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Il 15 dicembre 2015, a Roma, presso il teatro Santa Chiara si è tenuto il convegno “Lazio: Verso la salute del futuro”  con la partecipazione, tra gli altri, del governatore della Regione Nicola Zingaretti, di Lorenza Bonaccorsi, presidente del PD Lazio, di Federico Gelli, responsabile Sanità nazionale del Partito Democratico, di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’evento è stato organizzato da Valentina Mantua e Giancarlo D’Alessandro, coordinatori del “Forum Salute e Sanità” del PD Lazio.
I materiali dell’evento – slide, testi degli interventi, foto – sono disponibili sul sito web dedicato alla conferenza http://www.lazio-salute-futuro.it
Di seguito una sintesi degli interventi.

Lorenza Bonaccorsi, presidente PD Lazio

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(qui il video del suo intervento – 5 minuti circa)

La conferenza è stata aperta da Lorenza Bonaccorsi, presidente PD Lazio, parlamentare, componente della segreteria nazionale del PD, membro della Commissione di vigilanza RAI.

Lorenza ha ricordato che l’evento sulla Sanità segue analoghi incontri organizzati dalle Commissioni del PD Lazio in materia di Welfare (16 dicembre),  Ambiente (26 novembre), Legalità (17 novembre ), Lavoro (15 ottobre) e che altri ne seguiranno a dimostrazione che la formula organizzativa innovativa scelta dal Partito Democratico del Lazio – basata sulle competenze – è vincente.
Lorenza ha rimarcato che il PD è il partito che governa il Paese e la Regione Lazio e dunque ha la precisa responsabilità non solo di amministrare ma anche di “costruire il futuro” attraverso un lavoro di analisi e di studio.
La giunta Zingaretti, ha ricordato il presidente del PD Lazio, ha ereditato una Sanità regionale disastrata e commissariata e nel giro di 2 anni e mezzo è riuscita a riportarla a normalità in termini sia amministrativi che di prestazioni sanitarie ma “per quanto importante, tutto ciò non basta, e occorre adesso riportare la Sanità laziale a livelli di eccellenza per farne il motore della ripresa economica della regione”.
La “Legge di Stabilità” viene incontro alle necessità della Sanità delle regioni perché per la prima volta dopo anni dedica considerevoli risorse a:

  • Salute
  • Cultura
  • Sociale.

Questo Paese si è rimesso in moto perché finalmente ha una visione per il futuro” ha concluso Lorenza Bonaccorsi.

Valentina Mantua

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(qui le slide dell’intervento in pdf, 1 M, 11 pp. – qui il video del suo intervento – 13 minuti circa)

Valentina (web, fb, tw, pdlazio) ha iniziato il suo intervento sottolineando l’importanza della “Buona Politica” anche nella Sanità pubblica dove al contrario l’intervento dei partiti spesso non ha prodotto buoni risultati.
Secondo Mantua una “Buona Politica” per la Salute oggi è ancora più necessaria perché siamo in un momento storico di grandi cambiamenti globali che investono le nostre società e obbligano a mutare anche il nostro modo di affrontare i problemi e proporre le relative soluzioni.
L’Italia è tra i paesi con più alta longevità e questo implica di ripensare il nostro modello di welfare perché le nuove tecnologie hanno un impatto significativo anche nel modo in cui i pazienti “vivono” la malattia dato il gran numero di informazioni e di strumenti di autodiagnostica oggi disponibili.
Valentina ha ricordato che in altri ambiti – la Scuola, il Lavoro – il governo “ha cambiato verso” grazie a riforme organiche che hanno dato una risposta chiara ai cambiamenti sopraggiunti: “mentre nell’ambito della Salute questo non è ancora avvenuto”.
Mantua ha anche ricordato il recente rapporto Censis sulla “White Economy” ed il Welfare  che evidenzia il valore economico di assoluta rilevanza di questo comparto.
Salute e Sanità sono quindi il terreno sul quale il Partito Democratico può giocare una grande partita politica assumendo il ruolo non solo di “laboratorio di idee” ma di protagonista del cambiamento: “Servono nuove idee, nuove ispirazioni, nuove ideologie” ha rimarcato Valentina “perché le giovani generazioni si riconoscano in nuovi ideali. Il Welfare e la Sanità devono essere i punti di forza di questo nuovo modello perché difendere la democrazia significa anche garantire la salute dei cittadini”.
Il nuovo “modello di salute” deve capovolgere l’approccio corrente e mettere al centro il malato invece della struttura organizzativa e degli ospedali e concentrarsi su indicatori di miglioramento quali la riduzione delle patologie.
Allo stesso modo Welfare e Salute possono diventare driver di sviluppo perché come evidenziano tutte le analisi delle società specializzate nei prossimi anni la White Economy sarà un comparto trainante se correttamente indirizzato.
La Regione Lazio, con circa 6 milioni di abitanti e una popolazione in crescita, è la seconda regione più popolosa d’Italia dopo la Lombardia; nel Lazio ci sono oltre 50 ospedali, a Roma 6 aziende ospedaliere e 5 policlinici universitari.
“Il Lazio è anche la seconda regione italiana per numerosità di stabilimenti produttivi nel settore farmaceutico” ha detto Mantua “Nel Lazio secondo i dati Farmindustria le imprese del farmaco impiegano oltre 14.500 addetti, 6.500 nell’indotto, con investimenti di grandi imprese a capitale estero e di piccole e medie imprese a capitale italiano. Il Lazio è anche la prima regione d’Italia per export in questo settore”.
Il Lazio ha dunque le potenzialità per diventare una grande regione europea: “siamo qui anche per dimostrare che guidarla in questo processo è alla portata della capacità e della vocazione del Partito Democratico” ha concluso Valentina.

