Cos’è l’anagrafe degli eletti

L’anagrafe degli eletti è uno strumento introdotto nel sistema legale italiano già nel 1982, con la legge 441/82 (più volte modificata e ampliata), con l’obiettivo di garantire ai cittadini/elettori la reale capacità di conoscere gli eletti, la loro azione amministrativa e le loro condizioni reddituali e patrimoniali nel periodo precedente e durante il mandato.

Cosa prevede la legge attuale

Le indicazioni della legge 441/82 sono state di recente riprese e ampliate nella normativa per il riordino della trasparenza (Dlgs. 33/2013).
In buona sostanza si prevede che gli eletti e nominati (per es. i consiglieri e gli assessori di tutti i Comuni) pubblichino e aggiornino regolarmente i seguenti dati:

  • atto di nomina e curriculum
  • compensi connessi alla carica, spese per viaggi e missioni pagati con fondi pubblici
  • altre cariche presso enti pubblici o privati e relativi compensi, altri incarichi con oneri per la finanza pubblica e relativi compensi
  • una dichiarazione in cui sono elencati i diritti reali su beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri (proprietà di case, terreni, auto e altri veicoli); le azioni o quote di partecipazione di società; l’esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società
  • dichiarazione dei redditi
  • dichiarazione delle spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale, ovvero l’attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito.

Dove cercare i dati

I dati vanno pubblicati in un apposita sezione del sito dell’ente di appartenenza, denominata Amministrazione trasparente

Cosa succede a chi non pubblica i dati

In caso di mancata pubblicazione, gli eletti e nominati sono passibili di sanzione pecuniaria.
Cosa più importante, la pubblicazione di questi e altri dati può essere richiesta e ottenuta nel termine di 30 giorni da qualsiasi cittadino, attraverso l’istituto dell’Accesso civico   scrivendo via mail al responsabile della trasparenza dell’ente (di norma il segretario generale o comunale).
La risposta deve arrivare per al stessa via entro 30 giorni. Eventuali inadempienze possono essere segnalate all’ANAC nelle modalità indicate.