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Dai dati Istat, la regione ha esportato merci (articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici) per 15 miliardi di euro. Soddisfatto Zingaretti: “Cala la disoccupazione”

I dati diffusi lo scorso 11 dicembre dall’Istat certificano che nei primi 9 mesi del 2015 la Regione Lazio ha esportato merci per 15 miliardi di euro, circa 1,7 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2014, registrando un incremento del 13 per cento sempre rispetto ai primi 9 mesi del 2014 (+4,2%).
L’export laziale dei primi 9 mesi del 2015 ha rappresentato il 4,89 per cento di quello nazionale, in forte aumento rispetto agli anni precedenti, nel 2007 le esportazioni regionali rappresentavano il 3,7% del totale italiano.
La principale specializzazione delle esportazioni laziali riguarda gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici che rappresentano con 6,6 miliardi di euro il 44% delle esportazioni complessive della regione Lazio.
A seguire ci sono le sostanze e i prodotti chimici con 1,5 miliardi di euro (il 10% del totale export Lazio nei primi 9 mesi 2015) e i mezzi di trasporto con 913 milioni di euro (il 6,1% del totale).
Gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici con un incremento del 14,5% rispetto allo stesso anno rappresentano anche il settore che ha maggiormente contribuito, in valore assoluto, alla crescita dell’export.
Oltre 10 miliardi di euro, il 69,4% delle esportazioni laziali, sono dirette verso i paesi dell’Unione Europea.
L’export verso UE è aumentato del 13,1% in linea con la crescita totale (+13,0%).
Le esportazioni verso i Paesi Europei extra UE rappresentano il 5,0% del totale, in aumento del 4,6% rispetto ai primi 9 mesi 2014.
Un’importante area di destinazione delle esportazioni laziali è rappresentata dall’Asia con 1,6 miliardi di euro in valore dell’export, il 10,5% del totale.
L’America settentrionale con 1,2 miliardi di import dal Lazio fa registrare una crescita del 23,8% rispetto ai primi 9 mesi del 2014.
Anche l’Africa, che in valore rappresenta però solo il 3,2%, delle esportazioni laziali, fa registrare una robusta crescita dell’export pari al 28,5%.
“La forte discesa del tasso di disoccupazione e il forte aumento delle esportazioni delle imprese del Lazio certificati dall’Istat nel terzo trimestre 2015 sono ottime notizie – ha commentato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Questi dati insieme a quelli dell’Inps che registrano un aumento dei contratti a tempo indeterminato nei primi 10 mesi dell’anno del 37,8% a fronte di una media nazionale del +29,8%, indicano in maniera molto chiara che la ripresa economica nel Lazio si sta consolidando. Questi dati sono uno stimolo per continuare a impegnarci sempre di più, la crisi è stata lunga e profonda e la situazione economica resta ancora fragile, ma stiamo percorrendo la strada giusta e le scelte fatte in questi anni cominciano a produrre importanti risultati. Il Lazio cambia: meno disoccupati, più qualità nell’occupazione e più opportunità per le imprese”.
Polemica la Cgil: “Si continua a osannare i dati dell’export regionale. Sappiamo però che esso riguarda in maniera preponderante la farmaceutica e le poche aziende che sono riuscite a fare investimenti in tecnologia e innovazione” scrive, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino.
“Va rilevato inoltre – continua – che il dato sull’export si attesta intorno al 5% del pil, dunque perché si realizzi un’effettiva ripresa deve tornare a crescere la domanda interna: occorrono redditi da lavoro e da pensione e una corretta equità e progressività fiscale. Non si può a ogni piè sospinto trasmettere un messaggio positivo ignorando i tanti cassintegrati, disoccupati e licenziati per via della crisi. L’effettiva svolta si avrà solo dopo aver recuperato gli oltre 4 punti di pil persi con la crisi e una volta risaliti a zero si potrà parlare di crescita. Le scelte compiute dalla Regione in questi mesi, in coerenza con il patto per lo sviluppo e l’occupazione e con l’accordo sull’Irpef – aggiunge – sono di certo positive. Ma guai a rallentare la marcia perché quel patto va completato”.