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Workshop: Parchi e Contratti di Fiume, Roma 31 marzo 2017

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Il 31 marzo 2017 al 1° Workshop “Life Tiber Assist”, Cristiana Avenali, consigliera PD in Regione Lazio e coordinatrice della commissione “Ambiente e agricoltura” del PD Lazio  presenterà la nuova legge del Lazio sui “Contratti di Fiume” approvata  lo scorso gennaio.

L’evento

  • 1° workshop Life Tiber Assist – evento preparatorio all’XI Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume
  • Venerdì 31 marzo 2017, ore 10
  • Sala G. Imperatori, piazza Venezia 11 – Roma

Comunicato di Cristiana Avenali

Il 31 marzo vi aspetto a Roma, a Piazza Venezia, per l’incontro “Parchi e Contratti di Fiume” che si inserisce tra gli incontri preparatori all’XI tavolo nazionale sui Contratti di Fiume. Presenteremo la nuova legge Regionale sui Contratti di Fiume e il lavoro che stiamo facendo sul Tevere. Insieme ad esperti nazionali e di altre regioni, istituzionali e non, cercheremo di fornire indicazioni pratiche alle tante proposte di contratto che stanno nascendo nel territorio regionale, ed in particolare ci soffermeremo su come il Contratto di fiume è utile ai Parchi per la gestione della governace, della partecipazione, della qualità ambientale e per lo sviluppo di attività sostenibili.

Disciplina dei Contratti di Fiume

“Valorizzare le risorse idriche del Lazio, a partire dal fiume Tevere, è un grande obiettivo in termini ambientali ma anche turistici, sportivi, sociali e culturali su cui lavoro da tempo. Oggi il Presidente Zingaretti ha lanciato l’ “Operazione Tevere pulito” per la manutenzione delle sponde del fiume, ed ha annunciato la creazione di un Ufficio per i Contratti di fiume. Non posso che essere felice di vedere concretizzato quanto previsto nella Proposta di legge sui Contratti di fiume, lago, costa e foce che è diventata legge nel corso della manovra di bilancio. Grazie ad un mio emendamento alla legge di stabilità, infatti, la Regione si è dotata di uno strumento molto importante per la salvaguardia dal rischio idraulico e per la riqualificazione delle acque, attraverso processi partecipati e volontari.” Lo dichiara in una nota Cristiana Avenali, Consigliera regionale del PD e promotrice della legge regionale sulla disciplina dei Contratti di fiume.

“I contratti di fiume sono riconosciuti anche a livello nazionale quali strumenti di programmazione strategica, che partendo dalle bellezze ma anche dalle problematiche del territorio, come il dissesto idrogeologico, la scarsa qualità delle acque ma anche lo stato di abbandono in cui a volte versano gli ambienti fluviali, attraverso il coinvolgimento volontario di tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, perseguono l’obiettivo di dare una risposta concreta – spiega Avenali – Il coinvolgimento del territorio e la partecipazione sono l’asse portante dei Contratti di Fiume, e nel Lazio sono già molte le esperienze in corso che grazie alla Legge e all’Ufficio unico per i Contratti di Fiume potranno godere di riconoscimento, supporto e coordinamento.”
“Il Tevere, nello specifico, rappresenta una infrastruttura verde fondamentale per i cittadini romani e laziali, per questo già nel 2014 ho presentato una proposta di legge sul Parco fluviale del Tevere, e sono convinta che risorse comunitarie come i programmi Horizon e Life, sul quale la Regione Lazio ha presentato nello scorso hanno un progetto interregionale di 16 milioni di euro, siano oggi uno strumento imprescindibile per garantire la riqualificazione delle aste fluviali, il miglioramento della qualità delle acque, e un’opportunità economica attraverso le attività sportive, ricreative, sociali, culturali e di educazione ambientale che possono tornare a far vivere le rive dei fiumi della nostra Regione.” Conclude Cristiana Avenali

