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Parroncini: I fatti separati dagli slogan. Ciampino soffre e Viterbo è al palo

“Siamo vicini alle preoccupazioni degli amministratori di Ciampino che chiedono un adeguamento del numero dei voli che insistono sulla loro città: non basta certo una telefonata tra il Presidente della Regione e il Ministro Matteoli a dare il via ai lavori per il nuovo aeroporto di Viterbo. Soprattutto perché dietro alle buone intenzioni si nasconde la dura realtà. Alemanno e il centrodestra, l’Enac e l’Adr non hanno alcuna intenzione di ridimensionare Ciampino, un aeroporto che in completo spregio delle leggi dopo l’avvento dei vettori low cost, ha più che quintuplicato il volume di traffico senza la necessaria V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e la zonizzazione acustica. A parole tutti convengono che l’attuale assetto del sistema aeroportuale regionale, incentrato sui due aeroporti di Fiumicino e Ciampino, non è idoneo a fronteggiare lo sviluppo della crescente domanda di traffico aereo, soprattutto considerate le gravi ripercussioni che già vive la popolazione residente nell’area del sedime aeroportuale di Ciampino. Ma la soluzione tarda ad arrivare. Perché il Cipe, con le ultime delibere, ha assicurato l’apertura dei cantieri di opere pubbliche per 21 miliardi di euro ma, nonostante le rassicurazioni di autorevoli esponenti del centrodestra viterbese, in Tuscia non è finito neanche un euro. La verità è che Ciampino tornerà alla sua vocazione originaria di aeroporto dedicato a voli di Stato e militari solo quando Viterbo diventerà l’aeroporto low cost del Lazio. E questo accadrà solo quando il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica assicurerà i finanziamenti necessari ad aprire i cantieri. Questi i fatti. Tutto il resto fa parte delle chiacchiere di una politica del centrodestra arruffona e buona solo a coniare slogan pubblicitari”.

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