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Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato oggi (26 luglio 2016 ndr) il protocollo d’intesa per la realizzazione di un tavolo tecnico istituzionale che gestisca i beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso.
Presenti anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi e il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone.
Tra i firmatari, oltre alla Regione Lazio: il Tribunale di Roma, la Corte D’Appello di Roma, la Procura della Repubblica di Roma, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma, Unindustria, Confcommercio di Roma, Associazione Bancaria Italiana, CGIL, CISL, UIL, Federlazio, CNA, Coldiretti Lazio, Associazione Libera, Legacoop.
Il Tribunale di Roma coordinerà il tavolo e indicherà ulteriori linee guida operative che dovessero rendersi necessarie.

La Regione Lazio, attraverso le proprie strutture si impegna a promuovere, in collaborazione con l’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità:

  • la sottoscrizione di protocolli d’intesa tra la Regione e i soggetti pubblici competenti, che disciplinino le modalità di acquisizione dei dati relativi ai beni sequestrati;
  • prestare la collaborazione, qualora richiesto dai competenti organi statali, al fine di prevenire il deterioramento dei beni tra la fase di sequestro e quella di confisca;
  • istruire le richieste di destinazione dei beni da parte della Regione e la loro assegnazione, in raccordo con i comuni in cui il bene è situato;
  • promuovere la semplificazione delle procedure di destinazione dei beni; predisporre i bandi regionali per la promozione dell’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata e i bandi regionali relativi alla presentazione di domande per attività da svolgere relativamente ai beni trasferiti al patrimonio della Regione;
  • verificare il corretto utilizzo dei finanziamenti stessi da parte dei soggetti assegnatari.

L’amministrazione regionale inoltre si impegnerà a verificare:

  • l’effettiva corrispondenza tra la destinazione dei beni e il loro utilizzo, segnalando alle autorità competenti eventuali difformità;
  • svolgere attività di assistenza tecnica a favore dei soggetti assegnatari dei beni confiscati;
  • effettuare il monitoraggio dell’effettivo utilizzo dei beni confiscati e lo stato del loro utilizzo;
  • realizzare, iniziative per la formazione dei soggetti assegnatari di beni confiscati e la promozione di cooperative sociali per la gestione dei beni stessi e infine a fornire al tavolo tecnico tutte le informazioni relative alle attività e alle iniziative.

Il commento di Nicola Zingaretti

“Il protocollo di gestione beni confiscati è un elenco di impegni. E segna una svolta nella assunzione di responsabilità rispetto al contrasto alla criminalità e alle mafie.
È importante che la responsabilità diventi concreta: a ottobre sarà pubblicato un bando per 750 mila euro rivolto ai comuni che intendono avviare servizi e riconvertire beni sequestrati. Vedremo come andrà questo primo bando e siamo pronti per l’anno successivo”.
“Seconda novità – ha aggiunto Zingaretti – è che lavoreremo affinché in tutti i bandi della nuova programmazione europea – in quei progetti che contengono beni sequestrati – scatti una premialità: non credo che ci siano precedenti di questo tipo, si tratta di una novità culturale che intende lanciare il messaggio che conviene e molto combattere la mafia”.

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