Allegato

  • Testo legge Regione Lazio sui Contratti di Fiume (pdf)

Zingaretti: resto nel Pd per cambiarlo e ricostruire l’Italia (20 febbraio 2017)

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Dobbiamo essere chiari. Quanto sta avvenendo nel Pd non può essere vissuto come un’improvvisa sorpresa. Un fulmine a ciel sereno. Sarebbe più onesto dire che si tratta dell’epilogo di una storia fatta anche di errori di sottovalutazione

Dobbiamo essere chiari. Quanto sta avvenendo nel Pd non può essere vissuto come un’improvvisa sorpresa. Un fulmine a ciel sereno. Sarebbe più onesto dire che si tratta dell’epilogo di una storia fatta anche di errori di sottovalutazione.

Tentativi falliti di costruire una cultura politica unitaria, aggravata dallo smantellamento di luoghi e sedi unitarie di confronto ed elaborazione, sostituiti sempre più da una serie di occasioni ed eventi separati: fondazioni, meeting, riunioni, gruppi…
Questa parcellizzazione del partito ha portato a un’affiliazione di militanti sempre meno legata alla promozione di un progetto unitario utile al Paese e sempre di più sostenuta da gruppi in competizione gli uni con gli altri, spesso per spartirsi posti e poltrone. In questo processo, ha preso il sopravvento un metodo del confronto per cui, più che alle idee, si punta a criticare o demonizzare chi le idee le esprime.
Ma la cosa più grave – anche qui, epilogo scontato – è che il moltiplicarsi di personalismi e correnti ci ha allontanati dal sentire profondo del Paese, dalle sue angosce e paure. Una distanza che ha preso il volto delle sconfitte che si continuano a ripetere.
Io mi auguro che la scissione non ci sia e mi auguro che tutti facciano quanto possibile per evitarla.
Per quanto mi riguarda, ovviamente rimarrò nel Pd.
Con le mie idee e, anche, con il bagaglio dell’esperienza politica positiva nel Lazio.
Ma è ovvio che qualsiasi cosa accada, il congresso non potrà che porre al centro due temi fondamentali, intimamente legati tra loro: come cambiare il Pd e come ricostruire l’Italia.
Cambiare il Pd, che ha bisogno oggi di ridefinirsi profondamente per tornare una grande forza politica in grado di dare una speranza di cambiamento alle persone.
Il Pd deve ricostruire un tessuto capace di tenere insieme le energie positive che l’Italia sa esprimere, e diventare un laboratorio di profonda innovazione per dare risposte politiche e di governo al Paese.
E ricostruire l’Italia, che significa innanzitutto saper intercettare le ragioni del malessere e della rabbia delle persone e, quindi, dare loro risposte credibili, sulla base di un progetto equo di sviluppo e di progresso economico e sociale basato sulla qualità del lavoro, sulla qualità dei servizi, sulla qualità dei sistemi formativi.
C’è un popolo di eroi a cui dobbiamo dare conto: i militanti e gli elettori che, malgrado tutto, alla sfida del Pd continuano a credere.
È con loro che dobbiamo cambiare.

Altri articoli su Nicola Zingaretti

Zingaretti: legalità e la trasparenza in Regione Lazio (11 febbraio 2017)

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L’11 febbraio 2017 Nicola Zingaretti ha aperto i lavori del 4° seminario del PD Roma sul tema “Legalità e trasparenza” illustrando i provvedimenti attuati e i risultati ottenuti dalla giunta regionale contro la corruzione e per la legalità.

