fbpx

Lettera al Commissario del PD Lazio Vannino Chiti

Di 4 Ottobre 2010News

Leggi qui il testo completo e le firme della lettera

Caro Commissario Chiti,
la tua nomina a Commissario del PD Lazio sancisce il fallimento di un’intera classe dirigente: la classe dirigente che non ha saputo guidare da protagonista la battaglia per le elezioni regionali, uscendone sconfitta; la classe dirigente che, costruendo una lista debole e rinunciataria intorno a portatori di preferenze personali, ci ha consegnato un gruppo regionale di soli uomini non puntando mai, in nessun caso, sul ricambio generazionale e di genere. Il partito ha puntato sull’individualismo invece che sul proprio patrimonio valoriale divenendo ostaggio dei “signori delle preferenze” e dei capibastone.

La tua nomina a Commissario del PD Lazio sancisce anche il fallimento di un metodo: quello dei caminetti e degli accordi “in separata sede” tra correnti, che hanno perso la connotazione tematica e di sintesi, per divenire luoghi di spartizione.

Correnti che il segretario uscente, Mazzoli, non è stato in grado di limitare e gestire e che lo hanno infine condotto alle dimissioni, dopo la grave sconfitta elettorale.

Correnti che hanno impedito all’assemblea regionale di funzionare, di confrontarsi ed esprimersi su candidati ed opzioni politiche.

Correnti che sono ormai superate dagli eventi, avendo via via – tutte, nessuna esclusa – perso per strada coloro che alle mozioni congressuali avevano aderito per pura passione politica.

Chi scrive ha aderito al Partito Democratico perché crede in un partito moderno e coraggioso, capace di tenere il passo della società e di coinvolgere, in modo partecipato, i suoi elettori e i suoi iscritti.

Siamo quelli che non appartengono a nessun cognome e la cui libertà non è incoscienza, è senso di responsabilità; senso di responsabilità che noi sentiamo nei confronti dell’Italia, del Lazio, di Roma.

Siamo iscritti, dirigenti di questo partito che hanno fatto il congresso su posizioni diverse, ma che vogliono uscire dallo schema correntizio che imbavaglia il dibattito, non entra nel meritodelle questioni politiche e si riduce ad una distribuzione di ruoli interni e di candidature nelle liste.

Tra noi molti elettori che non hanno ancora rinnovato la tessera, ma si considerano coinvolti nel processo di vita del partito.

Siamo quelli che vorrebbero che tu, Commissario, parlassi agli iscritti e agli elettori e non ai capibastone.
Nei prossimi mesi ci aspettano due compiti importanti:

1) scrivere i regolamenti per l’elezione dei segretari di federazione che, forti del voto degli iscritti, devono poter guidare le loro realtà facendo politica sul territorio e mobilitando iscritti e cittadini;

2) accompagnare oltre cento comuni della Regione al voto amministrativo. Tra cui Latina, città dal forte valore simbolico.

Per vincere queste due sfide, serve un approccio nuovo, diverso, anche doloroso. Serve una svolta. Ti chiediamo:

1) di convocare al più presto un’assemblea pubblica, nella quale potrai dettagliare tempi e contenuti del tuo mandato e conoscere senza filtri il partito del Lazio;

2) di avviare, in quell’occasione (e non attraverso trattative correntizie) la composizione della tua squadra, nella consapevolezza della necessità di rispettare la parità di genere, valorizzare i giovani e i “nativi” (quelli che non si erano mai iscritti ad un partito prima del PD), andare oltre le correnti figlie del congresso con spirito meritocratico e non spartitorio, premiando la militanza genuina e disinteressata dei tanti iscritti.

3) di mettere in campo fin da subito tutti gli strumenti atti a portarci rapidamente ad un Congresso del Lazio che ripristini una Assemblea legittimata dalla base.

4) nel caso si dovesse andare ad elezioni anticipate con questa legge elettorale, che il metodo di selezione dei nomi si fondi sulle primarie.

Caro Commissario, da noi non avrai carta bianca. Noi saremo quelli che avrai accanto a te se e quando deciderai di accompagnare il PD Lazio verso il cambiamento, per tornare a vincere.

5 Commenti

  • Giulio Gencarelli ha detto:

    Aderisco alla Vostra inziativa, come iscritto al circolo di Formello. Considero infatti la situazione generale del partito attualmente molto delicata, di fronte alle necessità di rispondere positivamente ad una grave situazione del paese. Non mi sembra infatti che attualmente si manifesti la necessaria fiducia verso il partito da parte di cittadini ed elettori che attendono di sconfiggere questo governo di destra. In particolare nel lazio il partito sembra assolutamente latitante: le iniziative politiche sono completamente assenti. Domina la pratica correntizia e gli schieramenti legati a vecchi dirigenti dei due schieramenti politici che hanno dato vita al partito. Occorre che il commissario prenda in considerazione tutte le inziative per battere questa situazione e creare organismi nuovi fuori dal controllo dei “capibastoni”

  • Lux ha detto:

