Categoria

News

Segui le ultime notizie su PD Lazio e PD nazionale

Mafia Capitale, beni sequestrati alle mafie, caso Ostia – primo seminario del Forum Legalità PD Roma (21 gennaio 2017)

Di | News

seminario-forum-legalita2

Sabato 21 gennaio 2017 – dalle ore 9.00 alle 13.30 – avrà luogo il primo dei 4 seminari dedicati a “Legalità e Trasparenza” organizzati dal “Forum Legalità” del Pd Roma  e dedicato a “Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie”.

L’intero percorso si articola in 4 incontri:

  1. sabato 21 gennaio 2017
  2. sabato 28 gennaio 2017
  3. domenica 5 febbraio 2017
  4. sabato 11 febbraio 2017

ed è destinato ad amministratori locali, iscritti ed elettori del Partito Democratico.

Gli incontri avranno luogo – dalle ore 9.00 alle 13.30  – presso la sede nazionale del Partito Democratico in via Sant’Andrea delle Fratte a Roma.

Per partecipare è necessario inviare una mail a legalita@pdroma.org indicando i propri dati e recapiti.

Programma di sabato 21 gennaio 2017

Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie e il commissariamento di Ostia

  • 9.00-9.30 – saluto iniziale di Matteo Orfini , presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico;
  • 9.30-11.00 – intervento di apertura e lezione del magistrato Alfonso Sabella , sugli appalti di Roma Capitale, il nuovo codice degli appalti e il commissariamento di Ostia;
  • 11.00-11.20 – introduzione dell’avvocato Iside Castagnola sulla legge 109/96 in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati e/o confiscati per reati di stampo mafioso
  • Pausa caffè 10 minuti;
  • 11.30-12.30 – intervento di Luca D’Amore , avvocato con lunga esperienza all’Agenzia del demanio e all’Agenzia per i beni confiscati e Davide Franco, amministratore giudiziario;
  • 12.30-13.30 – intervento sulla mafia a Roma ed Ostia della giornalista del quotidiano La Repubblica Federica Angeli

Programma completo

  • Il Programma completo delle 4 giornate è disponibile qui in formato pdf

Altre informazioni

Nicola Zingaretti, Referendum costituzionale: perché abbiamo perso (13 dicembre 2016)

Di | News

zingaretti-renzi

È evidente che ci sono stati nostri errori e sottovalutazioni.
C’è stata una grandissima sottovalutazione dello sconvolgimento sociale che sta avvenendo in occidente.
Occorre un campo largo democratico e progressista, aperto, plurale

  • di Nicola Zingaretti

Quali sono stati i motivi di una così potente affermazione del No?

Dopo il risultato referendario questa domanda non è riuscita a imporsi nel dibattito del partito democratico.
In assenza di analisi avanzano scenari e soluzioni utili a disegnare e garantire assetti ma, credo, poco utili a risolvere i problemi e a dare risposte ai nostri militanti.
È evidente che ci sono stati nostri errori e sottovalutazioni.
È difficile, tuttavia, trovare il modo di parlarne serenamente.
Anche in un momento così drammatico, comunichiamo separatamente con il nostro popolo.
Non come un “collettivo”, come una comunità e un partito impegnati in un confronto.
Intervengono i “leader”, i capi corrente: il più delle volte attraverso dei twitter e comunicati stampa, raramente in un rapporto diretto con le persone; oppure si alimentano i gossip giornalistici, elevati a commento e analisi politica.
È difficile confrontarsi sulle idee, perché si punta principalmente a criticare o distruggere chi le idee ha il coraggio di esprimerle: una deriva, questa, irresponsabile e autodistruttiva.
Vorrei provare a uscire da questo schema.