All’evento hanno partecipato – tra gli altri relatori- anche i consiglieri regionali del PD Teresa Petrangolini e Baldassarre Favara.
Di seguito una sintesi dell’intervento di Nicola Zingaretti. Tutti gli interventi, le slide e le foto dell’evento sono disponibili sul sito democratici-digitali.com

Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio: intervento di apertura sui principi di legalità e trasparenza

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Nicola Zingaretti (web, fb, tw, email) ha iniziato il suo intervento ricordando che la “battaglia per la legalità” è stato uno degli elementi qualificanti del suo programma elettorale del 2013 anche perché il consiglio regionale del Lazio era stata coinvolto in una serie di scandali che avevano portato alle dimissioni della precedente giunta di centro-destra guidata da Renata Polverini.
Dopo la vittoria del PD “ci siamo subito posti il tema di come voltare pagina, contrastare il malaffare e i comportamenti non etici” ha detto Zingaretti “per ridurre il rischio di corruzione quanto più possibile.”
In una regione come il Lazio – ha aggiunto Zingaretti – è impossibile ridurre a zero il rischio corruzione “ma questo non può essere una giustificazione: si può fare in ogni caso moltissimo per ridurre il «brodo dell’illegalità» che genera consenso ma contemporaneamente mina le basi della buona politica”.
“La nostra amministrazione” ha continuato Nicola Zingaretti “non ha cercato scorciatoie ma ha preferito affrontare i veri nodi con la consapevolezza che questo nel tempo avrebbe creato un consenso più vero e pulito da parte dei cittadini”.

Innovazione e semplificazione amministrativa

La prima mossa dell’amministrazione Zingaretti è stata “l’innovazione e semplificazione amministrativa”: è stata eliminata la “babele” delle centrali appaltanti che da 22 sono passate a 12 con in testa la “Centrale unica degli acquisti”.
“Questa spending review intelligente ha permesso risparmi per circa 700 milioni di euro e garantisce massima trasparenza e tracciabilità della spesa” ha rimarcato Zingaretti.
L’azione del governo regionale ha visto inoltre la riduzione degli “enti regionali” e delle società partecipate “entità inutili che erano solo finalizzate a creare consenso e che favorivano il rimpallo delle ridistribuzioni decisionali”.
Oggi la Regione Lazio ha solo 4 grandi società:

  1. Nuova COTRAL Spa: trasporto pubblico locale
  2. Nuova ASTRAL SpA: funzioni di agenzia per la mobilità; attività di progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della rete viaria regionale.
  3. Lazio Innova SpA: attività per lo sviluppo economico regionale
  4. Lazio Crea SpA: supporto all’esercizio di funzioni amministrative regionali, gestione sistema informativo regionale e attività di formazione

Sono stati cancellati circa 500 posti tra componenti di CDA e Direzioni e “oggi abbiamo una macchina amministrativa più efficiente e controllabile”.

Rotazione dei dirigenti

Un altro punto qualificante dell’azione della Giunta Zingaretti è consistita  – grazie a nuove norme nazionali – in un’ampia rotazione dei dirigenti.
“La rotazione dei dirigenti ha dato il via a una miriade di ricorsi a Tar e Consiglio di Stato ma abbiamo vinto tutte le cause” ha detto Zingaretti “Abbiamo anche assunto nuovi dirigenti basandoci solo su CV e merito. Questo ci ha permesso di migliorare i nostri servizi ai cittadini: eravamo la terzultima regione d’Italia per capacità di spesa dei fondi europei ed oggi siamo la prima”.
Zingaretti ha anche voluto sottolineare l’importanza della formazione per una efficace azione anticorruzione dei dipendenti pubblici e ha ricordato che la Regione Lazio insieme all’Istituto Jemolo  ha organizzato corsi di formazione in materia di anticorruzione e antimafia per i dipendenti dei comuni.

La riduzione della “discrezione amministrativa”

Un altro punto fondamentale, ha detto il governatore del Lazio, è stata la riduzione della “discrezione amministrativa” in materia di pagamenti: “oggi la Regione Lazio paga fatture e debiti commerciali esclusivamente con criterio cronologico” e ha ridotto sensibilmente i tempi di pagamento.