    Vorrei solo ricordare a chi scrive ed a tutti gli altri che leggeranno, che la sconfitta alle Regionali, secondo il mio modesto parere, non è dipesa dai portatori di voti (magari ce ne fossero), ma dall’incapacità di gestire gli accordi delle alleanze (leggasi UDC) e nel non essere stati in grado di trovare un candidato autorevole del PD o comunque anche se non del PD capace di prendere voti sia a sinistra che al centro (la Bonino non è stata in grado di prendere voti ne dalla Sinistra Sinistra ne dal Centro).
    Come donna personalmente la stimo, ma la sua campagna elettorale è stata molto fiacca ne convincente. Sintomatico è stato che il Venerdi prima delle votazioni invece di stare in giro per il Lazio a fare la chiusura della campagna ellettorale, era a Torino a scommiziare per far votare la lista Bonino/Pannella per le elezioni regionali del Piemonte.
    In quei pochi giorni di campagna elettorale nel Lazio faceva solo uno o due incontri al massimo, in quanto, se ben ricordate, stava facendo lo sciopero della fame e della sete e non aveva le forze.
    Tornando all’incapacità delle alleanze con l’UDC, ricordo che prima dello scandalo Marrazzo c’era l’accordo con i dirigenti dell’UDC (Ciocchetti) con l’avallo di Casini. Anche dopo lo scandalo Marrazzo l’accordo tenne, cambiando il nome del Candidato Presidente, ovviamente, e ci fù il mandato esplorativo di Zingaretti durante il periodo di Natale, ricordate?????.
    Cosa è successo, visto e considerato che l’UDC confermò l’accordo anche con Zingaretti Governatore?????
    E’ successo che D’Alema nel fare a tutti i costi l’accordo con l’UDC in Puglia a fatto saltare l’accordo dello stesso UDC nel Lazio.
    Infatti la “Politica dei due forni” di Casini imponeva che se l’UDC avesse fatto l’accordo nel Lazio non lo avrebbe fatto in Puglia e D’Alema pur di togliersi da mezzo Vendola forzò in Puglia spaccando il PD in Puglia con tutte le conseguenze che ne sono derivate.
    A mio avviso con questa operazione e secondo i suoi calcoli il caro D’Alema voleva prendere, come si suol dire, non due, ma tre piccioni con una fava, infatti voleva dimostrare che in Puglia comandava lui e non Vendola, lo stesso Vendola sarebbe stato ridimensionato e contemporaneamente non chiudendo l’accordo con l’UDC nel Lazio (perchè l’aveva chiuso in Puglia), avrebbe fatto perdere le regionali nel Lazio ridimensionando la maggioranza della classe dirigente PD del Lazio che non si era dimostrata fedele alle Primarie di Ottobre 2009.
    Forse sbaglierò, ma fino a che nessuno mi dimostrerà concretamente il contrario continuerò a pensare quanto ho detto.
    Comunque faccio tanti auguri al Commissario Sen. Vannino Chiti, persona che rispetto e stimo e che credo saprà gestire questa situazione Politica Regionale in modo democratico e trasparente, confermando per Ottobre o Novembre lo svolgimento dei Congressi a tutti i livelli.

  • luciana dragone ha detto:

    sottoscrivo fino in fondo questa lettera ,sono un medico dipendente asl ,e sento che la sconfitta voluta fino pervicacemente dal gruppo dirigente sancirà a breve la fine del servizio sanitario regionale.Circolano nomi ,sempre gli stessi ,per i futuri Dg che richiedono come minimo in regione una nostra vigilanza perlomeno sui titoli di queste persone che ci devono essere (chiarezza e trasparenza sui curriculum )per esplicare un incarico così importante e così potente ,ma a tuttoggi non mi sembra che ci sia mossi molto in questo senso .Bisogna tampinare questa giunta e portare a conoscenza dell’opinione pubblica quali personaggi di storaciana memoria si stanno profilando al’orizzonte ,prima che sia troppo tardi, ma per fare questo ci vuole un cambio di passo nella nostra dirigenza che anch’essa si è dimostrata poco coraggiosa nella scelte da fare nella sanità e agganciata agli stessi carrozzoni di sempre (sempre le stesse persone ,anche per noi sembrano non esistere altri personaggi che quelli legati al potere )tanto da non fare minimamente sentire ai cittadini quel cambiamento che ci avrebbe consentito la vittoria,nonostante i sacrifici fatti da tutti gli operatori come me che hanno creduto e credono fino in fondo nel servizio pubblico e non hanno chiuso un servizio.Sottoscrivo la lettera e spero che si arrivi presto ad una chiarificazione

  • Claudia Costa ha detto:

    PD portuense

  • Francesco Falvo ha detto:

    Simpatica letterina a Babbo Natale. Scritta da chi ha sfasciato l’assemblea regionale e il suo funzionamento. Scritta da chi ha sfiduciato un ragazzo di 39 anni alla segreteria e non è stata poi capace, nè direttamente , nè indirettamente tramite i suoi capibastone, di fornire nemmeno un nome da usare in alternativa, magari preso dalla settimana enigmistica.
    Il nulla.
    Adesso dopo la nomina di un galantuomo come Commissario del PD Lazio, si ha il coraggio di minacciare, nemmeno tanto velatamente, l’impegno, la persona e il lavoro serio cui occorrerà sottoporsi per rilanciare almeno la macchina del PD.
    Si detta addirittura un’agenda a Vannino Chiti, quando sarebbe stato molto più opportuno e dignitoso dettarsela da soli quando si poteva, dagli stessi che oggi , con una sicumera degna di altre occasioni, non danno carta bianca al Commissario.
    Una figuraccia soprattutto pensando al fatto che chi minaccia, in realtà carta bianca l’ha già avuta e ne ha fatto carta straccia.
    Si parla sempre degli altri, e mentre lo si fa, non ci sia accorge di essere già stati rottamati.
    Buon lavoro a Vannino Chiti. Buon lavoro ad un galantuomo, che saprà trovare altri galantuomini, per lavorare, in autonomia, con lui, per tutti noi.

Lascia un commento