Aumento delle disuguaglianze

1. Credo che il motivo più evidente dell’affermazione del No e del sentimento che lo ha sostenuto, lo abbia suggerito l’Istat nelle ore successive al risultato elettorale: un aumento incredibile delle disuguaglianze sociali. http://www.huffingtonpost.it/2016/12/06/istat-poverta-1-su-4-italia_n_13451604.html Una situazione economica mossa e diversificata, ma nella quale prevale un mix tra incertezza sul futuro, una bassa produttività e una moltitudine di giovani economicamente emarginati.
Una recente analisi del Mckinsey Global Institute (poorer than their parents http://www.mckinsey.com/global-themes/employment-and-growth/poorer-than-their-parents-a-new-perspective-on-income-inequality ) illustra che tra il 2005 e il 2014 una quota che va dal 65 al 70% delle famiglie, in 25 economie avanzate, ha visto ridursi o non crescere il proprio reddito; nel periodo 1993 – 2005, invece, questa quota era solo del 2%.
L’Italia, inoltre, è risultato il paese con la più alta percentuale di famiglie che non ha visto crescere il proprio reddito disponibile: il 97%.
Potrei continuare, ma è evidente che su questo tema c’è stata una grandissima sottovalutazione dello sconvolgimento sociale che sta avvenendo in occidente, mentre le grande potenze asiatiche continuano a crescere con impeto e minacciosamente.
Qui è radicata la rabbia e la paura.
Ciò spiega perché il racconto di Renzi, del tutto legittimo, rispetto allo sforzo compiuto per il rinnovamento, ai risultati ottenuti per il miglioramento del paese, pieno di speranza e di ottimismo, non ha coinciso fino in fondo con ciò che milioni di persone percepiscono quotidianamente: la fatica del vivere, la precarietà, una sensazione di esclusione e di abbandono.
Ecco la delusione per qualcosa che la politica ha promesso e che, se in parte realizzato, riguarda solo gli altri.
Non abbiamo saputo parlare alla marcata dualità dell’Italia; rivolgendoci contemporaneamente alla parte produttiva, ricca, integrata alle aree più forti dell’Europa e a quella, geograficamente trasversale, più dolente, povera, con scarse prospettive.
Qualcosa evidentemente non ha funzionato se non siamo riusciti a tenere insieme nel nostro discorso i ricchi e i poveri e il sostegno alle energie più forti con l’accorciamento delle distanze tra chi ha e chi non ha.
Non è poca cosa; perché la sinistra ha in questo la sua ragione fondamentale per esistere.

Il nostro isolamento

2. Il secondo motivo che ha inciso non poco è stato il nostro isolamento.
Già nelle amministrative c’era stato un campanello di allarme.
Nella prima repubblica un missino non avrebbe mai votato Pci, nel nostro tempo gli elettorati si sommano.
È, dunque, di fondamentale importanza, anche a fronte del lavoro per una nuova legge elettorale, capire come rigenerare un campo progressista e una rete di alleanze politiche che non rendano solitario, nella sua battaglia, il partito democratico.
Ciò non significa tornare alle coalizioni infinitamente numerose di partiti, rissose, eterogenee, insieme per ragioni esclusivamente elettorali, avide di potere e dominate dai calcoli egoistici di ogni componente.
Significa più semplicemente ragionare in termini di un campo largo democratico e progressista, aperto, plurale, capace di decidere attraverso forme rapide ed efficaci di democrazia di coalizione e anche attraverso un rapporto diretto con gli iscritti e gli elettori.
Con questo spirito abbiamo vinto in tante città; penso all’esperienza di Pisapia a Milano, di Zedda a Cagliari, di Merola a Bologna e potrei continuare; e penso anche al risultato nel Lazio, seconda regione italiana, dove grazie allo spostamento verso di noi del 12% dell’elettorato, abbiamo potuto governare per 4 anni con una alleanza ampia e, mi sembra, all’insegna dell’innovazione, del cambiamento e della giustizia sociale.