La collaborazione interistituzionale fra Regione e altri corpi dello Stato

La collaborazione interistituzionale fra Regione e altri corpi dello Stato –  come ANAC, Guardia di Finanza e Carabinieri – è stata fondamentale.
Il Lazio è stata infatti la prima amministrazione pubblica a sottoscrivere un “accordo di vigilanza attiva” con ANAC (video) che riguarda sia la redazione delle gare di appalto sia le prassi operative dell’amministrazione.
Un altro protocollo è stato sottoscritto con la Guardia di Finanza ed uno è in via di definizione sempre con la GdF esclusivamente per il controllo della spesa nelle ASL.

Digitalizzazione di beni e servizi

La digitalizzazione di beni e servizi permette assoluta tracciabilità e migliora la trasparenza: “grazie ad essa” ha detto Zingaretti “abbiamo scoperto irregolarità e vere e proprie truffe ai danni della Regione”.
Oggi grazie all’applicativo informatico GecoWeb tutte le pratiche relative ai fondi UE sono digitalizzate e disponibili H24.

L’Osservatorio regionale sulle Mafie

Zingaretti ha anche rivendicato la costituzione dell’osservatorio regionale sulle Mafie – il cui responsabile Cioffredi è intervenuto in un precedente seminario.
Si tratta di un lavoro di altissimo livello che produce annualmente un rapporto i cui dati permettono maggiore coscienza sul fenomeno della criminalità organizzata nel Lazio.

La cultura della legalità e del controllo

In conclusione del suo intervento Nicola Zingaretti ha voluto sottolineare che solo una attenta cultura della legalità e del controllo rende efficace l’azione amministratrice per sua natura esposta a a rischi di infiltrazione da parte della criminalità.
“A Roma e nel Lazio” ha detto Zingaretti “troppo spesso si è finto di non vedere e di non capire di fronte a episodi di malaffare sotto gli occhi di tutti. Serve maggiore coscienza consapevolezza e competenza sia da parte dei cittadini, sia da parte degli amministratori e momenti di approfondimento come questo seminario del PD Roma sono fondamentali in questo ambito. Legalità è garanzia di buona politica mentre l’illegalità è foriera di antipolitica”.

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Conoscere Roma e la sua area metropolitana, 3 febbraio 2017 a Roma

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3 febbraio 2017 ore 15.30 presso la sede di Legautonomie Lazio, Via degli Scialoja, 3 (VI Piano) Roma

Introduzione

  • Bruno Manzi – Presidente Legautonomie Lazio
  • Gaetano Palombelli – Coordinatore Commissione Riforme e assetti istituzionali PD Lazio

Relazione tecnica: numeri e tendenze del territorio comunale e metropolitano di Roma capitale
Interventi di sindaci, presidente di municipio, amministratori locali, componenti della commissione PD Lazio

Interventi programmati

  • Michela Di Biase – Capogruppo PD Roma Capitale
    Federico Ascani – Capogruppo “Le città della Metropoli” Città metropolitana
    Matteo Orfini – Commissario PD Roma
    Rocco Maugliani – Segretano PD Provincia di Roma

Conclusioni

  • Fabio Melilli – Segretario PD Lazio

Mafia Capitale, beni sequestrati alle mafie, caso Ostia – primo seminario del Forum Legalità PD Roma (21 gennaio 2017)

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Sabato 21 gennaio 2017 – dalle ore 9.00 alle 13.30 – avrà luogo il primo dei 4 seminari dedicati a “Legalità e Trasparenza” organizzati dal “Forum Legalità” del Pd Roma  e dedicato a “Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie”.

L’intero percorso si articola in 4 incontri:

  1. sabato 21 gennaio 2017
  2. sabato 28 gennaio 2017
  3. domenica 5 febbraio 2017
  4. sabato 11 febbraio 2017

ed è destinato ad amministratori locali, iscritti ed elettori del Partito Democratico.

Gli incontri avranno luogo – dalle ore 9.00 alle 13.30  – presso la sede nazionale del Partito Democratico in via Sant’Andrea delle Fratte a Roma.

