Direzione regionale PD Lazio: 6 ottobre, ore 17, Hotel Aran Mantegna in via Mantegna 130 (Roma)

Mercoledì 6 ottobre, alle ore 17, si terrà la Direzione regionale del Pd Lazio presso l’Hotel Aran Mantegna in via Mantegna 130, in Roma. All’ordine del giorno, l’approvazione del regolamento per i congressi di circolo e i congressi provinciali; le primarie per le elezioni comunali; varie. Sarà presente il Coordinatore della Segreteria nazionale del Pd, l’onorevole Maurizio Migliavacca.

Vannino Chiti, commissario Pd Lazio, vicepresidente del Senato

6 Commenti

  • Nicola ha detto:

    Caro Chiti,
    voglio portarle all’attenzione alcune perplessità circa il regolamento che domani dovreste votare.
    Si va per votare un regolamento simile al precedente e che ha portato circa l’80% dei circoli a non avere un segretario, rendendo impossibile l’attività sui territori. Vi ringrazio per la partecipazione ma circoli con 40 membri… 20 donne che non esistono ingessano un partito e rendono impossibile operare. Gli organi superiori sono plenari, la direzione è ridicola, si vota tutto all’unanimità, è impossibile il confronto (eccetto che nei caminetti, salotti o sale dei bottoni). Assemblee di tali dimensioni rendono impossibili anche le semplici riunioni visto che difficilmente si trova il numero legale. In ultimo come possiamo contestare la legge elettorale se noi siamo i primi ad eleggere i nostri organi con le liste bloccate. Certo che non leggerete mai questa mail auguro buona giornata

  • Giacomo Menghini ha detto:

    No alle liste bloccate nella celebrazione dei congressi provinciali e di circolo.
    La bozza di regolamento congressuale prevede che l’elezione dei quadri locali e provinciali del Lazio avvenga per liste bloccate, proprio con lo stesso meccanismo che giustamente il PD sta contestando con forza per quanto riguarda la legge elettorale.
    Nella precedente tornata congressuale sono state utilizzate le doppie preferenze (una donna e un uomo) nelle elezioni degli organismi di circolo, senza che ci siano stati particolari problemi. Non capisco perche’ ora si debba scegliere una soluzione al ribasso che contrasta con le dichiarazioni di principio sul rispetto della volonta’ degli elettori, tanto più che in questo caso sono gli stessi nostri iscritti.

  • Giacomo Menghini ha detto:

    Un ulteriore elemento riguarda l’eccessiva numerosità degli organismi direttivi. Nel nostro Circolo di Nettuno un Direttivo di 40 componenti ha significato nei fatti l’impossibilità di avere il numero legale per la convocazione in gran parte delle occasioni.
    Evitiamo un inutile assemblearismo che di fatto lascia il partito in mano alle decisione dei capocorrente e dei caminetti e puntiamo ad un numero massimo di 20 componenti di Direttivo per i Circoli.
    Analoghe valutazioni dovrebbero riguardare, con le dovute proporzioni, la Direzione Regionale.

  • Sandro ha detto:

    Oggi si terrà la direzione regionale, che dovrà approvare il regolamento per i congressi provinciali e di circolo. Ho letto una proposta, credo abbastanza consolidata di regolamento e la cosa che balza immediatamente all’attenzione del lettore è che gli eletti del direttivo di circolo e dell’assemblea provinciale saranno scelti con “LISTE BLOCCATE”, ovvero mentre da un lato chiediamo a gran voce di “RIFORMARE LA LEGGE ELETTORALE” reinserendo la preferenza, dall’altro, al nostro interno TOGLIAMO LA PREFERENZA (utilizzata nelle ultime primarie provinciali e di circolo)per reinserire le liste bloccate.
    Altro elemento, la proposta parla di un’assemblea di 400 membri, per esempio per la provincia di ROMA, anche l’assemblea regionale ha 400 membri, ma è regionale…a cosa dovrebbe servire un’assemblea di 400 membri a stare in pace con la coscienza per poter dire che c’è ampia democrazia e rappresentatività e subito dopo prendere decisioni nei “caminetti” composti dai capi di corrente? per non parlare di una direzione provinciale (organo esecutivo) che è composta tra 80-100 membri.
    A me sembra che non ci siamo, queste sono operazioni di salvaguardia di una classe dirigente che vuole accontentare i propri “peones” appuntando una medaglia per poter ottenere fedeltà.
    Non è questo il PD che pensavo e speravo.
    Credo che il Senatore CHITI, abituato alla realtà toscana sarà rimasto terrorizato dalla realtà laziale, ma spero che oggi abbia la forza di scrivere una pagina di democrazia vera, dove se le cose non funzionano si ha il coraggio di cambiarle.
    Me lo auguro e lo auguro al PD.

  • Alessandro Cosmi ha detto:

    mi pare che tutti siamo d’accordo nel contestare le LISTE BLOCCATE e l’eccessivo numero di componenti dei vari livelli locali…speriamo che Chiti, uomo saggio, sappia mettere ordine nel caos.

  • Enrico Pasini - iscritto al circolo Marconi ha detto:

    pubblicate al più presto il regolamento approvato, comprensivo degli emendamenti

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