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Assemblea dei delegati PD della provincia di Viterbo – gli interventi (22 ottobre 2015)

Di 22 Ottobre 2015PD Lazio

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(foto tratte da TusciaWeb.eu)

  • di Agatino Grillo

Il 19 ottobre 2015 a Viterbo ha avuto luogo l’assemblea provinciale dei delegati del PD della provincia in vista dell’organizzazione di una successiva “Conferenza Programmatica”.
Obiettivo dell’incontro è stata presentare le proposte per riorganizzare e razionalizzane i circoli PD della provincia di Viterbo dotandosi anche di nuovi strumenti organizzativi quali i coordinamenti territoriali di area vasta.
L’evento è stata anche una occasione di “ascolto” della base del partito e dei suoi eletti anche per raccogliere idee e proposte da consegnare al PD Lazio per le modifiche statutarie che si stanno discutendo a livello regionale.
In qualità di ospiti hanno partecipato all’assemblea anche:

  • Piero Badaloni, coordinatore della Commissione “Forma Partito e Statuto” del PD Lazio e componente della Commissione nazionale sulla riforma dello Statuto
  • Valeria Valente, deputata eletta a Viterbo, componente della Commissione nazionale sulla riforma dello Statuto.

Di seguito una sintesi degli interventi.

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Manuela Benedetti, vice segretaria della federazione del PD della provincia di Viterbo

Manuela ha illustrato il “percorso di riflessione” che la federazione di Viterbo intende avviare nei prossimi 2 mesi tra i propri Circoli con l’obiettivo di misurare lo “stato di salute” del partito e individuare nuovi strumenti per favorire la partecipazione e rafforzare la trasparenza.

A tal fine ai Circoli sarà distribuito un questionario per raccogliere informazioni utili alla definizione di un giudizio obiettivo sulla “qualità” delle strutture territoriali.
I risultati del questionario, ha sottolineato Manuela, saranno analizzati da una commissione esterna al gruppo dirigente della Federazione di Viterbo.

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Piero Badaloni, coordinatore della Commissione “Forma Partito e Statuto” del PD Lazio e componente della Commissione nazionale sulla riforma dello Statuto

Piero ha spiegato che la Commissione “Forma Partito e Statuto” del PD Lazio ha l’incarico di formulare, tenendo conto anche del mutato quadro politico e istituzionale, proposte di riforma dello statuto regionale per quanto riguarda:

  • l’organizzazione della struttura territoriale e regionale del partito,
  • le modalità di partecipazione alle attività politiche da parte di iscritti ed elettori,
  • il processo di selezione dei candidati alle cariche pubbliche e alle cariche interne e del partito,
  • i sistemi di controllo interno per il rispetto delle regole, la conformità alle norme di legge e allo statuto, la prevenzione dei comportamenti non leciti.

La Commissione Statuto regionale, ha sottolineato Badaloni, ritiene che alla base delle proprie proposte debba esserci in primo luogo l’elaborazione e la condivisione di un nuovo modello di partecipazione politica.

Tale modello di partecipazione deve consentire l’effettiva capacità di incidere, in misura diversa tra iscritti ed elettori, nella trasformazione della società attraverso formulazione condivisa di programmi per i territori e per il Paese.
Al contempo, ha detto Badaloni, va superato l’attuale impostazione che espone al rischio di ridurre l’attività politica delle strutture territoriali e centrali alla mera individuazione dei candidati nelle competizioni elettorali e alle cariche di partito
Tale modello prevede di ridisegnare gli organismi di partito, deliberativi, esecutivi e di controllo, così da garantire non solo trasparenza e democrazia interna ma anche la capacità, misurabile, di produrre valore e ricchezza politica ai fini della missione di trasformazione della società.
Le attività della Commissione regionale, ha ricordato Piero Badaloni, procedono in sintonia con le analoghe attività della Commissione nazionale sul medesimo argomento alla quale partecipano sia lo stesso Badaloni sia Valeria Valente.
Il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, anch’egli componente della Commissiona nazionale, ha recentemente pubblicato un intervento in cui anticipa alcuni punti fermi del nuovo Statuto nazionale:

  • primarie per l’elezione dei segretari regionali riservate solo agli iscritti,
  • primarie nazionali per la scelta del candidato premier aperte agli elettori purché registrati in un albo
  • candidato unico del PD nelle primarie di coalizione.

Infine Badaloni ha ribadito che la Commissione regionale intende muoversi confrontandosi con i Circoli e le federazioni e che pertanto non appena le prime proposte saranno definite essa saranno sottoposte alla consultazione degli iscritti.

