Bonaccorsi: “Lazio, anticipare la conferenza del Pd” (Corriere della Sera, 1° settembre 2014)

Di 2 Settembre 2014 News

 

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L’intervista. Lorenza Bonaccorsi manda un messaggio a Cosentino: “Un partito che non può discutere mi fa proprio paura”. Scelte decisive per Roma, anticipiamo la conferenza del PD
La presidente del partito nel Lazio: Sblocca Italia e stadio, non sbagliare.
La città può ricominciare a crescere: il PD deve aprirsi al confronto e non temerlo

  • di Al. Cap.

Non solo difende la discussione nel Pd sulla vicenda stadio, ma la rivendica: «Quella di Tor di Valle sembra essere l’opera più importante della consiliatura, perché non dovremmo parlarne? Si ha paura della discussione nel partito? A me un partito così fa paura».
Lorenza Bonaccorsi è il presidente del Pd Lazio, insieme con altri ha preso posizione sulla costruzione dello stadio della Roma: la «partita» è a un passaggio decisivo, in questo lunedì l’assessore Caudo incontrerà i capigruppo, giovedì ci sarà la giunta.
E adesso Bonaccorsi rilancia: «Bene la conferenza programmatica del partito indetta dal segretario romano, Lionello Cosentino, ma facciamola subito, a settembre e non ad ottobre».

Bonaccorsi, scusi, ma perché?

«Perché finalmente la città ricomincia ad avere speranza. Da una parte il lavoro eccezionale del governo con lo Sblocca Italia che ha dato tanto a Roma, dall’altra la vicenda dello stadio: si tratta di scelte strategiche, importanti, in grado di rilanciare la nostra città dopo cinque o sei anni terribili. Ci fu la spinta propulsiva delle amministrazioni Rutelli e Veltroni, poi più niente. Ma adesso, come detto, ci sono nuove opportunità di rilancio che vanno sfruttate al massimo per il bene di Roma».

E bisogna discutere di tutto?

«Ma io domando: a chi fa paura la discussione? Non si discuteva prima? Prima dell’auditorium, ad esempio, ci fu un confronto lunghissimo. E così è stato sempre. Perché adesso un’opinione diversa dalle altre passa per essere un’osservazione estemporanea ed estiva? Io difendo il metodo, il modo di fare politica che nel partito c’è sempre stato, confrontandosi».

Nel merito, invece, lei ha preso posizione…

«Ma io ho detto che la proprietà doveva rimanere della Roma da mesi, non adesso. Capisco che per molti esponenti Pd di sesso maschile sembri una gara a chi è più romanista ma io vorrei fare una discussione ampia, di sistema. L’obiettivo, sullo stadio, è non ripetere gli errori del passato: le opere infrastrutturali devono essere portate a termine contestualmente allo stadio, non in una fase successive. E comunque: se ne può parlare liberamente, nel partito? Si può, si deve». 

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