Il partito

3. Infine, il partito.
Nella riunione della direzione del Pd non si è discusso e nei giorni successivi è emerso un drammatico quadro di frammentazione.
L’attivismo di gruppi, sottogruppi, correnti e infuocati “capi locali” è stato più forte dell’identità unitaria e di ogni capacità di ascolto.
È prevalso il rifiuto pregiudiziale delle ragioni dell’altro, che sta rendendo il post referendum addirittura peggio del risultato: cadere è grave, non riuscire a reagire e rialzarsi è addirittura peggio.
Vengono al pettine problemi emersi da anni e paghiamo il prezzo dello scarso investimento sul partito e il suo rinnovamento dei gruppi dirigenti che si sono susseguiti fino a oggi.
Per altro le attuali correnti, in assenza di visione, garantiscono solo nicchie di potere, al contrario di un tempo, quando nella prima repubblica, avevano almeno il merito di garantire rapporti di massa con la società e custodire profili politici.
Questo schema va spezzato e nessuno di noi può essere chiamato a rafforzarlo, schierandosi in modo meccanico.
Sarebbe come imitare quel film del 1983 War Games: alla fine del gioco nessun vincitore.
Dobbiamo, al contrario, superare una degenerazione che per responsabilità di tutti, ha trasformato e ridotto i militanti in tifosi e ha diviso i dirigenti tra quelli al “servizio” o “contro” il capo. Probabilmente l’autonomia culturale, la libertà e la responsabilità che ne scaturisce, le abbiamo buttate insieme alle cose del passato che effettivamente andavano superate. Ma esse non erano un problema, semmai, un valore e una ricchezza.
Detto questo, e per le ragioni dette, oggi sarebbe illusorio e sbagliato pensare che un rilancio della forza e delle ragioni della sinistra passi dalla caduta di Renzi.
La Cnn dopo il voto ha intervistato Di Maio, non Fassina.
Il teorema secondo il quale la sinistra per risorgere deve cannibalizzare e uccidere i suoi leader, è un film tristemente già visto.
Non ho mai votato per Matteo Renzi e dopo i suoi trionfi non ho mendicato intorno alla sua corte; ma oggi con serenità dico che è profondamente ingiusto negare che rappresenti una grande forza e che grazie alla sua leadership il Pd si è ricollocato al centro della scena politica e ha avuto di nuovo un chance.
Così come credo sia un errore fuorviante pensare che mandare fuori la sinistra dal Pd garantirebbe una identità “pura”, vincente e finalmente innovativa.
Un partito di uguali equivale a un partito di pochi e spesso mediocri.
Il pluralismo si organizzerebbe fuori in forme autonome e il Pd rimarrebbe Pd solo nel nome.
Oggi si tratta di affrontare l’enormità dei temi che abbiamo davanti e non di scaricare le responsabilità su contrapposti capri espiatori.
Dopo la battaglia referendaria che il segretario ha combattuto con tenacia e forza, e che io ho condiviso, tocca proprio a Renzi riaprire il discorso.
E tutti con occhio sereno e senza pregiudizio, hanno il dovere di ascoltare e valutare se in questa riapertura di discorso ci sono quelle correzioni e la svolta che ritengono necessarie.

Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il Si al Referendum Costituzionale (28 novembre 2016)

Di | News

RiformeCostituzionali

  • di Valentina Mantua

Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il al Referendum Costituzionale, in particolare la riforma del Titolo V è ritenuta strategica per l’applicazione delle linee di indirizzo politico elaborate dal Forum e discusse nel documento allegato. Il sostegno al Sì è stato anche condiviso con altre realtà politiche come la “Commissione “Promozione dell’Associazionismo” coordinata da Renato Ienaro e la “Commissione Lavoro e Formazione coordinata da Bruno Scazzocchio. Si sono uniti alla promozione dei principi di uguaglianza e universalismo che ispirano la proposta di riforma anche molti comitati. Ad esempio il comitato “Medicina Personalizzata” che intende favorire lo sviluppo e l’utilizzo delle strategie della Medicina Personalizzata, formato da professori universitari come Maurizio Simmaco e Vincenzo Ziparo, psichiatri come Roberto Brugnoli e economisti sanitari come Davide Integlia; il comitato “Giovani Medici” coordinato da Francesco Saverio Bersani e il comitato “Fisioterapisti e Amici” coordinato da Alessandra Barbato, per dirne solo alcuni.
Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio ha partecipato alla campagna Sì per un Italia in Salute promossa dal responsabile nazionale sanità del Partito Democratico Federico Gelli, la campagna si chiuderà con un evento questo giovedì 1 dicembre a Bologna.