Per partecipare è necessario inviare una mail a legalita@pdroma.org indicando i propri dati e recapiti.

Programma di sabato 21 gennaio 2017

Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie e il commissariamento di Ostia

  • 9.00-9.30 – saluto iniziale di Matteo Orfini , presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico;
  • 9.30-11.00 – intervento di apertura e lezione del magistrato Alfonso Sabella , sugli appalti di Roma Capitale, il nuovo codice degli appalti e il commissariamento di Ostia;
  • 11.00-11.20 – introduzione dell’avvocato Iside Castagnola sulla legge 109/96 in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati e/o confiscati per reati di stampo mafioso
  • Pausa caffè 10 minuti;
  • 11.30-12.30 – intervento di Luca D’Amore , avvocato con lunga esperienza all’Agenzia del demanio e all’Agenzia per i beni confiscati e Davide Franco, amministratore giudiziario;
  • 12.30-13.30 – intervento sulla mafia a Roma ed Ostia della giornalista del quotidiano La Repubblica Federica Angeli

Programma completo

  • Il Programma completo delle 4 giornate è disponibile qui in formato pdf

Altre informazioni

Nicola Zingaretti, Referendum costituzionale: perché abbiamo perso (13 dicembre 2016)

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È evidente che ci sono stati nostri errori e sottovalutazioni.
C’è stata una grandissima sottovalutazione dello sconvolgimento sociale che sta avvenendo in occidente.
Occorre un campo largo democratico e progressista, aperto, plurale

  • di Nicola Zingaretti

Quali sono stati i motivi di una così potente affermazione del No?

Dopo il risultato referendario questa domanda non è riuscita a imporsi nel dibattito del partito democratico.
In assenza di analisi avanzano scenari e soluzioni utili a disegnare e garantire assetti ma, credo, poco utili a risolvere i problemi e a dare risposte ai nostri militanti.
È evidente che ci sono stati nostri errori e sottovalutazioni.
È difficile, tuttavia, trovare il modo di parlarne serenamente.
Anche in un momento così drammatico, comunichiamo separatamente con il nostro popolo.
Non come un “collettivo”, come una comunità e un partito impegnati in un confronto.
Intervengono i “leader”, i capi corrente: il più delle volte attraverso dei twitter e comunicati stampa, raramente in un rapporto diretto con le persone; oppure si alimentano i gossip giornalistici, elevati a commento e analisi politica.
È difficile confrontarsi sulle idee, perché si punta principalmente a criticare o distruggere chi le idee ha il coraggio di esprimerle: una deriva, questa, irresponsabile e autodistruttiva.
Vorrei provare a uscire da questo schema.