Nicola Zingaretti, governatore Regione Lazio

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(qui le slide dell’intervento in pdf, 1 M, 9 pp. – qui il video del suo intervento – 24 minuti circa)

Nicola ha esordito ricordando che quando si parla di Sanità e Salute occorre ricordare che la Costituzione all’articolo 32  recita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” e all’articolo 3  che occorre “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che (…) impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
La Costituzione dice, in altri termini, che la Salute è un pilastro della nostra democrazia e deve essere motore economico e civile dello sviluppo.
Il governatore, ha anche ricordato gli ottimi dati economici della Regione Lazio per quanto riguarda l’export  in particolare per quanto riguarda le imprese farmaceutiche e ha poi ricostruito il percorso virtuoso che l’amministrazione regionale ha intrapreso per far uscire la Sanità del Lazio dal commissariamento provocato dalle precedenti giunte.
Nel 2014 e 2015 il disavanzo della Regione è sceso sotto il 5% del fondo sanitario (slide) condizione necessaria per uscire dal Commissariamento: nel 2006 le perdite erano quasi di 2 miliardi l’anno (su un budget di 9), nel 2013 circa 669 milioni, nel 2015 282 milioni.

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“Il rientro dal deficit non ha compromesso i livelli dei servizi erogati” ha sottolineato Zingaretti “ perché ci siamo mossi con una strategia articolata su 5 azioni cardine:

  1. efficienza,
  2. conti in ordine,
  3. programmazione,
  4. qualità delle cure
  5. sblocco del turnover.

In due anni di lavoro abbiamo rimesso in ordine e in moto il sistema. Ora siamo nella fase strategica: entro i primi sei mesi del 2016 faremo i piani operativi che disegneranno la nuova sanità”.
“Posso inoltre annunciare” ha detto Nicola “che, per la prima volta, la Regione Lazio ha ottenuto la certificazione sull’adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ottenendo un punteggio di 168 per l’anno 2014. È la prima volta per la sanità del Lazio, che era sempre stata al di sotto della soglia minima, fissata a 160 punti”.
Zingaretti ha anche ricordato il rapporto di Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sull’andamento della spesa sanitaria nelle regioni italiane, che certifica i risultati del Lazio: “nel 2014 in Italia la spesa è aumentata di una media dello 0,89% mentre nello stesso anno, il Lazio ha contenuto la spesa dello 0,18% rispetto all’anno precedente”. (slide)

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Confortanti anche i dati del “Programma Regionale di Valutazione degli Esiti (P.Re.Val.E.)”  elaborati dal dipartimento di epidemiologia del SSR della Roma E: “si tratta di uno strumento importantissimo che contiene le informazioni sulle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali e che ci sta aiutando a migliorare la qualità delle cure in alcune aree strategiche”.