Alessio Trani responsabile Organizzazione della federazione del PD della provincia di Viterbo

Alessio ha spiegato in dettaglio i motivi che hanno spinto la Federazione di Viterbo ad intraprendere una analisi dello “stato di salute” dei circoli del PD.

Si è partiti dalla constatazione che oltre la metà delle strutture territoriali manifestava difficoltà, problemi e criticità sui temi dell’impegno sui territori, del coinvolgimento dei cittadini, della “qualità” del tesseramento.
“Di fonte a tali numeri” ha detto Trani” abbiamo ritenuto necessario individuare un percorso nuovo che a partire da una fase di ascolto sapesse anche individuare nuovi strumenti di coordinamento, condivisione, partecipazione”.
Fondamentale da questo punto di vista, ha sottolineato Alessio, è il lavoro comune tra i diversi circoli che permette di allargare gli orizzonti, di combattere fenomeni di “individualismo diffuso” che fanno male alla sinistra, di rendere più trasparente l’operato degli iscritti, dei dirigenti, degli eletti.

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Andrea Egidi, segretario della federazione del PD della provincia di Viterbo

Andrea ha svolto un appassionato intervento a difesa dell’identità del Partito Democratico che rappresenta oggi, nella regione, nel Paese, in Europa, lo strumento più forte per lo sviluppo economico e sociale e il baluardo più saldo contro i populismi.

Proprio per rafforzare il PD anche in vista delle prossime tornate amministrative è però necessario sciogliere alcuni nodi che rimangono irrisolti dalla sua fondazione e in primo luogo la discrasia tra il partito dei Gazebo e quello dei Circoli.
Fortunatamente, secondo Andrea, anche grazie alla rinnovata leadership del PD si sta arrivando ad una chiarificazione dei ruoli di iscritto e di elettore e particolarmente utili saranno, a riguardo, i lavori delle Commissioni Statuto regionale e nazionale.
La sfida diventa perciò quella di convincere quanti più elettori a “diventare soci del Partito Democratico” assumendosi quindi responsabilità e impegni maggiori ma ottenendo in cambio, anche grazie a maggior trasparenza e controlli, l’assicurazione di partecipare da protagonista, in maniera attiva e propositiva, al processo di trasformazione della società.
Anche per tali motivi è stato deciso di intraprendere, a cominciare dalla Federazione di Viterbo, un percorso di analisi e trasformazione dei Circoli del Partito.

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Valeria Valente, deputata, componente della Commissione nazionale sulla riforma dello Statuto

Valeria dopo una breve introduzione dedicata ai temi politici nazionali ha illustrato le attività in corso della Commissione nazionale Statuto.

Questo organismo è al lavoro per aggiornare alcuni punti politici essenziali per la natura stessa del Partito Democratico:

  • la funzione degli iscritti e la necessità di un ruolo attivo degli elettori nel rapporto con il partito;
  • una nuova disciplina delle primarie per differenziarne più chiaramente l’utilizzo nella selezione delle candidature a ruoli istituzionali o negli incarichi di partito;
  • una proposta per la riorganizzazione dei circoli finalizzata a ridargli vitalità e funzioni.

Il PD, come recita l’articolo 1 dell’attuale Statuto, è un partito “costituito da elettori ed iscritti” e dunque ad esempio vanno individuati e ben definiti gli ambiti di impegno e di responsabilità di iscritti e elettori: ai primi è assegnato il compito di scegliere chi ricopre le cariche di partito, ai secondi attraverso le primarie di selezionare i candidati per le cariche elettive locali e nazionali.
Tuttavia ha rimarcato Valeria la partecipazione alle primarie non può esaurire l’impegno degli elettori del PD; servono anche altre forme di coinvolgimento quali ad esempio la scelta dei temi per le campagne politiche nazionali, il coinvolgimento in progetti territoriali, l’individuazione di nuovi servizi per i cittadini
Quello della Commissione quindi, è un lavoro molto articolato e dibattuto, che non ha ancora prodotto dispositivi e che anzi, al momento delle prime indicazioni, verrà inviato nei territori per la discussione.
D’altronde le nuove regole allo studio nascono anche dal mutato quadro giuridico.
Infatti a seguito dell’abolizione del finanziamento pubblico e dell’introduzione della scelta del 2 X 1000, i partiti sono infatti chiamati ad un maggior rispetto, anche formale, delle regole di trasparenza, di inclusione, di rispetto delle minoranze.
Alla Camera, inoltre, è stato presentato dal Partito Democratico un progetto di legge di riforma della natura giuridica dei partiti politici che prevede tra gli altri di definire in maniera più chiara diritti e doveri degli iscritti.
Questo in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, soprattutto per andare incontro all’indifferibile esigenza di definire una efficace democrazia interna.

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