Aumento delle disuguaglianze

1. Credo che il motivo più evidente dell’affermazione del No e del sentimento che lo ha sostenuto, lo abbia suggerito l’Istat nelle ore successive al risultato elettorale: un aumento incredibile delle disuguaglianze sociali. http://www.huffingtonpost.it/2016/12/06/istat-poverta-1-su-4-italia_n_13451604.html Una situazione economica mossa e diversificata, ma nella quale prevale un mix tra incertezza sul futuro, una bassa produttività e una moltitudine di giovani economicamente emarginati.
Una recente analisi del Mckinsey Global Institute (poorer than their parents http://www.mckinsey.com/global-themes/employment-and-growth/poorer-than-their-parents-a-new-perspective-on-income-inequality ) illustra che tra il 2005 e il 2014 una quota che va dal 65 al 70% delle famiglie, in 25 economie avanzate, ha visto ridursi o non crescere il proprio reddito; nel periodo 1993 – 2005, invece, questa quota era solo del 2%.
L’Italia, inoltre, è risultato il paese con la più alta percentuale di famiglie che non ha visto crescere il proprio reddito disponibile: il 97%.
Potrei continuare, ma è evidente che su questo tema c’è stata una grandissima sottovalutazione dello sconvolgimento sociale che sta avvenendo in occidente, mentre le grande potenze asiatiche continuano a crescere con impeto e minacciosamente.
Qui è radicata la rabbia e la paura.
Ciò spiega perché il racconto di Renzi, del tutto legittimo, rispetto allo sforzo compiuto per il rinnovamento, ai risultati ottenuti per il miglioramento del paese, pieno di speranza e di ottimismo, non ha coinciso fino in fondo con ciò che milioni di persone percepiscono quotidianamente: la fatica del vivere, la precarietà, una sensazione di esclusione e di abbandono.
Ecco la delusione per qualcosa che la politica ha promesso e che, se in parte realizzato, riguarda solo gli altri.
Non abbiamo saputo parlare alla marcata dualità dell’Italia; rivolgendoci contemporaneamente alla parte produttiva, ricca, integrata alle aree più forti dell’Europa e a quella, geograficamente trasversale, più dolente, povera, con scarse prospettive.
Qualcosa evidentemente non ha funzionato se non siamo riusciti a tenere insieme nel nostro discorso i ricchi e i poveri e il sostegno alle energie più forti con l’accorciamento delle distanze tra chi ha e chi non ha.
Non è poca cosa; perché la sinistra ha in questo la sua ragione fondamentale per esistere.

Il nostro isolamento

2. Il secondo motivo che ha inciso non poco è stato il nostro isolamento.
Già nelle amministrative c’era stato un campanello di allarme.
Nella prima repubblica un missino non avrebbe mai votato Pci, nel nostro tempo gli elettorati si sommano.
È, dunque, di fondamentale importanza, anche a fronte del lavoro per una nuova legge elettorale, capire come rigenerare un campo progressista e una rete di alleanze politiche che non rendano solitario, nella sua battaglia, il partito democratico.
Ciò non significa tornare alle coalizioni infinitamente numerose di partiti, rissose, eterogenee, insieme per ragioni esclusivamente elettorali, avide di potere e dominate dai calcoli egoistici di ogni componente.
Significa più semplicemente ragionare in termini di un campo largo democratico e progressista, aperto, plurale, capace di decidere attraverso forme rapide ed efficaci di democrazia di coalizione e anche attraverso un rapporto diretto con gli iscritti e gli elettori.
Con questo spirito abbiamo vinto in tante città; penso all’esperienza di Pisapia a Milano, di Zedda a Cagliari, di Merola a Bologna e potrei continuare; e penso anche al risultato nel Lazio, seconda regione italiana, dove grazie allo spostamento verso di noi del 12% dell’elettorato, abbiamo potuto governare per 4 anni con una alleanza ampia e, mi sembra, all’insegna dell’innovazione, del cambiamento e della giustizia sociale.