Fabio Amanti, Parent Project Onlus, “Il ruolo delle Associazioni di Pazienti”

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Nel tempo il ruolo delle associazioni dei pazienti sta cambiando: da portavoce di bisogni a soggetti attivi nella giusta rivendicazione di un ruolo da protagonista, che li veda partecipare attivamente – assieme a medici e amministratori – alle scelte di politica sanitaria, vedendo al tempo stesso rispettate le proprie prerogative di “persone consapevoli” nell’ambito della selezione e gestione della propria cura.

Ulteriore ruolo dell’associazionismo è quello della rappresentanza.
Le associazioni dei parenti e dei loro familiari hanno via via preso impegno a fare ‘advocacy’, cioè a prospettare i bisogni e le attese dei malati, a fare presenza attiva nei meccanismi decisionali, a sollecitare aziende e presidi pubblici ad innovare ed intensificare l’azione di cura, a sviluppare forum e community network, addirittura a fare nuova cultura di settore (magari finanziando e promuovendo ricerche apposite).
Diventano così soggetti a pieno titolo del mondo delle grandi malattie.
(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 111 K, 2 pp.)

Adolfo Pagnanelli, “Nuovi Modelli di Appropriatezza Organizzativa”

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La necessità di ridurre i costi senza intaccare la qualità delle cure ha costantemente costretto professionisti e amministratori a centrare l’attenzione sul tema dell’appropriatezza.

Negli ultimi anni questo si è quasi esclusivamente ridotto alla responsabilità del singolo professionista come induttore di spesa, mentre a livello macro si è proceduto troppo spesso a tagli lineari col rischio di colpire allo stesso modo prestazioni necessarie ed inappropriate.
Ci sono, infatti, altre accezioni del termine “appropriatezza”, oltre a quella prescrittiva, forse più importanti da considerare, nello scenario attuale.
L’appropriatezza erogativa, che si riferisce alla sicurezza e alla qualità delle prestazioni e l’appropriatezza organizzativa che definisce l’adeguatezza dei modelli organizzativi a rispondere ai bisogni di salute.
Non è più accettabile remunerare allo stesso modo prestazioni diagnostiche fornite con strumenti obsoleti e quelle in cui vengono utilizzate tecnologie all’avanguardia capaci di garantire maggior sensibilità e sicurezza!
(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 1 M, 3 pp.)

Francesco Bondanini, Dirigente Medico, U.O.C. Biochimica Clinica, P.O. “S. Pertini” Asl Roma B, Gruppo di Lavoro “Acquisto beni, servizi, tecnologie e HTA”, “La tecnologizzazione dell’offerta di salute”

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La medicina moderna si affida sempre di più alle soluzioni tecnologiche per rispondere ai bisogni di salute espressi dai cittadini, sempre più pressanti sia per l’evoluzione di tecnologie diagnostiche e di farmaci sempre più efficaci e costosi, sia per l’aumento della patologia cronica legata all’anzianità legato all’aumento del la sopravvivenza media.
Il progresso scientifico e l’innovazione da una parte, l’incremento del bisogno di salute di una popolazione sempre più “anziana” dall’altra, ha portato alla richiesta, da parte della popolazione, di cure più sofisticate e costose e quindi a una scarsità di risorse economiche.
Oggi è più che mai necessario rispondere con un governo strategico che, pur garantendo le cure necessarie alla buona salute, guidi gli investimenti con principi d i appropriatezza e quindi implementi un sistema di Health Technolgy Assessment (HTA)
(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 57 K, 4 pp.)

Giordano Masini, Caporedattore stradeonline.it

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Quanto valgono, oggi, gli articoli di Nature o di Science, e quanto invece i servizi delle Iene?

