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  • Fonte: in pdf su rassegna stampa Unione Commercio

Nel 2014 balzo dell’1,4%, incremento degli occupati del 3%,
Bankitalia e Istat: ripresa più forte nel 2016. Zingaretti: un salto in avanti

  • di Umberto Mancini

Il dato

La svolta c’è.
L’economia del Lazio torna a rivedere la luce.
Dopo anni terribili e una crisi che sembrava essere infinita sia l’Istat che Bankitalia certificano la fine dell’incubo.
Di più. L’ente di statistica segnala che nel 2014 il Pil del Lazio è aumentato dell’1,4%, a fronte di una contrazione dello 0,4% registrata in Italia.
Ciò vuoi dire che, insieme alla piccola Valle d’Aosta, la Regione è di fatto la prima in Italia per crescita, superando Lombardia e Piemonte.
Sfatando, una volta di più, il falso mito di un territorio popolato solo da travet fannulloni e dipendenti pubblici assenteisti.
Ma quello che colpisce di più, leggendo i dati Istat e le stime di Via Nazionale, è che il Lazio è anche la prima regione in Italia per quanto riguarda i nuovi occupati con una variazione del +3,% (+0,1% la media nazionale).
In pratica, i posti di lavoro sono aumentati di 76 mila unità.
Primato per la spesa delle famiglie che è cresciuta dell’1,3% (+0,4% la media nazionale).
Il futuro, secondo i tecnici di Banca d’Italia, è rosa.
Perché i segnali di recupero «dovrebbero rafforzarsi nei prossimi mesi», ovvero nel 2016.
In linea, tra l’altro, con le previsioni del governo per quanto riguarda l’intera economia nazionale.
Tra l’altro, secondo l’ultima indagine Excelsior di Unioncamere-ministero del Lavoro, le stime delle imprese confermano che il prossimo anno dovrebbero moltiplicarsi le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, grazie alle modifiche normative del Jobs act e agli sgravi contributivi introdotti dall’esecutivo Renzi.

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Vendite all’estero

A fare da locomotiva, sempre secondo il report di Via Nazionale, sono soprattutto le esportazioni di due comparti tradizionalmente forti a livello regionale: la farmaceutica con il polo di Pomezia (+17,2%) e la chimica (+4,2%).
Dopo l’aumento dello scorso anno, nel primo semestre del 2015 il valore delle esportazioni regionali è cresciuto complessivamente del 14,4%.
L’export è aumentato sia verso l’Unione europea (+14,8 per cento) sia al di fuori di essa (+13,3 per cento).
Molto bene il dato sulle vendite negli Stati Uniti che sono schizzate del 58,4%, mentre sono rimaste stabili quelle sui mercati asiatici.
Ancore ombre invece, ma in via di parziale dissolvimento secondo l’ultimo studio di Nomisma che parla di una ripresa del mercato im-mobiliare, per il settore delle costruzioni.
La ripresa dei consumi è fotografata tra l’altro dalle immatricolazioni di nuove auto, che nei primi 10 mesi di quest’anno sono schizzate del 15,2% rispetto a livelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.
Del resto corre anche il turismo: nel primo semestre del 2015 le presenze presso le strutture alberghiere di Roma e provincia sono cresciute del 4,6%.
L’indagine della Banca d’Italia rileva inoltre che nei primi sei mesi dell’anno la spesa a prezzi correnti dei visitatori stranieri è cresciuta del 9,5 per cento.
Ma per Via Nazionale gli effetti del Giubileo sull’economia del Lazio saranno inferiori a quelli dell’Anno santo del 2000.
Il motivo, si spiega, sta «nelle cifre stanziate, che sono di gran lunga inferiori rispetto al precedente Giubileo».

La svolta

I dati ci dicono, ha commentato Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio che «con la passione, il lavoro, il rigore e l’onestà si possono cambiare le cose. Eravamo per molti aspetti la pecora nera di questo Paese, dedichiamo questi risultati e questo passo in avanti ai cittadini del Lazio. C’è voglia di ottimismo per una situazione che sta cambiando».

Allegato

  • Banca d’Italia, “L’economia del Lazio”, 27 novembre 2015 (pdf, 3.2 M, 24 pp.)

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Video

  • Nicola Zingaretti commenta i dati sull’economia del Lazio (video)

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