Il partito

3. Infine, il partito.
Nella riunione della direzione del Pd non si è discusso e nei giorni successivi è emerso un drammatico quadro di frammentazione.
L’attivismo di gruppi, sottogruppi, correnti e infuocati “capi locali” è stato più forte dell’identità unitaria e di ogni capacità di ascolto.
È prevalso il rifiuto pregiudiziale delle ragioni dell’altro, che sta rendendo il post referendum addirittura peggio del risultato: cadere è grave, non riuscire a reagire e rialzarsi è addirittura peggio.
Vengono al pettine problemi emersi da anni e paghiamo il prezzo dello scarso investimento sul partito e il suo rinnovamento dei gruppi dirigenti che si sono susseguiti fino a oggi.
Per altro le attuali correnti, in assenza di visione, garantiscono solo nicchie di potere, al contrario di un tempo, quando nella prima repubblica, avevano almeno il merito di garantire rapporti di massa con la società e custodire profili politici.
Questo schema va spezzato e nessuno di noi può essere chiamato a rafforzarlo, schierandosi in modo meccanico.
Sarebbe come imitare quel film del 1983 War Games: alla fine del gioco nessun vincitore.
Dobbiamo, al contrario, superare una degenerazione che per responsabilità di tutti, ha trasformato e ridotto i militanti in tifosi e ha diviso i dirigenti tra quelli al “servizio” o “contro” il capo. Probabilmente l’autonomia culturale, la libertà e la responsabilità che ne scaturisce, le abbiamo buttate insieme alle cose del passato che effettivamente andavano superate. Ma esse non erano un problema, semmai, un valore e una ricchezza.
Detto questo, e per le ragioni dette, oggi sarebbe illusorio e sbagliato pensare che un rilancio della forza e delle ragioni della sinistra passi dalla caduta di Renzi.
La Cnn dopo il voto ha intervistato Di Maio, non Fassina.
Il teorema secondo il quale la sinistra per risorgere deve cannibalizzare e uccidere i suoi leader, è un film tristemente già visto.
Non ho mai votato per Matteo Renzi e dopo i suoi trionfi non ho mendicato intorno alla sua corte; ma oggi con serenità dico che è profondamente ingiusto negare che rappresenti una grande forza e che grazie alla sua leadership il Pd si è ricollocato al centro della scena politica e ha avuto di nuovo un chance.
Così come credo sia un errore fuorviante pensare che mandare fuori la sinistra dal Pd garantirebbe una identità “pura”, vincente e finalmente innovativa.
Un partito di uguali equivale a un partito di pochi e spesso mediocri.
Il pluralismo si organizzerebbe fuori in forme autonome e il Pd rimarrebbe Pd solo nel nome.
Oggi si tratta di affrontare l’enormità dei temi che abbiamo davanti e non di scaricare le responsabilità su contrapposti capri espiatori.
Dopo la battaglia referendaria che il segretario ha combattuto con tenacia e forza, e che io ho condiviso, tocca proprio a Renzi riaprire il discorso.
E tutti con occhio sereno e senza pregiudizio, hanno il dovere di ascoltare e valutare se in questa riapertura di discorso ci sono quelle correzioni e la svolta che ritengono necessarie.

Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il Si al Referendum Costituzionale (28 novembre 2016)

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  • di Valentina Mantua

Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il al Referendum Costituzionale, in particolare la riforma del Titolo V è ritenuta strategica per l’applicazione delle linee di indirizzo politico elaborate dal Forum e discusse nel documento allegato. Il sostegno al Sì è stato anche condiviso con altre realtà politiche come la “Commissione “Promozione dell’Associazionismo” coordinata da Renato Ienaro e la “Commissione Lavoro e Formazione coordinata da Bruno Scazzocchio. Si sono uniti alla promozione dei principi di uguaglianza e universalismo che ispirano la proposta di riforma anche molti comitati. Ad esempio il comitato “Medicina Personalizzata” che intende favorire lo sviluppo e l’utilizzo delle strategie della Medicina Personalizzata, formato da professori universitari come Maurizio Simmaco e Vincenzo Ziparo, psichiatri come Roberto Brugnoli e economisti sanitari come Davide Integlia; il comitato “Giovani Medici” coordinato da Francesco Saverio Bersani e il comitato “Fisioterapisti e Amici” coordinato da Alessandra Barbato, per dirne solo alcuni.
Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio ha partecipato alla campagna Sì per un Italia in Salute promossa dal responsabile nazionale sanità del Partito Democratico Federico Gelli, la campagna si chiuderà con un evento questo giovedì 1 dicembre a Bologna.

Allegato

  • Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il Si al Referendum Costituzionale (pdf, 2 pp.)

