MONTINO: IN PERICOLO LE ECCELLENZE DELLA SANITÀ DEL LAZIO

La situazione in cui versano gli ospedali classificati è gravissima e vicina al punto di non ritorno. Tanto da minare funzionalità, operatività e la stessa sopravvivenza di strutture d’eccellenza. Ne sono esempio lampante i casi del Gemelli e del S. Lucia. In entrambi gli ospedali è sempre più forte il rischio che non si paghino a dicembre né stipendi, né tredicesime. E, come sembra, non ci sono le risorse sufficienti per garantire le prestazioni.

Il S. Lucia, struttura che rappresenta l’eccellenza della riabilitazione non solo nel Lazio ma a livello nazionale, rischia addirittura di chiudere. Nella stessa situazione di profondo rosso, anche se per motivi non solo legati alle rigide misure derivate dal piano di rientro, ci sono altre strutture di media grandezza come l’Idi S. Carlo. A rischio, secondo stime dei sindacati come pure dei gestori delle strutture c’è il posto di lavoro di 1500 persone e la concreta prospettiva di un impoverimento gravissimo del sistema sanitario regionale . Lavoratori che sono un patrimonio di conoscenza e professionalità a spasso e cittadini privati delle cure migliori.

La Regione deve mettere in campo una fase di straordinario impegno per evitare che questo scenario diventi realtà. Ho piena coscienza del fatto che non si può derogare da quelle che sono le indicazioni nazionali e dal tavolo tecnico. Credo però che non si possa nemmeno avere come stella di riferimento soltanto i conti. Innanzi tutto i pagamenti mensili concordati vanno rispettati a tutti i costi. Se questo non accade, anche per breve tempo, va in crisi il sistema. L’assessorato al bilancio inserisca anche le strutture del sistema religioso nell’accordo sui pagamenti in modo da garantire anche a loro un più facile accesso al credito bancario. Questo si può fare anche subito.

Occorre però dare una prospettiva a questa vicenda che si trascina da tempo. La soluzione sta nel coinvolgere lo Stato. Da qui la nostra proposta: chiedere l’apertura di una tavolo con il Governo, i ministeri dell’economia e della sanità, per dirimere le questioni normative che frenano ogni possibilità d’intervento. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, il tempo a disposizione rischia di scadere.

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