Allegato

  • Il Forum Salute e Sanità del PD Lazio sostiene il Si al Referendum Costituzionale (pdf, 2 pp.)

Regione Lazio: protocollo legalità con Guardia di Finanza (20 novembre 2016, video)

Di | News

161119-gdf-regione-lazio-play(clicca per vedere il video su YouTube)

Insieme alla Guardia di Finanza per rafforzare la trasparenza e la legalità. Con questo protocollo facciamo un altro passo avanti per rafforzare la legalità: Guardia di Finanza e Regione insieme in un’ottica di collaborazione istituzionale per agevolare i controlli e lo scambio d’informazioni in materia di finanziamenti dei fondi comunitari. Ogni singolo euro sarà speso bene, garantendo trasparenza e legalità

  • di Nicola Zingaretti

Un altro passo avanti per rafforzare la trasparenza e la legalità

Oggi abbiamo firmato un protocollo con la Guardia di Finanza, è un altro importante tassello del lavoro che stiamo facendo per rafforzare il sistema di anticorpi della Regione rispetto al rischio di fenomeni corruttivi o di opacità nella gestione delle risorse.
Potremmo chiamarlo un protocollo ‘basta frodi e basta corruzione’.

Miglioriamo i controlli in materia di finanziamenti dei fondi comunitari

L’obiettivo di questa proficua collaborazione tra Regione e Guardia di Finanza è quello di garantire ancora di più che ogni singolo euro sarà speso bene, assicurando trasparenza e legalità a ogni livello.
Parliamo di una delle maggiori fonti di investimento di cui disponiamo: la programmazione 2014-2020 sui tre programmi regionali sui fondi europei è in totale di 2,6 miliardi di euro.

161119-gdf-regione-lazio

Maggiori controlli significa un uso migliore delle risorse

Con questo protocollo ci impegneremo a: scambiarci specifiche informazioni in relazione ai soggetti beneficiari dei finanziamenti comunitari; comunicare ogni informazione che possa essere utile per avviare nuovi controlli o approfondire controlli già in atto; effettuare controlli approfonditi su eventuali irregolarità emerse.

Tutte queste azioni si inseriscono in un processo che stiamo portando avanti da quando siamo arrivati e che mette al primo posto trasparenza e lotta agli sprechi in ogni settore della Regione. L’abbiamo fatto in tanti modi: avviando, prima regione in Italia, un protocollo di vigilanza collaborativa con Anac; facilitando l’accesso ai contributi europei, mettendo tutto online, e garantendo la maggiore trasparenza possibile con il progetto open data, grazie al quale è possibile consultare on line ogni dato sulle attività della regione, dal bilanco, alla sanità, ai finanziamenti concessi.

Il video

Link al video su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=loeG8_60QlM

Regione Lazio: il ticket sanitario non si paga più (11 novembre 2016)

Di | News

161111-ticket-abolito

Dal 1° gennaio 2017 i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro. Dopo anni di sacrifici sulle spalle delle famiglie, abbiamo invertito rotta. È stato possibile solo grazie al percorso di risanamento che stiamo portando avanti

  • di Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio

Una buona notizia per tutti: ho firmato il decreto che abolisce il ticket regionale sulla sanità, riportiamo giustizia per le persone.

Dal 1° gennaio 2017 il ticket sanitario regionale non si paga più

I cittadini non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro.
Dopo anni di sacrifici sulle spalle delle famiglie, abbiamo invertito la rotta.
È stato possibile solo grazie al percorso di risanamento che stiamo portando avanti.

