Gruppo PD: Polverini non governa, sanità Castelli allo sbando

Una comunità intera alle prese con gli effetti ufficiali del piano di rientro sulla sanità e, soprattutto, dei danni collaterali prodotti dall’incapacità dell’esecutivo regionale di governare una manovra cosi complessa e dolorosa come quella innescata dai decreti Polverini. La comunità è quella dei Castelli, e in particolare quella di Velletri che è alle prese con il depotenziamento dell’ospedale locale sia per le riduzioni derivate dal piano che per quelle indotte dalla mancanza di personale. Ancora oggi, nonostante gli annunci della Presidente e
del Pdl, infatti il blocco del turn-over perdura: solo il 10% del personale che va in pensione può essere rimpiazzato. A conferma che le buone entrature della Polverini a Palazzo Grazioli, non hanno prodotto
alcun risultato per i cittadini del Lazio. Questa mattina una delegazione del Pd composta dal capogruppo Esterino Montino, dal vicepresidente  del Consiglio regionale Bruno Astorre e dai consiglieri Carlo Ponzo e Tonino D’Annibale hanno visitato l’ospedale locale, su invito del sindaco di Velletri. Nei piani del centrosinistra doveva essere l’ospedale di punta dell’area sud della provincia romana e di parte della provincia di Latina. Per il suo potenziamento era previsto un investimento di 23 milioni di euro. Sono spariti, mentre alcuni reparti rischiano la chiusura operativa perchè non c’è personale sufficiente. E’ una situazione che penalizza e offende tutti i 500mila cittadini della zona dei castelli. Il piano della Polverini prevede solo tagli e non offre alcun servizio alternativo. Si taglia e basta. Così non si può andare avanti. Dopo la visita alla struttura di Velletri la delegazione del Pd ha fatto visita alla clinica S. Raffaele i cui dipendenti così come tutti gli altri del gruppo Tosinvest, hanno ricevuto la lettera di licenziamento. “La Polverini non governa, e questo è il  risultato – hanno detto i Consiglieri del PD- un conto sono i rapporti e i comportamenti della proprietà, altro è il destino dei malati e dei lavoratori. Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Noi siamo qui a testimoniare la nostra solidarietà e il nostro impegno affinché i diritti dei lavoratori e dei malati vengano rispettati”.