Assemblea regionale PD Lazio, l’esito della votazione sull’elezione del Segretario
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Giovedì, 29 Luglio 2010 -
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Il voto dell’assemblea regionale non ha consegnato a Piero Latino la maggioranza qualificata dei voti, fissata a 201, per essere eletto nuovo segretario regionale del partito. Al termine dello spoglio delle schede i votanti sono stati 211: il risultato è 166 voti a favore di Piero Latino, 25 no, 3 schede nulle e 17 bianche. “Credo che l’abbiamo messa tutta, ma non è andata” ha detto Piero Latino al termine dello spoglio delle schede. “Il voto - ha aggiunto - dimostra che c’è qualcosa di irrisolto nel nostro partito, confermo che non intendo assumere la segreteria del partito regionale con questa maggioranza”.
Spero che, dopo questo risultato disastroso, si possa scegliere un segretario con l’accordo di tutte le componenti. Forse al partito converrebbe, visto che gli uomini non sono stati in grado di realizzare una guida politica all’altezza dei problemi della regione, scegliere una donnna, si farebbe ammenda dell’esclusione verificatasi con le ultime elezioni regionali.
MI LASCIA PERPLESSA TUTTA QUESTA STRATEGIA….MA DI STRATEGIA NON SO FINO A CHE PUNTO, IL FATTO PIU’ GRAVE E’ CHE CHI E’ STATO ELETTO ALL’ASSEMBLEA REGIONALE PD, NON PUO’ PENSARE DI DEMANDARE AGLI ALTRI, QUELLO CHE E’ DI PROPRIA COMPETENZA..MI SPIEGO MEGLIO, CI SONO DONNE E UOMINI, COSI’ CHIAMATI DALLA COSTITUZIONE “INDIVIDUI” CHE HANNO SIA LA CAPACITA’ CHE LA PASSIONE DELLA POLITICA VERA, MA DI FATTO ALCUNI CHE OCCUPANO LE POLTRONE HANNO SOLO LA MEDAGLIA SENZA MERITO. ALLORA COMPAGNI, RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE, COMUNICHIAMO, DISCUTIAMO E CONFRONTIAMOCI, MA RIMANIAMO IMPEGNATI
A QUELLO CHE E’ LA VERA POLITICA, CHE NASCE E SI SVILUPPA ALLA BASE, DOVE I VERI ISCRITTI DI BASE DETERMINANO, COME LE CHIAMO IO LE SCATOLE VUOTE, PROVINCIALI, REGIONALI E NAZIONALI. SONO LORO CON IL LORO POTERE DI ISCRIZIONE, DI FEDE, CREDENDO NEI PRINCIPI DEL NOSTRO PARTITO, CHE VI HANNO ELETTO A TUTTI I LIVELLI, VOI DOVETE RAPPRESENTARCI, E DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI, ANCHE FADENDO CAPIRE I NOSTRI DOVERI. BUON LAVORO
Non capisco Latino….dice “confermo che non intendo assumere la segreteria del partito regionale con questa maggioranza”…..ma forse non ha capito che è il partito - cioè i delegati all’assemblea regionale - che gli ha detto di no, non lui che si è tirato indietro. No, giusto per precisare….
concordo con Pina che desolazione questi uomini, propongo una raccolta di firme per proporre una donna. Noi sappiamo cosa è la realtà cosa vuol dire non avere una politica regionale che si riverbera sulla sanità sui giovani e sulle persone che via via scivolano verso la povertà, insomma fatevi da parte
@Caterina, Claudio e Daniela…ci siamo dati una regola(inserire il cognome nello spazio nome o almeno alla fine del testo)per evitare spam e fake. Vi prego caldamente di riformulare il commento al post. Il tema che sollevate è di particolare interesse e merita di essere discusso.
Riusciamo sempre a fare delle belle figure di merda - questa l’ennesima. Capisco tutto : interessi, logiche personalistiche , screzi vari tra esponenti, arrogazione di potere o quant’altro, comunque rimandiamo sempre ad una figura di merda. In questo siamo il primo partito.
Damiano BARIS
damiano@officine.it
30 Luglio 2010 alle 13:56 
da Roberto De Benedittis:
Già solo il fatto che dopo questa Assemblea regionale, su questo sito ci siano solo 2 commenti la dice lunga sulla voglia di partecipazione e sulla distanza che c’è tra il Partito e la gente in carne ed ossa.
In un momento come questo, con la maggioranza allo sbando ci si aspetterebbe che il PD marciasse compatto, invece ancora siamo ai soliti giochi di potere, di basso potere. Che amarezza!
Come ho detto nel commento fatto alla vigilia della riunione dell’assemblea regionale non riuscire a trovare le condizioni minime per una gestione unitaria del PD nel lazio nella situazione di emergenza che sta vivendo il paese (e ancor di più la vivrà nel prossimo autunno) con una maggioranza di governo alla canna del gas quando la presenza organizzata delle persone e delle strutture del PD sarebbe essenziale per non precipitare l’Italia nel caos è segno di una irresponsabilità inaccettabile dagli aderenti al PD.