La risposta è nei numeri con i quali nel marzo del 2013 – non nel Medio Evo – è stato convertito in legge il decreto Balduzzi che autorizzava la sperimentazione del cosiddetto metodo Stamina a spese dello Stato: tra Deputati e Senatori della Repubblica, 763 a 3 per le Iene (gli astenuti furono 10).
L’idea che la scienza serva alla politica come fertilizzante per opinioni preconcette è abbastanza diffusa, anche fuori dai nostri confini: negli Stati Uniti si parla di “Republican War on Science”, a proposito delle posizioni di frange dei conservatori su clima e evoluzione, mentre uguali e contrari sono alcuni pregiudizi “liberai” sulle biotecnologie applicate all’agricoltura o sull’industria farmaceutica. In Italia siamo andati molto oltre: sono proprio la scienza e la razionalità a essere messe in discussione come strumenti per trovare soluzioni complesse a problemi complessi, e le semplificazioni pseudoscientifiche o antiscientifiche sono divenute addirittura l’humus per nuove ideologie e nuovi movimenti politici di successo.
(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 39 K, 1 pag.)

Davide Integlia, Dottore di Ricerca in Economia e Gestione delle Aziende Sanitarie, “Sanità Voce di Sviluppo”

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Il Sistema Sanitario Nazionale è costituito da un insieme di strutture e servizi il cui obiettivo è quello di garantire a tutti i cittadini l’accesso universale alle prestazioni, che devono essere equamente erogate.

L’innovazione tecnologica, in particolar modo quella applicata al campo farmaceutico, sta rendendo fruibili sul mercato diverse terapie innovative, consentendo ai medici di curare meglio patologie verso le quali risultava molto difficile intervenire fino a poco tempo fa.
Il grado di sviluppo a cui si è giunti in campo medico non è però uguale in tutti i Paesi del mondo, poiché sempre più determinato dall’intreccio delle attività di Ricerca e Sviluppo svolte in vari campi, che ormai spaziano dalle life sciences all’Information and Communication Technology (ICT).
La relazione tra gli investimenti in R&S e la competitività dei Sistemi Sanitari appare dunque chiara ma spesso la mancanza di una classe dirigente competente ostacola il recepimento delle nuove scoperte.
(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 93 K, 6 pp.)

Rodolfo Lena, Presidente della commissione politiche sociali e salute della Regione Lazio

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Rodolfo ha ricordato quanto realizzato dall’amministrazione Zingaretti in due anni e mezzo nell’ambito della Sanità sia dal punto di vista del riordino dei conti sia dei nuovi livelli di qualità dell’assistenza erogata.
Tuttavia secondo Rodolfo, “tutto ciò non basta e siamo ancora a metà dell’opera”. Occorre uno sforzo congiunto da parte di amministratori, classe politica, professionisti per riportare la Sanità del Lazio a livelli di eccellenza come già è stato realizzato in altre regioni.
Ben vengano dunque iniziative come le conferenze del PD Lazio che rappresentano momenti essenziali per la riflessione comune.

Luciano De Biase, Professore Associato di Cardiologia Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare Università Sapienza, Ospedale Sant’Andrea, Gruppo di Lavoro “Sanità Digitale”, “La Sanità Digitale nella Regione Lazio”

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L’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e del la Comunicazione nella Sanità in Italia è in costante aumento ed è, senza dubbio, irreversibile.

E-Health, Digital Heal th, Telemedicina, tutti nomi che descrivono la digitalizzazione degli strumenti, dei processi, del la ricerca e più in generale della Salute.
Le esperienze sul campo, sempre più numerose, contribuiscono a far crescere la consapevolezza, che la Sanità Digitale, la chiameremo così, rappresenti uno strumento di fondamentale importanza per rispondere alle grandi sfide che si pongono oggi al sistema sanitario, chiamato a soddisfare i bisogni e le aspettative di qualità ed efficienza espressi dai cittadini e, al contempo, a invertire il trend di crescita della spesa.
L’aumento dell’età media, l’incremento della cultura sanitaria e la maggiore articolazione dei percorsi di assistenza oggi disponibili portano, infatti, la domanda di servizi ad aumentare costantemente.
In questo scenario, la Sanità Digitale gioca un ruolo importante, in quanto può rappresentare sia un fattore abilitante per facilitare l’accesso alle cure dei cittadini/pazienti e l’inclusione sociale e sia lo strumento per abbattere i costi, rendendo i percorsi di cura più efficienti.

Emanuele Caroppo – Salute Mentale: una priorità

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(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 52 K 3 pp.)