Regione Lazio: protocollo legalità con Guardia di Finanza (20 novembre 2016, video)

Di | News

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Insieme alla Guardia di Finanza per rafforzare la trasparenza e la legalità. Con questo protocollo facciamo un altro passo avanti per rafforzare la legalità: Guardia di Finanza e Regione insieme in un’ottica di collaborazione istituzionale per agevolare i controlli e lo scambio d’informazioni in materia di finanziamenti dei fondi comunitari. Ogni singolo euro sarà speso bene, garantendo trasparenza e legalità

  • di Nicola Zingaretti

Un altro passo avanti per rafforzare la trasparenza e la legalità

Oggi abbiamo firmato un protocollo con la Guardia di Finanza, è un altro importante tassello del lavoro che stiamo facendo per rafforzare il sistema di anticorpi della Regione rispetto al rischio di fenomeni corruttivi o di opacità nella gestione delle risorse.
Potremmo chiamarlo un protocollo ‘basta frodi e basta corruzione’.

Miglioriamo i controlli in materia di finanziamenti dei fondi comunitari

L’obiettivo di questa proficua collaborazione tra Regione e Guardia di Finanza è quello di garantire ancora di più che ogni singolo euro sarà speso bene, assicurando trasparenza e legalità a ogni livello.
Parliamo di una delle maggiori fonti di investimento di cui disponiamo: la programmazione 2014-2020 sui tre programmi regionali sui fondi europei è in totale di 2,6 miliardi di euro.

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Maggiori controlli significa un uso migliore delle risorse

Con questo protocollo ci impegneremo a: scambiarci specifiche informazioni in relazione ai soggetti beneficiari dei finanziamenti comunitari; comunicare ogni informazione che possa essere utile per avviare nuovi controlli o approfondire controlli già in atto; effettuare controlli approfonditi su eventuali irregolarità emerse.

Tutte queste azioni si inseriscono in un processo che stiamo portando avanti da quando siamo arrivati e che mette al primo posto trasparenza e lotta agli sprechi in ogni settore della Regione. L’abbiamo fatto in tanti modi: avviando, prima regione in Italia, un protocollo di vigilanza collaborativa con Anac; facilitando l’accesso ai contributi europei, mettendo tutto online, e garantendo la maggiore trasparenza possibile con il progetto open data, grazie al quale è possibile consultare on line ogni dato sulle attività della regione, dal bilanco, alla sanità, ai finanziamenti concessi.

Il video

Link al video su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=loeG8_60QlM

Regione Lazio: il ticket sanitario non si paga più (11 novembre 2016)

Di | News

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Dal 1° gennaio 2017 i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro. Dopo anni di sacrifici sulle spalle delle famiglie, abbiamo invertito rotta. È stato possibile solo grazie al percorso di risanamento che stiamo portando avanti

  • di Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio

Una buona notizia per tutti: ho firmato il decreto che abolisce il ticket regionale sulla sanità, riportiamo giustizia per le persone.

Dal 1° gennaio 2017 il ticket sanitario regionale non si paga più

I cittadini non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro.
Dopo anni di sacrifici sulle spalle delle famiglie, abbiamo invertito la rotta.
È stato possibile solo grazie al percorso di risanamento che stiamo portando avanti.

I conti in ordine

Grazie agli sforzi di tutti in questi tre anni abbiamo dimezzato il disavanzo, che è passato dai 669 milioni del 2013 ai 332 del 2015, e non ci fermiamo qui ma puntiamo a un ulteriore dimezzamento che quest’anno dovrebbe farci attestare intorno ai 160 milioni di euro.

Ora giustizia e diritti

In questi tre anni abbiamo chiuso la stagione dei tagli e aperto quella degli investimenti, in tanti modi: nell’edilizia sanitaria, con lo sblocco 264mln di euro; nella nuova sanità territoriale, con gli ambulatori aperti nei weekend e con le case della salute; e poi nell’ammodernamento tecnologico con le risorse ricavate dal recupero dell’evasione ticket, che reinvestiamo nelle tecnologie per le strutture.

Il Lazio cambia (video)

Guarda il video

161111-video-ticket-abolitoLe slide su Slideshare

http://www.slideshare.net/RegioneLazio/abolito-il-ticket-regionale-pi-giustizia-per-le-persone

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