Difficile anche da commentare, dimostra una totale afasia degli eletti e delle correnti, con persone che giocano cinicamente allo sfascio e al discredito. Occorre prendere atto che questa assemblea nazionale ed i suoi capetti sono da sostituire in blocco.
Le primarie, certo, ma in queste condizioni sarebbero di nuovo una competizione taroccata da questi capibastone quindi per prepararle seriamente sui contenuti occorre mettere in campo il partito vero: i circoli per discutere di come organizzare l’iniziativa sui problemi dei cittadini e dei lavoratori sostituendo con coordinamenti di circoli il vuoto politico di questi apprendisti stregoni, nel frattempo l’assemblea regionale va sciolta ed il partito del lazio commissariato dalla segreteria nazionale. Solo quando saranno superate le beghe che determinano l’attuale paralisi si potrà riparlare di primarie, avendo prima sciolto le attuali strutture correntizie.
So bene che queste proposte di emergenza (o altre di analogo impatto) non verranno prese aspettando l’ennesimo scontro sul niente fino a che noi, poveri cristi dei circoli, non vi verremoo a stanare con i forconi (e sarebbe già un segno di attenzione sempre meglio della dispora silenziosa….)
Ho creduto al progetto del PD e voglio ancora crederci se qualcuno mi convincerà che la politica e le problematiche del Paese sono al di sopra di qualsiasi interesse o rivendicazione personale. L’Italia è allo sbando totale e gli italiani non sanno a chi santo votare…. E’ necessario che il PD dia spazio alle donne con i fatti e non soltanto enunciandolo nei regolamenti e statuti. Che delusione.
se si sfascia il pdl, e sta già accadendo, accadrà la stessa cosa nel pd, di cui l’unico elemento di coagulo è l’ antiberlusconismo.(Fondo di Panebianco, su Corriere della sera ddel 31 luglio)
Mi auguro di no, ma ci sono tutte le premesse.
Tanto tuonò che alla fine piovve. E che pioggia. Eravamo stati facili profeti a pensare ( aver paura) che le cose si mettessero così: nell’unico modo in cui un gruppo dirigente folle e dissennato mosso da personalissimi interessi poteva concepire lo sviluppo di questa penosa vicenda. Abbiamo assistito, e parlo solo per me, per la parte politica con cui ho condiviso 35 anni di militanza, al fallimento storico di un gruppo di persone venuto su tra comitati e gruppi e gruppetti. Un gruppo che ha pensato che “l’adulterio” , la pastetta e anche a volte l’infamia fossero i percorsi indispensabili e giusti per trovare altre soluzioni ai proprio destini. Meta, Morassut, Carapella, Argentin, Bettini, metteteceli voi gli altri nomi. Vite fottute che non servono a nessuno. Capaci solo di rendere assolutamente vuoto il ruolo di un’assembea di 400 persone ( quattrocento). Di rendere fallimentare anche il suo operato e la sua responsabilità. Mi vergogno per loro. Spero che nessuno lasci nelle loro mani l’istituto preziosissimo delle Primarie o altra forma di consultazione tra gli iscritti. Bersani assuma iniziativa e responsabilità. Commissari con urgenza questa assemblea di pecore assassine. Si azzerino le cariche e si nomimi un Comitato Regionale di una cinquantina di segretari di circolo. I fatti dimostrano che non si ha alcun bisogno di questi zombies in giacca e cravatta. Abbiamo visto un partito meraviglioso organizzare, inventare e gestire una festa eccezionale. Centinaia di volontari e buoni dirigenti veri capaci di fare cose belle e concrete per tutti. Bersani e noi tutti facciamolo per quel partito che nonostante qusta gente c’è e lavora e ci fa sentire pieni di orgoglio. Tra i 400 ci sono miei amici e compagni, chiedo a loro prima che ad altri, di andarsene via subito. Di dare le dimissioni, magari per motivi di salute o personali. Gli altri ( 400) non li conosco tutti. Magari lì dentro c’è chi merita di non essere confuso con la merda. Lo si faccia anche per loro. Lo si faccia adesso. Raccogliamo i consensi minimi necessari. E liberiamo il PD del Lazio da questo cimitero.
Francesco Falvo Sez. Casalbruciato (Tiburtina)
francesco-falvo@libero.it
A questo punto si è voluto sancire l’incapacità della classe dirigente selezionata con il recente congresso di governare il partito. Questo è il dato politico. Poi si possono fare le primarie, si può azzerare tutto con un commissariamento vero, si può rifare il congresso 1000 volte, ma se questi sono i soggetti che devono governare il partito il risultato sarà sempre lo stesso. In uno scatto di dignità i coordinatori regionali delle mozioni congressuali dovrebbero dimettersi e sciogliere le mozioni per favorire l’emergere di nuovo personale politico che li sostituisca.
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