La nostra proposta parte da una duplice esigenza: la prima è quella di mettere realmente al centro del processo terapeutico il paziente, la seconda è quella di rispondere alle mutate esigenze epidemiologiche e demografiche che vedono i disturbi mentali e in particolare la depressione, rappresentare la prima causa di disabilità e perdita di produttività nella popolazione.
Nel caso della Psichiatria emerge anche una terza esigenza: quella di colmare un gap culturale che per anni ha confinato la Psichiatria a specializzazione di serie B ignorando i progressi della ricerca in questo campo.
L’Italia è orgogliosamente i Paese che ha visto realizzarsi la riforma Basaglia, un esempio di
civiltà e di progressismo, riforma nata infatti nella sinistra.
Vogliamo ambiziosamente andare oltre e liberare definitivamente il malato mentale dallo
stigma restituendo a chi soffre di disturbi psichiatrici la stessa dignità di ogni altro malato.

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Nella slide (qui in pdf) sono rappresentati i principi di un manifesto consegnato alla politica prima delle scorse elezioni in Gran Bretagna.
Su questi principi la cultura Europea trova un forte allineamento.

Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

151219-Walter-Ricciardi(qui le slide dell’intervento in pdf, 888 K, 21 pp.)

Walter ha tracciato un rapidao quadro riassuntivo di quanto accaduto in materia di Sanità in Italia dal 2001 ad oggi e dei motivi per cui a partire dal 2007 alcune regione – Liguria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria – sono entrate in dissesto finanziario.
Alle cause “locali”, ha osservato Walter, si sono aggiunti anche i macro fenomeni internazionali che hanno visto grossi cambianti demografici con un aumento generalizzato dell’aspettativa di vita e il conseguente mutamento dell’assistenza richiesta.
“L’Italia è il paese più vecchio del mondo” ha sottolineato Ricciardi perché già oggi gli over 65 sono di più degli under 19.
In questo contesto le soluzioni di breve periodo – tagli e tetti di spesa, controlli stringenti su prezzi e volumi (di fattori e prestazioni), aumento delle compartecipazioni alla spesa da parte dei cittadini – servono solo a garantire la sostenibilità finanziaria della spesa sanitaria nel breve periodo ma hanno scarsa efficacia nel lungo periodo in quanto:

  1. non riescono a tenere sotto controllo adeguatamente i principali fattori di crescita della spesa nel lungo periodo;
  2. presentano rischi per quanto riguarda il mantenimento dei livelli di qualità ed equità dei sistemi.

151219-Walter-Ricciardi-slide1-2(clicca per ingrandire slide)

La risposta corretta consiste invece nel riorganizzare i sistemi sanitari in un’ottica di “sostenibilità” sulla base di:

  • Prevenzione e intervento precoce
  • Empowerment e responsabilizzazione dei cittadini
  • Riorganizzazione dell’erogazione delle prestazioni prestazioni sanitarie

Concludendo il suo intervento, Walter ha ricordato gli elementi positivi di novità:

  • soldi in più (pochi, ma in più!) previsti dalla Legge di Stabilità per la Sanità
  • Riforma costituzionale
  • Riforme (responsabilità professionale) in corso
  • Indicatori in miglioramento
  • Fiducia in via di recupero (pre crisi)
  • Nuova governance di ISS, AIFA ed Agenas
  • Grande stima tra Governo Parlamento Istituzioni
  • Consapevolezza della necessità di fare sistema

Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato

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Tonino ha ripreso il tema dei finanziamenti pubblici alla Sanità contestando l’affermazione che il governo abbia aumentato i fondi per la salute: secondo Aceti negli ultimi tre anni invece gli investimenti in questo settore si sono ridotti di oltre 8 miliardi (-5 nel 2015,-3 nel 2013).

Tonino ha poi rimarcato che il “commissario” Zingaretti non ha mai incontrato i rappresentanti del “Tribunale del malato” (un incontro c’è stato con il sub-commissario Bissoni); secondo Aceti è necessario al contrario istituire un tavolo permanente di consultazione tra amministrazione e associazioni di cittadini e pazienti per meglio monitorare i livelli di servizi della Sanità laziale.
Il Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato ha poi stigmatizzato che nel Lazio i cittadini pagano l’Irpef e i ticket sanitari più alti d’Italia.

