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“SE NON MARTA, CHI?” LA LEONORI PRESENTA IL SUO PROGRAMMA PER LE PRIMARIE REGIONALI

“Se non Marta, chi?”. E’ con questo slogan che Marta Leonori ha presentato il programma della sua candidatura alla segreteria regionale del Pd Lazio al Caffè della Pace ad un incontro cui hanno partecipato il senatore Ignazio Marino ed i deputati Michele Meta, Rosa Calipari, Paola Concia, Valter Tocci, Massimo Pompili, Marianna Madia, Sandro Gozi oltre ai vertici del partito romano Marco Miccoli ed Eugenio Patanè e allo sfidante Giovanni Bachelet.

“Ci sono voluti coraggio e volontà per decidere di partecipare a queste primarie – ha spiegato la Leonori – generalmente non mi lancio nelle cose in prima persona perché sono abituata a vivere il partito con spirito di servizio”. La giovane trentaquattrenne e direttrice dallo scorso luglio della Fondazione Italianieuropei dovrà vedersela alle primarie con un politico navigato come Enrico Gasbarra, deputato ed ex presidente della Provincia, ed è sicura che “andremo oltre il congresso del 2009. Con la mia candidatura, infatti, abbiamo messo insieme persone che avevano scelto un percorso diverso”.

Marta Leonori propone un programma “con lo sguardo rivolto al futuro”, con alcune proposte illustrate di fronte ad una platea composta anche da personalità come Pietro Folena. Si parte dalle riforme interne al partito, che “nel Lazio viene da un momento difficile, è bloccato da un anno e mezzo, anche a causa di avventure come quelle di Rutelli o della Bonino. Serve una classe dirigente rinnovata e innovativa, occorre ridare centralità ai circoli e agli organismi dirigenti, trasparenza nei meccanismi decisionali, valorizzare la conferenza delle donne e dei giovani democratici, riattivare l’autofinanziamento, creare una commissione per scrivere in tempi rapidi le regole per le primarie per i parlamentari”.

Poi tre proposte da mettere immediatamente in cantiere: “Far partire una campagna di elaborazione e iniziativa per discutere di quale sistema territoriale vogliamo costruire, una campagna contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio e puntare a una riduzione dei costi impropri della politica. In un periodo di crisi quello dei vitalizi agli assessori regionali esterni è uno scandalo inopportuno, tanto quanto il numero delle Commissioni in Regione che è un caso unico in Italia. Servono criteri di trasparenza e produttività nelle nomine pubbliche delle aziende partecipate e della sanità, così come nel settore degli appalti”.

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