Non si può trasformare il settore dei servizi sociali in un nuovo baraccone burocratico per giustificare la nomina di altri 12 megadirigenti. Questo non è il tempo dell’abbondanza e degli sprechi. Tutte le risorse disponibili vanno impegnate per dare servizi alle persone e non per alimentare e pagare una nuova organizzazione elefantiaca e ridontante. Oggi al centro Congressi Frentani, all’iniziativa organizzata da Gruppo Pd della Regione Lazio, oltre 300 utenti e operatori dei servizi sociali hanno bocciato di nuovo la proposta di legge regionale presentata dall’assessore Forte e valutata positivamente solo dalla Giunta Polverini. Anche i docenti universitari l’hanno bocciato, anche gli utenti, anche gli operatori anche i sindaci. Questa riforma dei servizi sociali è di stampo di stampo centralista, mortifica il sistema pubblico proponendo l’accentramento delle funzioni sulle singole Asl con un sistema organizzativo che prevede l’eliminazione dei Distretti Sanitari e l’istituzione dell’O.A.S.I. Aumenta i dirigenti ma taglia gli assistenti sociali. La legge prevede un assistente sociale ogni 10mila abitanti, mentre il parametro minimo dovrebbe essere 1 assistente per 3.000/5.000 abitanti. Avevamo sottolineato che con la scomparsa dei distretti socio-sanitari si andava a mortificare il principio del decentramento indebolendo il ruolo politico dei singoli comuni e dei municipi di Roma, colpendo al cuore il principio di prossimità. Purtroppo non siamo stati ascoltati. Risultato? I sindaci sono sul piede di guerra. Guarda caso però le stesse motivazioni hanno spinto i docenti a scrivere un dettagliato comunicato stampa in cui denunciano tutto questo oltre alla sottovalutazione della funzione sociale e professionale svolta dagli assistenti sociali, psicologi, operatori socio-sanitari considerati con questa legge della Giunta Polverini semplici erogatori di prestazioni in un modello puramente assistenziale. Questa legge è sbagliata e va cambiata perche penalizza gli utenti per alimentare la burocrazia.