Alessandra Barbato, Gruppo di Lavoro “Integrazione Socio Sanitaria”, “Note per una piattaforma politica a supporto dei processi di integrazione tra sanità e sociale. Proposte per politiche regionali favorenti l’integrazione”

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In tutte le buone pratiche di policy sul tema dell’integrazione si parte dal garantire una unicità di gestione istituzionale delle politiche socio sanitarie, socio assistenziali e sociali unificando le competenze degli attuali Assessorati Regionali preposti (Assessorato alla Salute e Assessorato alle Politiche Sociali).
È necessario garantire una condivisione delle informazioni sanitarie e sociali anche tramite tutte le sperimentazioni utili quali la promozione del Fascicolo Socio Sanitari o Elettronico.
Per fare questo serve individuare/mappare le tipologie di soggetti dell’integrazione sociale e sanitaria a livello regionale e definire le tipologie di relazioni tra i soggetti e i portatori d’interesse dell’integrazione sociale e sanitaria.

(qui il testo completo dell’intervento in pdf, 66 K, 5 pp.)

Federico Gelli, responsabile nazionale PD Sanità

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Federico è tornato sul tema della “Legge di Stabilità” e dei fondi che il Parlamento intende assegnare al Welfare e alla Sanità in particolare.

Gelli ha poi ricordato gli altri interventi in materia di Salute avviati dall’esecutivo negli ultimi mesi:

  • il riordino delle competenze tra Stato e regioni anche in materia di sanità
  • nuove regole per la nomina dei Commissari regionali per la Sanità
  • nuovi criteri manageriali per la nomina dei direttori generali della Sanità regionale
  • il piano di vaccinazione nazionale
  • le trattative per il rinnovo del contratto della Sanità pubblica
  • i fondi aggiuntivi per nuovi farmaci
  • lo sblocco del turn-over
  • le nuove centrali d’acquisto basate sulle 5 regioni migliori in termini di spesa e qualità del servizio.

Federico, infine, ha spiegato la nuova proposta di legge presentata dal Partito Democratico in materia di responsabilità professionale.

Teresa Petrangolini, coordinatrice “Gruppo Trasparenza” del PD Lazio, Consigliere Regione Lazio

151219-Teresa-PetrangoliniTeresa ha ripreso il discorso sulla “Buona Politica” in Sanità fatto da Valentina Mantua in apertura della conferenza rimarcando le azioni già condotte dall’amministrazione Zingaretti anche in termini di razionalizzazione e trasparenza:

  • taglio dei manager sanitari
  • istituzione della centrale acquisiti
  • fatturazione elettronica.

“Chi faceva politica solo per scambiarsi posti in Sanità oggi non ha più nulla da scambiare” ha detto Teresa “e oggi finalmente possiamo occuparci di temi veri come la qualità dei servizi”.
Petrangolini ha sottolineato il ruolo di proposta politica e stimolo dell’amministrazione che il PD Lazio ha assunto negli ultimi mesi anche grazie alle Commissioni di Studio e alle diverse conferenze organizzate.
La consigliere regionale ha ribadito che per fare scelte opportune anche in Sanità la cosa più importante è avere a disposizione i dati e da questo punto di vista ha auspicato che l’amministrazione faccia di più, anche seguendo l’esempio dei privati come ha fatto il Gemelli che pubblica le “agende” sul proprio sito web per ridurre le liste di attesa.
Dobbiamo partire dai dati: perché i cittadini accedono al SSN?
Infine Petrangolini è tornata sul ruolo delle associazioni di cittadini e pazienti auspicando che gli “audit civici” siano istituiti in tutte le strutture pubbliche dei cittadini tra gli obiettivi dei DG e che sia migliorata la comunicazione tra amministratori e cittadini anche grazie a tavoli di consultazione periodica con le associazioni.

Altri interventi

  • Gloria Angeletti – La Salute Mentale della donna (pdf)
  • Maria Piconeri – La voce del paziente  (pdf)
  • Marco Ricci – Reti territoriali di integrazione  (pdf)
  • Walter Pezzuto – Sindrome da Chirurgia Malata  (pdf)

Rassegna stampa sulla Conferenza

Il sito web dedicato alla conferenza

I video degli interventi

  • Lorenza Bonaccorsi (video, 5 minuti circa)
  • Valentina Mantua (video, 13 minuti circa)
  • Nicola Zingaretti (video, 24 minuti circa)

Le foto della conferenza

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