I conti in ordine

Grazie agli sforzi di tutti in questi tre anni abbiamo dimezzato il disavanzo, che è passato dai 669 milioni del 2013 ai 332 del 2015, e non ci fermiamo qui ma puntiamo a un ulteriore dimezzamento che quest’anno dovrebbe farci attestare intorno ai 160 milioni di euro.

Ora giustizia e diritti

In questi tre anni abbiamo chiuso la stagione dei tagli e aperto quella degli investimenti, in tanti modi: nell’edilizia sanitaria, con lo sblocco 264mln di euro; nella nuova sanità territoriale, con gli ambulatori aperti nei weekend e con le case della salute; e poi nell’ammodernamento tecnologico con le risorse ricavate dal recupero dell’evasione ticket, che reinvestiamo nelle tecnologie per le strutture.

Il Lazio cambia (video)

Guarda il video

161111-video-ticket-abolitoLe slide su Slideshare

http://www.slideshare.net/RegioneLazio/abolito-il-ticket-regionale-pi-giustizia-per-le-persone

161111-slideshare-ticket-abolito

Rimani in contatto con Nicola Zingaretti

Leggi anche

Ultime su Nicola Zingaretti

151129-zingaretti-1

Basta un Sìndaco (9 Novembre 2016)

Di | News

 

161109-bastaunsindaco

Mercoledì 9 Novembre 2016 ore 10.00 — 13.00 Roma Eventi – Piazza di Spagna, Via Alibert, 5A
www.bastaunsi.it #bastaunsindaco

Come cambiano e verso quale direzione le relazioni istituzionali fra i diversi livelli di governo del Paese?
Come si rendono esigibili i diritti fondamentali?
Quale ruolo giocano le istituzioni democratiche nella vita dei cittadini e nei fatturati delle imprese?
Le competenze e l’autonomia degli enti sono stimoli o limiti all’esercizio delle libertà individuali? Queste sono le domande a cui cercherà di rispondere il dibattito fra alcuni dei protagonisti della vita istituzionale del governo e dei territori che sostengono il Sì al referendum costituzionale.

161109-bastaunsindaco2
La riforma costituzionale vista dalle istituzioni più vicine ai cittadini.
Presentazione
Roberto Cociancich, Coordinatore dei volontari per il Sì al referendum costituzionale

Introduzione
Angelo Rughetti, Sottosegretario di Stato

Coordina il dibattito
Claudia Fusani, giornalista de L’Unità

Interventi

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano
Mariarosa Barazza, Sindaco di Cappella Maggiore
Giuseppe Falcomatà, Sindaco di Reggio Calabria
Achille Variati, Sindaco di Vicenza
Massimo Castelli, Sindaco di Cerignale
Furio Honsell, Sindaco di Udine
Federico Borgna, Sindaco di Cuneo
Flavio Tosi, Sindaco di Verona
Dario Nardella, Sindaco di Firenze
Loredana Devietti Goggia, Sindaco di Ciriè
Enzo Bianco, Sindaco di Catania

Punti di vista
Annamaria Furlan, Segretaria Generale CISL
Gaetano Maccaferri, componente Advisory Board Confindustria
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti

Le conclusioni sono affidate a
Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Interverrà
Matteo Renzi, Presidente del Consiglio

Link

Legautonomie 1916/2016, Cento anni di storia del riformismo per il governo locale (8 Novembre 2016)

Di | News

161108-legaautonomie

L’8 Novembre 2016 a Roma, presso la “Sala Tevere” della Regione Lazio, Via Cristoforo Colombo 212, dalle ore 15.00 avrà luogo il convegno organizzato da Legautonomie Lazio  in occasione del Centenario della Lega delle Autonomie locali.

