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L’ordine del giorno dell’assemblea delle delegate regionali della Conferenza delle donne democratiche, 8 novembre 2019

Di | News, PD Lazio | Nessun commento

L’8 novembre si è tenuta l’assemblea delle delegate regionali della Conferenza delle democratiche, che ha eletto le 14 componenti del Lazio del Coordinamento nazione della Conferenza.

Le delegate sono:

Sesa Amici, Michela Califano, Luisa Ciambella, Silvia Costa, Cecilia D’Elia, Antonella D’Emilia, Maria Gabriella Gregori, Marta Leonori, Stefania Martini, Eleonora Mattia, Serena Pandolfi, Daniela Spinaci, Giulia Tempesta, Maddalena Vianello.

L’assemblea ha inoltre votato un ordine del giorno che ci impegna, per radicare nel territorio la partecipazione e l’azione politica delle donne e per realizzare la democrazia paritaria nel Partito democratico, ad attivare gruppi di lavoro, iniziative pubbliche e aperte sui grandi temi della vita quotidiana delle donne e la questioni nazionali e territoriali, portando lo sguardo di genere sulle proposta politica del Partito democratico e delle forze di centrosinistra.

I gruppi di lavoro individuati, ai quali è possibile iscriversi scrivendo alla mail segreteria@pdlazio.it , sono:

  1. sviluppo, lavoro, condivisione tempi
  2. salute e benessere
  3. prevenzione e contrasto violenza di genere
  4. cultura, conoscenza, lotta agli stereotipi
  5. regole e partito

 

Ecco il testo completo dell’ordine del giorno: Conferenza delle donne democratiche, Ordine del giorno percorso Lazio

 

La crisi di agosto e l’apertura di una fase nuova nel Paese grazie alla nascita del governo Conte bis, che vede la partecipazione del Partito Democratico, ha reso ancora più urgente la necessità di far sentire in modo autonomo e determinato la voce politica delle democratiche.

Abbiamo isolato la destra e il suo tentativo autoritario, ma sappiamo che quell’ipotesi illiberale ha bisogno che una chiara azione di governo riformista sia accompagnata da un nuovo radicamento sociale, una capacità di ascolto e di attenzione alla vita delle persone e ai loro bisogni.

Le donne si sono opposte alle controriforme sulla famiglia e sull’affido condiviso, ma un contrattacco ai nostri diritti è in atto nella società e spesso si fa forte del disagio sociale, dell’impoverimento, dell’assenza di lavoro femminile o della sua precarietà.

C’è bisogno di un nuovo protagonismo femminile, anche nella costruzione e nel radicamento del Partito democratico e nella fase di rinnovamento e di discussione statutaria aperta dalla direzione nazionale del 14 ottobre scorso, nella direzione di un partito capace di prossimità territoriale, digitale, sociale, luogo di discussione e confronto sui temi e contenuti della propria proposta politica.

Al fine di favorire la nascita della Conferenza delle democratiche del Lazio come luogo politico autonomo e organizzato, forte della grande adesione registrata in questi mesi sia tra le donne iscritte che tra le elettrici del PD, l’assemblea delle delegate regionali dà mandato al gruppo di lavoro regionale che ha proposto il regolamento della Conferenza delle democratiche del Lazio approvato dall’assemblea regionale del partito democratico, di promuovere il percorso e le regole certe condivise e trasparenti che portino entro gennaio all’elezione delle Portavoce provinciali e di quella regionale e all’insediamento della Conferenza regionale rappresentativa della diverse realtà territoriali e dell’esperienze che partecipano alla Conferenza.

Per radicare nel territorio la partecipazione e l’azione politica delle donne e per realizzare la democrazia paritaria nel Partito democratico, il percorso vivrà attraverso gruppi di lavoro, iniziative pubbliche e aperte sui grandi temi della vita quotidiana delle donne e la questioni nazionali e territoriali, portando lo sguardo di genere sulle proposta politica del Partito democratico e delle forze di centrosinistra.

Troppe ombre. Pochi fatti. Salvini DIMETTITI

Di | PD Lazio, PD Nazionale | Nessun commento

Inchieste giornalistiche e indagini della magistratura stanno facendo emergere scenari sempre più inquietanti tra la Lega di Salvini e la Russia di Putin. Abbiamo chiesto al ministro dell’interno di venire in parlamento a spiegare al Paese il motivo e il merito del rapporto della Lega, con i suoi uomini, e la Russia. Lo stesso presidente della Camera ha invitato il Ministro Salvini a riferire in Parlamento. Ma sia le richieste delle opposizioni che quelle di un’alta carica dello Stato sono rimaste inascoltate. SALVINI FUGGE. È inaccettabile, non solo per rispetto delle istituzioni democratiche, ma anche perchè il Ministro dell’Interno ha il dovere di garantire la sicurezza del Paese. Non ci possono essere quindi essere zone d’ombra o dubbi sul suo operato, specie se c’è il sospetto che siano state messe a rischio alleanze e collocazione strategica dell’Italia in Europa e nel Patto Atlantico.

Per questi motivi, noi sottoscritti sosteniamo la mozione di sfiducia che il Partito Democratico ha presentato il Parlamento.

 

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