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  • di Valentina Mantua e Giancarlo D’Alessandro

Il Partito Democratico del Lazio, nel contesto delle sue attività e al fine di favorire la partecipazione degli iscritti, ha il compito di elaborare proposte sulle singole tematiche che riguardano la nostra Regione.

Tra queste, la Salute dei Cittadini (talvolta ancora erroneamente definita Sanità) rappresenta un tema di peculiare declinazione regionale e un settore che è chiamato a operare scelte strategiche per rispondere alla crescente richiesta di contenimento dei costi in questo momento storico di crisi finanziaria pur mantenendo la qualità dei servizi.
Di fronte alla crisi mondiale dei sistemi di welfare, il SSN Italiano, per mantenere il suo carattere solidale e universalistico, così come garantito dalla nostra Costituzione, sarà chiamato ad affrontare enormi sfide di rinnovamento dalla portata storica.
La popolazione italiana non è più quella del 1978 quando il SSN fu concepito, l’Italia è il secondo paese al mondo per numero di abitanti con età superiore a 60 anni, con un logico aumento delle patologie croniche e dei livelli di disabilità. Nonostante questo, grazie al rapidissimo avanzamento tecnologico, è ora possibile diagnosticare e curare malattie prima incurabili, i malati oncologici vivono più a lungo e alcune malattie infettive terrificanti come l’AIDS e l’Epatite C possono essere trattate e potranno persino un giorno essere eradicate. I paradigmi di cura cambiano velocemente e insieme a loro cambiano l’epidemiologia generale della popolazione, la professionalità richiesta agli operatori e naturalmente anche i costi. Il sistema dunque è estremamente dinamico, la domanda di salute è aumentata per alcune fasce di popolazione e diminuita in altre, le emergenze sanitarie sono cambiate e i costi della tecnologia richiedono una profonda comprensione del livello scientifico e del valore attribuibile ai vari elementi del sistema.
Di fronte a un settore così dinamico è necessario che le istituzioni preposte alla gestione della spesa sanitaria e dell’amministrazione delle aziende sanitarie, abbandonino la logica dei tagli lineari e adottino una prospettiva di programmazione. Dati nazionali recenti indicano senza dubbio che sono virtuose le regioni che programmano, mentre quelle che adottano tagli lineari sono regioni che “sprecano” e che hanno la più bassa qualità dei servizi.
Ad esempio, è competenza della Regione, declinare gli indirizzi di politica sanitaria che provengono dagli organi centrali, alle peculiarità del territorio amministrato. Questa competenza dovrebbe tradursi in una concreta delineazione dei percorsi di cura e nella costruzione di una rete di cure territoriale e ospedaliere che tenga conto delle esigenze del territorio.
Nonostante a livello nazionale il Patto per la Salute 2014-2016 abbia dato una linea di indirizzo sul contenimento della spesa sanitaria, sulla riorganizzazione dei fondamentali elementi del Servizio Sanitario Nazionale, sull’efficientamento delle cure territoriali, sulla riqualificazione e razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera, ad oggi sembra ancora prevalere uno scenario di confusione e di conflittualità tra le istituzioni, gli operatori e gli utenti.
La riorganizzazione delle fondamenta del nostro sistema sanitario necessita una profonda riflessione politica e una maggiore capacità di concertazione tra gli attori del sistema. E’ comprensibile che i tentativi di cambiamento generino istanze conservatrici che provengono dal mondo delle professioni e dai cittadini stessi. E’ importante tuttavia spiegare il cambiamento nell’ottica della sostenibilità e soprattutto alla luce dei nuovi strumenti di cura di cui dispone il settore in questo momento. La sanità digitale consente il monitoraggio a distanza delle patologie croniche e degli indicatori di salute, favorisce l’accesso alle cure e l’ammodernamento delle strutture e dell’erogazione delle prestazioni, ma perché questo di traduca da parte del cittadino del “sentirsi preso in cura” è necessario che le istituzioni regionali garantiscano un contatto e una comunicazione continui con gli utenti e gli operatori in modo da restituire fiducia in chi garantisce la tutela della Salute di tutta la comunità.
In questo senso il Partito Democratico del Lazio intende riattivare, dopo una pausa di un anno, il Forum Tematico della Salute come luogo di aggregazione di cittadini, amministratori, operatori e iscritti interessati ai problemi della sanità regionale.
La finalità’ del Forum è duplice. Da un lato si articola come un laboratorio di proposte attraverso i gruppi di lavoro. A partire dalla sua nascita nel 2010 e sotto il coordinamento di Lionello Cosentino, sono stati prodotti documenti di alto valore. Quest’attività deve continuare con l’analisi della situazione attuale e con la lettura critica dei documenti che provengono dalla Regione continuando a proporre alternative possibili che trovino soluzioni per le attuali criticità.
Dall’altro lato, il Forum, nella sua accezione più democratica e meno tecnica, è un luogo dove poter comunicare il cambiamento in modo da gestire il dissenso e le resistenze che porta con sé ogni mutamento che modifica, inevitabilmente, delle situazioni e delle abitudini inveterate a tutti i livelli nel “governo” della tutela della Salute.
Proprio per questo motivo si devono abbandonare le istanze individuali per concentrarsi sul bene comune. Il forum non va inteso come uno “sfogatoio” o come un luogo di confronto su tematiche e istanze personali. Il vero obiettivo politico da perseguire è quello di riportare i cittadini a interessarsi alla Salute dai livelli più individuali che determinano le scelte dei propri stili di vita che vengono operate ogni giorno e che poi sappiamo influenzare la salute di un singolo individuo a trenta-quarant’anni di distanza sino alla partecipazione condivisa alla costruzione di una società più sana, e quindi più giusta, più equilibrata e attenta al tema della prevenzione e delle politiche sociali per una maggiore tutela del benessere di tutti i cittadini.
Intendiamo rilanciare i temi sanitari alla ribalta del dibattito politico perché la promozione e la protezione della Salute umana divengano le strutture portanti di ogni agenda politica che comprenda il vero valore dell’impegno sociale e civile come dovremo attenderci appunto dal Partito Democratico.