Per informazioni: segreteria@legautonomielazio.it – tel 06 69766034 fax 06 31072100

Programma dei lavori

Presiede
BRUNO MANZI
Presidente Legautonomie Lazio

Saluto
NICOLA ZINGARETTI, Presidente Regione Lazio

Introduzione
OSCAR GASPARI
Storico e autore del Volume “La Lega delle Autonomie 1916 – 2016 Cento anni di storia del riformismo per il governo locale”

Intervengono

MATTEO RICCI
Sindaco di Pesaro

LUCIANO VIOLANTE
Presidente Emerito della Camera dei Deputati

FABIO REFRIGERI
Assessore Infrastrutture, Enti Locali e Politiche Abitative Regione Lazio

ALESSANDRA SARTORE
Assessore Politiche del bilancio, Patrimonio e Demanio Regione Lazio

FABIO BELLINI
Presidente Commissione Affari costituzionali e statutari
affari istituzionali, enti locali e risorse umane federalismo fiscale, sicurezza, integrazione sociale e lotta alla criminalità Regione Lazio

NICOLA MARINI
Presidente CAL Regione Lazio, Sindaco di Albano.

Conclusioni

MARCO FILIPPESCHI
Presidente Legautonomie, Sindaco di Pisa

La locandina

161108-legaautonomie-3

clicca per ingrandire immagine

FormazioneDemocratica: Storia del pensiero politico, le radici culturali del PD (26 ottobre 2016)

Di | News, PD Nazionale

161018-formazione-democratica
Corso di formazione in Storia del pensiero politico: le radici culturali del PD, il divenire della Costituzione

Obiettivi

Il Corso si prefigge di ripercorrere le fondamenta culturali e le interpretazioni della Costituzione che sono alla base del PD, focalizzando l’attenzione su alcuni classici del pensiero politico.

Programma

  1. Antonio GRAMSCI: l’egemonia politica e il ruolo degli intellettuali
  2. Luigi STURZO: l’amministrazione decentrata e l’autogoverno locale
  3. Piero GOBETTI: le èlite dirigenti e la politica “attiva”
  4. Altiero SPINELLI: il federalismo europeo e la Costituzione cosmopolita

Struttura

Il Corso inizia il 26 ottobre 2016 e ha una durata di 4 lezioni.
Gli incontri si tengono il mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 19,30 a Roma, presso la sede del PD Lazio in via degli Scialoja 3.

Destinatari

Il Corso è rivolto a iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD.
È previsto l’obbligo di frequenza.
Al termine del percorso formativo verrà rilasciato un attestato di partecipazione a tutti coloro che avranno seguito almeno 1’80% delle attività didattiche.

Come candidarsi

Le persone interessate possono candidarsi inviando all’e-mail: formazione.pdprovrm@libero.it il proprio curriculum vitae o richiedendo l’apposita scheda di partecipazione. Essendo il numero di posti limitato, verrà seguito un criterio cronologico di adesione.

Info

Locandina

  • Scarica la locandina in pdf

Costituzione: le ragioni della riforma (Roma, PD Alberone, 13 ottobre 2016)

Di | News

costituzione-le-ragioni-della-riforma-alberone-13-10-2016
Giovedì 13 ottobre 2016 dalle ore 18.30 iniziativa pubblica del “Comitato per il sì del VII Municipio di Roma” con la partecipazione di Beppe Vacca, Direttore della Fondazione Istituto Gramsci e presidente del “Comitato Lazio vota sì
L’incontro si svolge presso la sezione Alberone del PD VII Municipio di Roma in via Appia Nuova 361 (metro A, Furio Camillo).

Agenda

Introduce: Antonella Di Giacomo, Comitato per il sì Alberone

Interventi

  • Giuseppe Vacca, Direttore della fondazione Istituto Gramsci, presidente del “Comitato Lazio vota sì
  • Marco Olivetti, Professore di istituzioni di diritto pubblico, componente della commissione Letta per le riforme costituzionali
  • Ileana Piazzoni, Deputata, subcommissaria PD VII Municipio di Roma
  • Rosa Ferraro, Segretaria Giovani Democratici Alberone

Modera: Vittorio Ferla, giornalista e blogger, coordinatore “Comitato per il sì del VII Municipio Roma”

Link

bastaunsi