Marco Guglielmo: “Pd Lazio ancora un’assemblea troppo attenta ai nomi e allergico alle cose” (1° luglio 2014)

Di 1 Luglio 2014 PD Lazio

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Fonte: pagina FaceBook di Marco Guglielmo

“Abbiamo chiesto alla nuova Presidenza di riconvocare con rapidità l’Assemblea del Pd Lazio per discutere gli ordini del giorno (qui i testi ndr) che abbiamo presentato durante l’ultima seduta” lo dichiara Marco Guglielmo, già candidato alle primarie per il segretario Regionale.
“Ancora una volta l’assemblea è stata molto incentrata sui nomi e sulle nomine, e poco sulla discussione di merito. Oltretutto, e ci dispiace molto, continuiamo a vedere riunioni convocate per ratificare decisioni prese altrove, comunicate sui giornali, sui giornali contestate in modo feroce da chi poi, il giorno dopo, viene nominato coordinatore della segreteria, di una segreteria, che peraltro, a cinque mesi dalle primarie che hanno eletto Melilli, ancora non c’è. Questo modo di procedere non ci piace. Non ci piacciono i richiami alla gestione unitaria se questi si traducono in un accordo sulle postazioni da occupare. Se unità si vuole, è sull’impostazione politica che si deve lavorare. Per questo abbiamo affrontato l’assemblea presentando quattro ordini del giorno, e ci dispiace che non si sia voluto affrontare la discussione per porli in votazione. I testi che abbiamo proposto non sono “sacri”. Siamo disponibili a modificarli perché diventino patrimonio di tutto il Partito. Ad una semplice (e forse banale) condizione.
Che per noi il Pd Lazio alcune scelte deve farle; respingendole con una chiara assunzione di responsabilità se le ritiene sbagliate.
Deve per esempio, come abbiamo proposto, scegliere se abbia un senso dire che il “tesseramento pulito” non è un fatto organizzativo,ma la premessa di una rigenerazione politica che liberi il Pd dal correntismo personale. E secondo noi deve affermarlo non in modo vago, ma con il preciso impegno che chi si rende responsabile di iscrizioni “a pacchetto” danneggia il Pd e quindi deve starne fuori.
Deve decidere se vuole fare dei circoli i luoghi aperti alla discussione o i terminali delle filiere, se debba essere il Partito, o come spesso accade i singoli eletti, a porsi il tema di come contribuire alle loro spese.
Deve decidere se vuole essere un Partito Democratico, che permette agli iscritti ed elettori di partecipare di un dibattito politico trasparente ed informato, che faccia poi scegliere loro, ad esempio, che tipo di riforma istituzionale preferiscono, quali misure di riconoscimento dei diritti civili, o ancora quale modello di sviluppo e politiche del lavoro, o se sia una strada da perseguire quella referendaria per l’abolizione del fiscal compact.
Deve decidere se le pari opportunità valgono solo per gli organismi di Partito, dove peraltro è stata rinviato senza motivazione il riequilibrio di genere della Direzione regionale, o anche per gli eletti alla Pisana, con una nuova legge elettorale. Abbiamo posto questi temi, e su questi temi chiediamo una scelta.
E stiamo seguendo un metodo.
Rispettare ciò che abbiamo proposto con la nostra mozione congressuale. Proporre quei contenuti a tutto il Partito.
Abbiamo iniziato in assemblea; questo sarà il nostro metodo, che proseguirà anche in direzione, chiedendo scelte chiare sul modello sanitario, sul sistema dei rifiuti, sulla mobilità, e su diverse altre questioni.
Il nostro sforzo per far uscire il Pd da quella che sembra un’allergia verso le questioni di merito, e da un attaccamento morboso a qualunque cosa riguardi i nomi, sarà continuo e senza sosta. Ci auguriamo davvero che questo metodo trovi un consenso più ampio dei confini della nostra mozione.
Noi siamo aperti alla discussione, come riteniamo dovrebbe essere nella natura di un Partito che si chiama Democratico”.

Ordini del giorno presentati all’Assemblea del PD Lazio del 24 giugno 2014

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