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Montino-Maruccio (IDV): Il Piano rifiuti della Polverini è solo un piano di belle speranza

“Il Piano dei Rifiuti è il Piano delle belle speranze e della superficialità. Non solo non risolve i problemi ma, nella sua incertezza, crea ansie e preoccupazioni tra Sindaci e cittadini. Tanto per iniziare e per non smentirsi, anche nel caso dei rifiuti, si annuncia un ulteriore aumento delle tariffe. Il piano accoglie una norma del decreto legislativo 152 che prevede l’aumento del 20% del tributo di conferimento pagato dalle Autorità d’ambito che l’applicheranno ai Comuni inadempienti, che, non è difficile immaginarlo, a loro volta lo applicheranno ai cittadini. Tutto questo significa che pagheranno tutti i Comuni (compreso quello di Roma) che nel 2011 non avranno raggiunto il 60% di raccolta differenziata. Visto come procede l’Ama di Alemanno, i cittadini romani hanno di che preoccuparsi: dal Campidoglio arriveranno aumenti della Tarsu. Il provvedimento, per altro, conferma la natura scolastica del piano, perché non tiene conto che già oggi i Comuni non pagano il conferimento in discarica e hanno complessivamente 200 milioni di debiti con i vari gestori. L’unica novità del piano ci pare quella di realizzare un unico ambito regionale e di rendere concreta la possibilità che i rifiuti di Roma vadano a colmare qualche sito della provincia di Roma. Il piano non lo dice espressamente ma la direzione di marcia è chiara. E’ un piccolo favore ad Alemanno e un grande sfregio ai Comuni del Lazio. Non potendo allargare la discarica di Malagrotta, ormai al suo esaurimento, la Giunta regionale ha trovato l’espediente di allargare l’Ambito territoriale ottimale di Roma estendendolo alla sua Provincia. Il Piano non fornisce le risposte che ci si attendono. Oltre a Linee guida generiche e percentuali di raccolta differenziata ambiziose contiene poco altro. Sarebbe interessante sapere con quali risorse i comuni potranno raggiungere l’obiettivo di raccolta differenziata al 65%. Il Piano non lo dice. Soprattutto manca qualunque indicazione sui nuovi siti per la discarica che dovrebbe servire la metà dei rifiuti della nostra Regione prodotti a Roma. Non si capisce, eppure dovrebbe essere la base del funzionamento di questo Piano, quali siano le risorse, gli strumenti e gli obiettivi fissati per ridurre la produzione dei rifiuti. Sono fissati dai tre ai cinque anni i tempi di realizzazione e di messa a regime degli impianti in costruzione. Nel frattempo dove vanno i rifiuti? Anche questo è un segreto. Vogliamo augurarci che questo piano sia una bozza con cui discutere con l’opposizione, le parti sociali e gli enti territoriali. Perché necessita di importanti e sostanziali modifiche. Il centrosinistra ha evitato che nel Lazio si creasse l’emergenza rifiuti e posto fine ad una gestione commissariale che durava dal 1999. Non vorremmo che in breve tempo si tornasse alla situazione di 10 anni fa, aggravata da un’emergenza simile a quella napoletana”.

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