per l’Associazione Ex Lavanderia, per la polisemia dei significati culturali che esprime e per la ricchezza nella ricerca di nuove forme di interpretazione del mondo.

24 luglio, dalle 20,30: ARTENELRUMORE:
http://www.exlavanderia.it/100724artenelrumore.htm

Si esprime, in questa serata, il progetto: ARTENELRUMORE. Artisti romani ma anche di altre città. Il loro progetto è “diffondere il rumore in musica”. Sperimentazioni acustiche, quindi, ma anche messaggi di cooperazione, il rifiuto di ogni forma di razzismo e discriminazione, l’impegno per la condivisione dell’arte nel segno della “creative commons”.

27 luglio - 31 luglio, PARCOSCENICO: Rassegna di Teatro e incursioni cinematografiche

5 serate di teatro e di cinema ci portano a riflettere su temi che contengono l’universale e il contingente.

27 luglio, La follia, appunto, universale umano in “I quaderni di Lia Traverso” di Carlotta Piraino, dal diario di una ragazza internata in manicomio. Ma non si puo’ non cogliere il significato ulteriorie che questo spettacolo assume nello specifico del luogo in cui è rappresentato. In tempi bui dove la Legge di civiltà chiamata “Basaglia” trova avversari trasversali in chi a parole la difende ma nelle pratiche la debilita ed in chi la vuole cambiare per riaffermare l’ideologia del dominio e della separazione.
A corollario viene ripresentato il video “Alberto P.”, presa diretta di uno spettacolo teatrale con A.M. Spalloni e A. Mercuri, realizzato sempre al Parco del S.Maria della Pietà. E’ la storia di Alberto, ricoverato in manicomio a 15 anni perché timido e orfano. Fino alla riconquista, dopo 40 anni, di una difficile libertà.

28 luglio, L’inscindibile legame tra la cultura (e l’arte) e l’impegno (la politica?) dall’altra. Ce ne offre spunto di riflessione Marco Canuto in “Io Gian Maria”, piesse sulla vita e sulla concezione dell’arte di Gian Maria Volonté. Attuale fino alla citazione dell’oggi é “Nuovo Ordine Mondiale” presentato dalla Compagnia Ragli un inno alla libertà firmato dalla penna di H.Pinter. Chiude la serata il film “Todo modo” di Elio Petri con Gian Maria Volonté

29 luglio: I destini divergenti: Cosa fa di quell’essere umano qualcosa e di quell’altro qualcos’altro? E’ l’interrogativo di ogni filosofia ed anche di ogni fede. Libero arbitrio o destino? semplice adattamernto o caleidoscopio indecifrabile di possibili decisioni? “Pasteur”, della compagnia Hobo Teatro ci racconta di due differenti percorsi provando ad attraversarli (e farrli attraversare) da alcune delle vicende storiche degli ultimi 65 anni. Stesso filo conduttore del film: “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Lucchetti.

30 luglio, Il lavoro. Suprema dimensione dell’alienazione contemporanea. Quello che non c’è, è precario, instabile, ipotetico, quello che non ha futuro. Eppure, nel dramma esistenziale che produce, la sua lettura artistica può toccare la corda della leggerezza e dell’ironia. E’ questo il caso di “Non chiedo tanto, il giusto!” presentato dalla Compagnia del Sospetto, quella che ha animato, tra l’altro “l’incursione artistica di testimonianza sociale” dello scorso settembre quando per 5 giorni la città è stata “invasa” da performance artistiche in nome della libertà e del diritto alla cultura. La serata si chiude con il film: “In questo mondo perfetto” di Ken Loach.

31 luglio, Il femminile. Sono storie di donne quelle che ci racconta la Compagnia D.A.N.A.D. con “Però mi vuole bene”. Donne che esitano, sbagliano o decidono. L’amore è aspirazione ma anche legaccio che, a volte, non permette di “essere in sé”, “senza lui”. Modi differenti di reagire alla contraddizione. Ovviamente chiude il film “donne sull’orlo di una crisi di nervi” di P. Almodovar

INFO:
info@exlavanderia.it
tel: 3343466267 - 3332514631

 

19 Luglio 2010 alle 23:37 da giulia fila:

mi inorridisce leggere da parte della redazione web il riferimento ai centri commerciali, quando è noto che essi sono spuntati come funghi proprio sotto le amministrazioni veltroni. scandaloso. almeno abbiate la percezione di ciò che fate, un’idea organica di ciò che è stato fatto, e non solo parole. indecenti e senza dignità.

 

inchiesta sul Padiglione 28 su: http://www.exlavanderia.it/100912nido28.htm

14 settembre 2010, Comunicato stampa: Padiglione 28, la presa di posizione del PD

L’Associazione Ex lavanderia denuncia inascoltata l’uso privatistico del Padiglione 28 del S.Maria della Pietà già dal 2005 e ha annunciato, nei suoi comunicati, la realizzazione di un asilo nido privato nella primavera scorsa.

Finalmente, riprendendo fedelmente parte del nostro ultimo comunicato, il PD prende posizione. Il Consigliere Regionale Enzo Foschi annuncia un’interrogazione alla Presidente Polverini.
Ci auguriamo che la novità di questo impegno del PD per la tutela del patrimonio pubblico dell’Ex Manicomio prosegua e produca atti concreti anche al di là della vicenda che riguarda l’ipotesi di collocazione universitaria.
Questa, infatti, riguarda infatti solo 8 dei 35 padiglioni del S.Maria della Pietà mentre le richieste ignorate per anni di associazioni e migliaia di cittadini riguardano il riutilizzo dell’intero comprensorio. Riconsegnare alla gestione pubblica e trasparente il Padiglione 28 sarebbe certamente un primo passo importante.

 

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